Antonio Presti, mecenate e presidente della Fondazione Fiumara D’arte lancia un nuovo itinerario turistico culturale: “Controesodo”, dedicato all’Etna e alla Valle dell’Alcantara.
Un progetto che prende ispirazione dal Cantico delle Creature di San Francesco e che ha visto coinvolti, per mesi, 30 mila abitanti e 3 mila studenti di undici comuni locali impegnati in un processo creativo condiviso, con laboratori fotografici che hanno immortalato sguardi, emozioni, passioni per diventare installazioni dell’anima accompagnate dalle parole del Santo d’Assisi.

Obiettivo di “Controesodo” – che ha coinvolto i comuni di Piedimonte Etneo, Randazzo, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia, S. Alfio, Milo, Malvagna, Motta Camastra, Graniti, Gaggi e Francavilla – è quello di rivitalizzare il presente grazie alle più solide agenzie educative, in primis la famiglia e la scuola, rinsaldando i legami con la natura e il paesaggio, le reti delle persone e le infrastrutture identitarie delle comunità.

«Oggi più che mai, invece di nutrirmi passivamente del riconoscimento della mia storia, sento la necessità – spiega Antonio Presti – di scegliere la via del ringraziamento, continuando ancora a seminare. Lo spirito che anima l’amare è sempre seminare, e quando si è sentimentalmente legati con il cuore a un territorio, si fa di tutto per tentare di farlo sopravvivere e di sopraffare i pensieri di morte, abbandono e afflizione che anestetizzano l’anima».

«C’è una strategia politica culturale mondiale che vede allontanare i giovani dalle piccole comunità per creare solo cimiteri territoriali – continua il presidente di Fiumara d’Arte – basti pensare alle città metropolitane come Palermo, Messina o Catania: quest’ultima fra 20 anni senza i comuni pedemontani e dell’Alcantara perderà la sua vera anima, diverrà una città vuota, senza identità e senza valore di differenza. Trovare nell’arte un nuovo percorso di ricucitura tra i territori e una nuova codifica di presente attraverso il linguaggio universale, dev’essere una delle direzioni da seguire».

«Il controesodo vuole trovare nei bambini, nelle scuole e nelle famiglie quel processo educativo che serve a riprogettare il futuro – continua Presti – dopo la prima esperienza del Cantico, questa rete civica confermerà la nascita di un nuovo percorso spirituale dei territori. E se questa rete lavorerà sempre, ogni anno, educando i giovani all’amore per i luoghi natii, riusciremo a rispondere concretamente alle criticità di questo presente».

Durante la realizzazione del progetto “Controesodo”, fotografi sia amatoriali sia professionisti hanno ritratto coppie di mamma/figlio, papà/figlio, nonno/nipote, nonna/nipote, durante shooting organizzati nei luoghi vissuti quotidianamente dagli abitanti. La Fondazione Antonio Presti ha selezionato gli scatti per stamparli su manifesti che sono stati affissi lungo gli assi viari principali o in luoghi simbolo della comunità, d’intesa con le istituzioni locali. L’opera vuole porsi in antitesi rispetto alla destrutturazione del senso delle immagini di Internet. Ogni immagine è accompagnata dalle parole del Cantico delle Creature di San Francesco, costituendo una sorta di grande canto spirituale unificante.