Lo scorso 14 maggio la redazione di  MadonieNotizie.it-Il Caleidoscopio, tramite #dilloamadonienotizie (348.5586637), è stata messa a conoscenza di un fatto che ha provocato la nostra indignazione, pur riconoscendone l’opera meritoria che ha mosso un gruppo di giovani attivi castellanesi, sensibili alle tematiche ambientali.
Abbiamo immediatamente verificato la notizia e dopo averla documentata con delle foto l’abbiamo resa nota. (leggi QUI per approfondire).
L’articolo ha provocato anche la reazione delle persone interessate, che spiegano le ragioni del loro gesto lamentando l’indifferenza dell’amministrazione comunale, della stampa e della società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti (atteso che sono stati riposti – se pur imprudentemente – in mezzo alla strada).

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la replica del lettore, che scrive a nome del gruppo di volontari, e la risposta del direttore responsabile della testata.

Agnello, è la giusta definizione. È stato messo sopra un sedile d’ auto trovato sul fiume. Anche il più piccolo brandello di plastica, d’altronde, è stato trovato sul fiume.
Tutto il resto dello schifo, era nel fiume. Era messa in maniera ordinata per evitare che ritornasse nel fiume. Le scarpe e l’ agnello erano il mio messaggio di sensibilizzazione.
Chiunque passasse da lì l’ avrebbe notato. E così è andata, più o meno. Avrebbe notato lo schifo che quattro giovani (volontariamente e sotto la pioggia) in poco meno di 2 ore, hanno tirato fuori dal letto del fiume.
Ritornando all’agnello, non so chi abbia voluto mandare il messaggio che il fumo uccide, ma vi posso assicurare che giaceva privo di vita sotto il ponte, insieme alla miriadi di cascasse più o meno decomposte.
Mi ha fatto ribrezzo vedere tale scempio, così ho voluto dare “una parte da protagonista” a quell’povero agnello. La sensibilità dello scrittore di questo articolo è stata urtata, ma forse non del tutto.
Non ha usato mezzi termini nel condannare l’ accaduto, unilateralmente e senza informarsi più di tanto. Forse, mi viene da pensare, che in un paese morto come il nostro, anche il più abile scrittore non trova nulla da scrivere, lasciandosi corrompere da falsi scandali e vuoti atti di eroismo.
Forse, perché nella società odierna, ci va di sentire solo atti di malvagità, crudeli e cruenti, privi di ogni barlume d’umanità.
Forse perché la realtà oramai è finzione e a noi va bene così. Forse per ignoranza. Ma cari scrittori e carissimi lettori, nulla di tutto ciò è accaduto ieri in contrada Passo L’ Abate.
Abbiamo creato qualcosa di forte, d’ impatto e se ieri c’erano le intenzioni oggi abbiamo le conferme. Nessun operatore ecologico, nessun sindaco, nessun giornalista, nessuno vedeva lo schifo che si riversava nel fiume (agnello e carogne compresi) , così come nessuno ieri ha visto chi lo ha ripulito, sotto la pioggia, volendo mettere in risalto lo scempio che si consumava ormai da anni sul fiume.
Vi posso assicurare che non sarà l’ ultima piccola discarica a cielo aperto che vedrete. Scusatemi per avere urtato la vostra sensibilità, ma che volete farci, è la vita“.

Gentile lettore,
in primis grazie per il suo contributo al dibattito. Ci sfugge però, in larga misura, il senso delle sue affermazioni.
Posto che si tratti di un agnello, non crediamo sia questo il problema: una vita animale è stata comunque violata senza alcuna ragione plausibile. Perdoni comunque lo sbaglio relativo alla specie.
Andiamo al dunque: lei descrive un ambiente degradato, ostaggio dell’incuria e della sporcizia. E fin qui ci siamo, condanniamo anche noi l’assenza di rispetto per l’ambiente, casa comune.

Ma, onestamente, prendiamo l’istanza dal messaggio (?) che lei dice di avere voluto lanciare con le scarpe e con l’agnello. Quest’ultimo è stato ridicolizzato senza pietà: ucciso prima e poi leso nella sua dignità di animale.

Se lei ritiene di avere veicolato contenuti educativi, sappia che non siamo affatto d’accordo e non comprendiamo quale messaggio possa celarsi dietro un animale con delle sigarette che gli sono state infilate in bocca.

Animale che, peraltro, non è affatto divenuto protagonista (di quale storia, poi?) come lei suggerisce, anche se si comprende la pietas che lei manifesta per questo essere indifeso.

Infine, in merito al fatto che non sarà l’ultima discarica che vedremo, le chiediamo di assumersi la responsabilità di quanto afferma. Cordiali saluti.

Marianna La Barbera
Direttore responsabile