Rimodulare l’esperienza di lavoratori, degenti e familiari, rigenerando le corsie e gli ambienti nosocomiali: è questa la “mission” delle opere di “Strati – GRAFIE- urbane” , mostra a cura di ManSourcing e Mauro Filippi, inaugurata a Palermo il 13 aprile all’interno della hall del polo di chirurgia oncologica dell’Arnas Civico, in piazza Nicola Leotta 4, dove rimarrà visitabile fino al prossimo 30 giugno.

L’arte urbana, declinata attraverso varie forme – dal graffiti – writing al nuovo astrattismo – torna dunque in città, in una location davvero inusuale, grazie all’impegno di Elena Foddai, psicologa del lavoro e delle organizzazioni.

La professionista cefaludese, infatti, è l’ideatrice di un percorso non convenzionale di  collettive temporanee dal titolo “E l’arte salverà il mondo…” : un progetto espositivo che ha preso il via due mesi fa, con il supporto di A.R.N.A.S. Civico, di Sudtirol Bank quale main sponsor, del Club Rotary Monte Pellegrino, dell’assessorato regionale della Salute, dell’ Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana e dell’associazione di categoria PLP (Psicologi Liberi Professionisti), del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Palermo, di NEOS S.r.l. , delle associazioni OMNIA e Solart, delle Università di Paris Nanterre e di Rouen Normandie, con le quali è stata avviata una prestigiosa collaborazione internazionale per l’attività di ricerca.

L’esposizione allestita presso il nosocomio, costituisce il secondo appuntamento del percorso condiviso con ELPI Gallery, spazio museale “in progress” presso il polo oncologico, creato nell’atrio 24 del padiglione del presidio sanitario : il primo step è stato la mostra “Dipintipinti” inaugurata il 7 febbraio scorso negli  gli stessi spazi.

L’idea fondante riguarda un nuovo modo di pensare l’Ospedale A.R.N.A.S. Civico di Palermo: la struttura sanitaria si evolve in una galleria d’arte, trasformandosi in un percorso espositivo che ingloba cura e cultura, proponendo mostre di carattere figurativo – quadri, sculture, fotografie – e visivo – video, documentari – e la possibilità di organizzare eventi musicali e teatrali.

Al concetto di umanizzazione degli ospedali, da tempo si è affiancata l’opportunità di utilizzare gli spazi nosocomiali come luoghi espositivi per rendere più confortevoli gli ambienti: l’arte entra in corsia, rappresentando una forma di terapia ma anche e soprattutto di assistenza ad ampio spettro che, utilizzando tutte le accezioni quali musica, teatro, pittura e ballo, offre ai pazienti e a coloro che se ne prendono  un valido mezzo per esprimersi e trasformare l’esperienza vissuta durante la degenza in un momento di crescita personale per promuovere il benessere.

Art – therapy, dunque, rivolta non solo a chi è ricoverato, ma anche alle famiglie che hanno bisogno di supporto e per le quali è altrettanto importante fruire del bello, senza dimenticare tutto il personale medico e paramedico, altrettanto beneficiario dell’intervento.

Siamo dinanzi alla fusione di due nozioni: “ospedale per tutti” e “arte per tutti”, un incontro tra mondi e sensibilità diverse, che pone lo spettatore dinanzi a riflessioni, sorprese, e momenti di sollievo.

Quali sono i benefici dell’ingresso dell’arte in corsia?

«L’arte in ospedale  è uno strumento di self – empowerment – spiega Foddai, che ricopre altresì il ruolo di consigliera segretaria del Comitato Regionale PLP della Sicilia  – e diventa veicolo di coinvolgimento, presa di coscienza e trasformazione per potenziare tutte quelle risorse che ci fanno sentire che possiamo diventare protagonisti della nostra vita e affrontare le situazioni con più forza, fiducia e possibilità di scelta ».

“Strati-Grafie-urbane”, nello specifico, raccoglie le opere di otto artisti, tutti siciliani, che propongono un interessante spaccato di un mondo espressivo a metà strada tra intonaco, tela, pannello e cornice, temporaneo e permanente:  Angelo Bramanti, Antonio Anc, Demetrio Di Grado, Deran, Emanuele Vittorioso, Ligama, MAKE e Alberto Ruce.

Una vera e propria giungla di creatività urbana nell’atrio della struttura sanitaria, trasformato nell’occasione in una  sorta di “hall of fame”, che ipnotizza lo spettatore, tra segnali stradali rivisitati da Anc,  collage e poster affissi da Di Grado,  velature delicate e trasparenti dipinte da Ruce, linee taglienti e spigoli progettati da Make, tag tridimensionali intagliate da Deran, fitte intelaiature di campi di colore rullate da Ligama, composizioni di detriti selezionati e manipolati da Bramanti, segni graffuturistici precisi e sapientemente sbavati spruzzati da Vittorioso.