Una conferenza dedicata alla figura del generale Giuseppe La Masa, patriota nato a Trabia – luogo di origine della madre Anastasia Pitissi – ma di famiglia termitana da parte del padre Andrea.

L’iniziativa, da titolo “Prima di tutto l’amor di Patria”, si terrà in occasione del bicentenario della nascita del politico e militare italiano sabato 9 novembre a partire dalle ore 18:00 presso i locali della Società Operaia di Mutuo Soccorso “Generale Giuseppe La Masa”, benemerita associazione costituita il 23 luglio 1863 con il nome di “Società degli Operai di Termini Imerese”.

Insieme a Rosolino Pilo, La Masa capeggiò l’insurrezione palermitana del 12 gennaio 1848, e per questa ragione subì l’esilio.

Partecipò successivamente all’impresa garibaldina, ricoprendo il ruolo di comandante di Compagnia e, giunto in Sicilia con “I Mille”, si mise a capo delle squadre dei “picciotti” siciliani per combattere contro le armate borboniche.

La notte del 26 maggio 1860 discese a Palermo dal campo di Gibilrossa e la mattina seguente entrò in città dopo avere espugnato le barricate.

Allo scioglimento dell’Esercito Meridionale, La Masa fu inserito nei ruoli dell‘Esercito con il grado di Generale: un riconoscimento al suo valore nei campi di battaglia.

Nato a Trabia nel 1819,  iuseppe La Masa visse a Termini durante la giovinezza, dedicandosi agli studi superiori.

Frequentò alcuni istituti ecclesiastici, ma la sua passione per il gentil sesso lo indusse ad abbandonare il seminario, deludendo così le aspirazioni dei genitori.

Assunto al Comune di Trabia con la mansione di amministratore, si rivelò sin da giovane un soggetto di grande ingegno e di spiccata sensibilità: di notevole rilievo le sue interessanti prove letterarie.

Attento conoscitore delle sfortunate vicende nazionali del periodo storico, diffondeva le idee mazziniane con grande passione.

Fallita nel 1844 la spedizione dei fratelli Bandiera in Calabria e caduto nei sospetti della polizia borbonica, lasciò la Sicilia e si rifugiò a Firenze dove attrasse tante simpatie e si avvicinò alle idee monarchiche.

Nel gennaio 1848 tornò in Sicilia e a Palermo, il giorno 12 dello stesso mese, diede vita all’insurrezione contro i Borboni,  piegati dopo aspri scontri.

Liberata la città, giunse a Termini dove il 31 gennaio costrinse la guarnigione borbonica a capitolare ma, fallito il moto antiborbonico, fu costretto a lasciare la Sicilia e a rifugiarsi ancora una volta nell’Italia settentrionale.

Nel 1860 tornò ancora una volta nell’isola al fianco di  Giuseppe Garibaldi e si distinse in modo particolare sia a Gibilrossa che nella conquista di Palermo.

Morì a Roma nel 1881, dopo una vita trascorsa all’insegna di innumerevoli servizi resi alla Patria.

Termini Imerese gli ha dedicato una piazza e  per eternarne la memoria, la moglie, la duchessa Felicita Bevilacqua,  fece erigere un monumento in suo ricordo.

La città gli ha dedicato inoltre la Società degli Operai, il cui  primo presidente fu Nicolò De Michele Barone di Villaurea.

Nel 1865 la Società si costituì nuovamente, dopo un periodo difficile, col nome di “Società Operaia Artistica di Termini Imerese” nell’allora piazza Botteghelle, l’attuale Piazza Liborio Arrigo.

Nel 1882 subentrò un’altra modifica allo Statuto congiuntamente al cambio della denominazione sociale.

Con il nuovo ordinamento statutario, assunse il nuovo nome di “Società Operaia di Mutuo Soccorso Generale Giuseppe La Masa”: la sede, intitolata appunto al generale trabiese, è ubicata nell’omonima piazza al numero civico 2.