Si definisce un semplice autodidatta, ma è chiaro che la connotazione non riesce a sintetizzare, da sola, l’universo emotivo e il talento di Mauro Pecoraro, palermitano, che ha fatto dell’arte polimaterica la sua principale cifra espressiva.

Le sue opere sono fatte di plastica, polistirolo e fili di luce e veicolano contenuti filosofici ed ecologisti: tutto può essere trasformabile, tutto può assumere una nuova veste, tutto può rinascere.

L’esempio più fulgido, in tal senso, è stato rappresentato da una sua personalissima interpretazione della nascita di Cristo in seno alla collettiva “Natività magica” che, in occasione del Santo Natale, venne allestita nel dicembre del 2018 presso gli spazi della Chiesa Regina Pacis, a Palermo, con la direzione artistica di Maurizio Lucchese.

La sua opera ricevette, tra le tante di pregio presenti all’interno della kermesse, un riconoscimento speciale legato all’uso sapiente della materia, in grado di suscitare emozioni e riflessioni sul senso della vita e delle azioni umane.

«In quell’occasione – spiega Pecoraro – ho avvertito la necessità di far transitare un messaggio, pienamente recepito, sulla possibilità di far rivivere materiale apparentemente senza futuro ».

Un impegno culturale  intimamente legato, dunque, alle istanze di tutela del Creato che permeano tutte le sue opere, venate da spiritualità e religiosità, due elementi che raccontano soprattutto l’uomo, oltre che l’artista.

Una vera e propria devozione alla Natura intesa come generatore di bellezza e armonia, oltre che espressione primigenia di Dio. 

Pecoraro rientra nel novero degli artisti selezionati da Maurizio Lucchese in occasione della prima Biennale di Sicilia dedicata alle opere contemporanee, allestita presso la sede istituzionale del Comune di Capaci dall’8 al 17 giugno.