I continui cambiamenti alla policy dei bagagli di Ryanair costituiscono una pratica commerciale scorretta e generano caos nei consumatori, alle prese con una continua deregulation tariffaria creata dalla low cost irlandese.

Questa, in sintesi, la posizione di Altroconsumo la più autorevole e diffusa associazione dei consumatori in Italia, che prosegue nella battaglia a tutela dei passeggeri, costretti a fare i conti, ancora una volta, con nuove tariffe e regole sui bagagli.

Nelle scorse settimane, la compagnia ha aggiunto infatti una nuova tipologia di servizio di trasporto dei bagagli, che ha indotto l’organizzazione a chiedere l’intervento dell’Antitrust.

O meglio, a richiedere, perché la battaglia di Altroconsumo contro la variazione della policy di Ryanair ha preso il via nel settembre dell’anno scorso, quando l’associazione ha segnalato all’Antitrust la pratica commerciale relativa alla richiesta di un supplemento di prezzo per il trasporto a bordo dei bagagli.

Nel febbraio dell’anno in corso, l’Autorità ha comminato una sanzione per tre milioni di euro a Ryanair, successivamente sospesa da Tar; la prossima udienza è fissata per il 2 ottobre prossimo.

Le nuove regole introdotte da Ryanair riguardano, nello specifico, la possibilità di acquistare un secondo bagaglio da registrare del peso di dieci chilogrammi, da consegnare al banco check in con una tariffa compresa tra i dieci e i dodici euro, che lievita fino a venticinque euro se l’acquisto viene effettuato al gate.

Per i passeggeri che hanno comprato un biglietto con l’opzione priorità e due bagagli a mano, il costo è invece compreso tra i sei e i dodici euro; in entrambi i casi, a seguito dell’acquisto, non è previsto alcun rimborso.

Cambiamenti intervenuti mentre si attende il pronunciamento del Rar e che, secondo Altroconsumo, avrebbero determinato un ulteriore peggioramento nel rapporto con i viaggiatori, che faticano a orientarsi nella giungla tariffaria imposta dalla compagnia.

L’elemento più critico riguarderebbe la mancata possibilità di conoscere in anticipo il costo finale del biglietto, poiché il prezzo variabile del supplemento non può essere definito prima dell’acquisto.

«Chiediamo ad Antitrust – precisa Ivo Tarantino, responsabile delle relazioni esterne di Altroconsumo – di intervenire nuovamente, far cessare la condotta scorretta e restituire trasparenza ai consumatori ».

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