I sindaci del comprensorio termitano scendono in campo a sostegno della vertenza che interessa da anni gli operai ex Fiat e dell’indotto.
Pare che, dopo 7 anni si paventi la possibilità che il governo nazionale non rinnovi la cassa integrazione per il 2019.
Operai, amministratori locali, organizzazioni sindacali e rappresentati delle comunità ecclesiali locali, sarebbero stati rassicurati direttamente dal Ministro del lavoro, Luigi Di Maio, nel corso della visita allo stabilimento Blutec – ex Fiat – dello scorso 26 ottobre.

“Di Maio – scrivono i sindaci – ha assicurato la copertura finanziaria degli ammortizzatori sociali”. Si sarebbero sentiti traditi.

Solidarietà a operai ed amministratori da parte di Carolina Varchi, deputato nazionale di Fratelli d’Italia, che si definisce «megafono delle istanze degli ex dipendenti Fiat».
«Soltanto promesse e nessuna soluzione concreta per gli ex operai della Fiat, – incalza la Varchi – beffati prima dal governo Renzi e, ultimamente, dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio».

I protagonisti di questa incredibile vicenda non si accontentano più del rinnovo dei “dovuti ammortizzatori sociali”. Chiedono al governo giallo-verde  “prospettive occupazionali e di sviluppo di un territorio”.

Condizione che non si è ancora realizzata nonostante siano state messe a disposizione della Blutec – che ha raccolto il testimone dall’ex Fiat – ingenti risorse.

I sindaci, intanto hanno inviato a Di Maio una lettera dove chiedono la convocazione urgente di un tavolo tecnico che “chiarisca – scrivono –  una vertenza che si protrae, oramai, da quasi un ventennio”.

Appuntamento a Roma, nei prossimi giorni, presso la sede del ministero. Amministratori e organizzazioni sindacali vogliono essere ricevuti dal ministro Di Maio: la richiesta è chiara: la Blutec è in grado di sostenere da sola il piano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese?

Intanto dalla Blutec, a seguito delle proteste degli ex operai dello stabilimento, fanno sapere che “non ci risulta alcun rilievo ufficiale al nostro piano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese, sul quale stiamo continuando a lavorare con il massimo impegno”.

Secondo il gruppo, che ha sede nel torinese, tutto legato al completamento di alcuni “passaggi burocratici noti a tutti”. E non è finita, i vertici della Blutec rassicurano che lo stabilimento termitano rimane “di primaria importanza nella strategia industriale di sviluppo del nostro gruppo per i prossimi anni”.
Talmente importante che nella sezione “contatti” del sito web non c’è alcuna traccia degli uffici allestiti in Sicilia.

Una cosa è certa. La Blutec, al momento, è main sponsor del Carnevale termitano 2019, il più antico di Sicilia. Insieme ad Enel ed all’Autorità portuale di Palermo.
Tema di quest’anno: “Su’ chiacchiri…”. Come quelle che fino ad oggi tutti, indistintamente, hanno fatto.

 

Lettera inviata al MISE

“In data odierna, i Sindaci del comprensorio, sottoscrittori del presente documento si sono riuniti presso la sede storica del Comune – piazza Duomo, al fine di valutare azioni congiunte a sostegno dei lavoratori Blutec – già Fiat e dell’indotto che in queste ultime settimane sono stati costretti a registrare ulteriori mortificazioni a causa del paventato diniego del rinnovo della cassa integrazione per l’anno 2019, nonostante il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – Luigi Di Maio – nel corso della visita dinanzi i cancelli dello stabilimento il 26 ottobre avesse assicurato la copertura, per tutti i lavoratori (compresi i 62 dell’indotto provenienti dalla NASPI – Manital e SSA), degli ammortizzatori sociali nonché il coinvolgimento di FCA al tavolo ministeriale presso il MISE.

Nel corso dell’incontro, altresì, è emersa l’esigenza di istituire un “tavolo dei Sindaci permanente” da convocarsi con cadenza almeno mensile e comunque, ogni qualvolta ne sorga l’esigenza.

Al termine del confronto i Sindaci, unitamente ai lavoratori, ai Rappresentanti Sindacali e ai Rappresentanti della Comunità Ecclesiale, si sono trasferiti presso l’aula consiliare di via Garibaldi – ex Caserma La Masa per partecipare ad un affollato incontro dal quale è emersa, ancora una volta, l’esigenza di acquisire risposte concrete ed immediate da parte del Governo Nazionale che non potranno limitarsi, esclusivamente, alla proroga dei dovuti ammortizzatori sociali, ma dovranno, piuttosto, tenere in debito conto le prospettive occupazionali e di sviluppo di un territorio che, nonostante, la grande disponibilità di risorse messe a disposizione dai Governi Nazionale e Regionale, non riesce, ancora, a trovare una risoluzione positiva.

Ciò che preoccupa, maggiormente, i rappresentanti degli Enti Locali è l’assenza di riscontro da parte del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonostante le ripetute sollecitazioni a cura del Presidente della Regione Siciliana, del Prefetto e del Sindaco di Termini Imerese.

E’ indubbio che la “vertenza Termini Imerese” sta attraversando, il periodo più buio da quando, circa 17 anni fa, si è avviata. L’assenza di prospettive concrete, il rischio di perdere anche quel minimo sostentamento derivante dagli ammortizzatori sociali, in un territorio come quello imerese che già di per se è caratterizzato da un alto tasso di disoccupazioni con le inevitabili conseguenze socio-economiche non può permettersi ulteriori passi indietro.

A margine dell’Assemblea, tenuto conto che ad oggi, nessun riscontro è pervenuto da parte del Governo Nazionale su proposta del Sindaco di Termini Imerese, si è stabilito che nel corso della prossima settimana i rappresentanti degli Enti Locali interessati, si trasferiscano a Roma presso la sede del MISE, unitamente alle OO.SS. al fine di chiedere che venga convocato un tavolo ministeriale che fornisca i dovuti chiarimenti sullo stato del piano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese e se, soprattutto, Blutec sia in grado, da sola, di sostenerlo.

Visto quanto sopra i sottoscrittori della presente in qualità di Sindaci pro-tempore chiedono al Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – Luigi Di Maio – la convocazione urgente ed indifferibile di  un tavolo tecnico che chiarisca, definitivamente, una vertenza che si protrae, oramai, da quasi un ventennio”.

F.to i sindaci di Termini Imerese, Caccamo, Sciara, Cerda, Trabia, Aliminusa,  Montemaggiore, Campofelice di Roccella, Lascari e Cefalù

 

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