Un problema sempre più serio, sempre più sentito, quello dei giovani siciliani che fuggono via dalla loro terra. Un problema che ha spinto 132 amministratori siciliani a dire basta. A sottolineare la propria stanchezza, con una lettera inviata al ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli.

Gli amministratori in questione hanno deciso di prendere posizione. Di dire a gran voce al governo nazionale che ora bisogna trovare soluzioni e proposte per dare ai giovani possibilità concrete sul loro territorio di nascita.

Così riporta, testualmente, la lettera inviata al ministro:

Egregio Ministro,
siamo amministratori siciliani che non vogliono arrendersi all’idea di vedere la nostra terra in testa alle classifiche per tasso di disoccupazione ed emigrazione giovanile.

La Sicilia è fra le prime regioni d’Europa per l’alto tasso di Neet. Cioè di giovani fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non cercano lavoro. Peggio dell’isola, dove i Neet sono il 41,4%, fanno solo la Guyana francese (44,7%) e la regione bulgara di Severozapaden (46,5%).

Occorre prendere ancor di più consapevolezza che il Meridione d’Italia necessita di un piano straordinario. Che faccia ripartire l’occupazione e lo rilanci dal punto di vista imprenditoriale, per una piena valorizzazione delle nostre ricchezze artistiche e naturali.

Abbiamo elaborato una proposta che potrebbe dare una grossa mano d’aiuto ai territori del Sud Italia e ai giovani che vogliono scommettere di fare impresa qui.

L’idea nasce sull’esperienza delle Zone Franche Urbane. Nate in Francia e già sperimentate anche in Italia, ma declinata esclusivamente per gli under 40 , quindi una Zona Franca Giovani (ZFG).

La ZFG dovrebbe essere attivata in quei territori , non già inseriti in precedenti esperienze di ZFU, dove la disoccupazione giovanile supera una certa percentuale (>45% ad es.).

Fra le cose da fare, in concreto, si potrebbe potenziare la misura Resto al Sud per l’avvio di impresa e garantire una serie di esenzioni. Come tutte le Zone Franche, per imposte e tributi per i primi anni di attività (con una diminuzione di entità negli anni), come ad esempio IRPEF, contributi previdenziali, IMU, IRAP, oltre ai tributi locali.

Con l’auspicio di aver dato un valido contributo, siamo fiduciosi in un Vostro cortese riscontro. Cordiali saluti e buon lavoro.

La lettera sottolinea, insomma, anche la volontà di combattere l’elevato tasso di disoccupazione giovanile. Sarebbe fondamentale che questa lettera fosse ascoltata.

Sarebbe fondamentale che il capitale umano siciliano venga valorizzato, senza se e senza ma, senza indugi. La lettera è stata firmata da numerosi esponenti politici di tutta la Sicilia.

Arriva per altro dopo le note inviate nelle scorse settimane al Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, al Presidente della Regione, Nello Musumeci, e dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè.