Tutto è compiuto. Dopo giorni di “passione”  ha prevalso la Legge regionale

che ha riposto nel cassetto, almeno per il momento, lo scalpitante sindaco di Castelbuono, Mario Cicero ed i primi cittadini dei Comuni del Parco che ingenuamente l’hanno seguito nel non volere approvare il bilancio d’assestamento dell’Ente.
Ad approvare l’assestamento ci ha pensato nelle scorse ore un commissario ad acta appositamente nominato dall’assessore  del Territorio e dell’Ambiente Toto Cordaro.

“Nel caso in cui gli organi dell’Ente Parco omettano,

sebbene diffidati, – recita l’art. 9 comma 7 della L.R. 98/81 – o non siano in grado di compiere, atti obbligatori per legge, l’Assessore Regionale per il Territorio e l’Ambiente, vi provveda a mezzo di commissari ad acta. Non si fa luogo, alla diffida di cui al precedente comma, nei casi di inosservanza dei termini previsti espressamente dalla presente legge”.

Un atto dovuto per Legge, quello di Cordaro.

Alfredo Ambrosetti e Francesca Grosso

A Francesca Grosso, già direttore dell’Ente, sarebbe bastato esaminare la proposta degli Uffici finanziari corredata dal parere dei Revisori dei Conti. Pochi minuti.

Tanto sarebbe bastato ai seguaci di Cicero per approvare le variazioni di bilancio di previsione dell’Ente per il triennio 2018 – 2020; ovvero le
«variazioni necessarie per l’adeguamento ai Decreti dirigenziali di finanziamento, già emessi dall’Assessorato Territorio e Ambiente nel mese di dicembre 2018», ha ribadito il commissario straordinario del Parco, Salvatore Caltagirone.

Le ragioni della protesta dei sindaci ciceriani

risiedono nella mancata nomina del presidente del Parco delle Madonie. A qualcuno di essi farebbe comodo la nomina dell’ex sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, (clicca QUI per approfondire) perché con essa si completerebbe il quadro degli accordi definiti nel corso di alcune riunioni promosse dal presidente della So.Svi.Ma. Spa, Alessandro Ficile, che soprintende in diverse scelte attuate dai sindaci madoniti.
Non hanno tutti i torti, tuttavia:  così come hanno fatto i primi cittadini di Polizzi Generosa, Caltavuturo, Geraci Siculo, Pollina e Petralia Sottana presenti in tutte le convocazioni del consiglio,  la protesta si poteva attuare dopo avere approvato il bilancio evitando così la sonora sconfitta politica di vederselo approvare da un commissario nominato dall’assessorato.

Cosa ci hanno guadagnato se non un aggravio di costi,

se pur esigui, che resteranno a carico dell’Ente?
«I sindaci sono stati richiamati sull’osservanza dei compiti istituzionali – chiosa Caltagirone – a loro stessi demandati, hanno volutamente e provocatoriamente disertato, tutte le sedute che erano state fissate nei giorni 25 gennaio e 31 gennaio in prima e seconda convocazione, ed in ultimo il 4 febbraio in terza convocazione»

La querelle ora si sposta a Palazzo dei Normanni,

presso la sala intitolata a Pio La Torre. Lunedì prossimo (18 febbraio) alle ore 10:00 Caltagirone, su richiesta dei sindaci – non avrebbero sottoscritto il documento i colleghi di Caltavuturo e Polizzi – ha dovuto convocare un consiglio straordinario del Parco con un ordine del giorno dettato dai firmatari della richiesta.

Al centro della discussione, quindi, la nomina del presidente

e l’annullamento della delibera di nomina del vice presidente Catanzaro.
Cicero, che dovrebbe aprire la discussione, chiederà spiegazioni sulla sospensione della sua delibera di nomina a membro del comitato esecutivo.

Tuttavia, in coscienza, potrebbe rinunciare all’incarico in attesa che la sua posizione amministrativa nei confronti del Parco si definisca.
Pare che lo stesso Cicero sia oggetto anche di una denuncia penale per avere violato, in concorso con altri, una norma ambientale. (Clicca QUI per approfondire)
Non è chiaro se  limitata solo alla realizzazione di un invaso o, anche per la parte amministrativa, si faccia riferimento allo spianamento di circa 2 mila mq di terreno attorno all’invaso.

Abbiamo motivo di credere che il commissario dell’Ente

chiamerà il primo cittadino di Castelbuono a relazionare sui fatti. Anche se spetterebbe al collega di Geraci Siculo, atteso che la violazione sarebbe avvenuta nel suo territorio.

Dovrebbe esserci tempo per parlare della situazione finanziaria dell’Ente e sulle priorità progettuali “in riferimento alla gestione ambientale, culturale, sociale ed economica – così scrivono i richiedenti – dei Comuni aderenti al Parco”.

L’assessore Cordaro avrebbe confermato la presenza,

in rappresentanza del governo. Certamente ogni sindaco raccomanderà la partecipazione del deputato di riferimento.

E non finisce qui. Il 18 febbraio al seguito del parlamentino madonita andranno, oltre al commissario ed al direttore, sette funzionari del Parco. Per intervenire su ogni questione tecnica su cui governo regionale, deputazione e membri del consiglio si imbatteranno.

Tutti in “missione”.

Ci chiediamo se anziché il fasto della Sala Rossa della sede dell’ARS sarebbe stato meglio celebrare il consiglio nella sede istituzionale del Parco.