Il calcio come metafora, il calcio come modo per sottolineare che insieme si può fare di tutto. A Palermo  c’è “Mediterraneo Antirazzista”, manifestazione sportiva, artistica e culturale partita il 10 maggio e attualmente in corso.

Presentata ufficialmente oggi a Palazzo delle Aquile, la manifestazione è strettamente connessa alla promozione delle relazioni interculturali tra le diverse componenti che abitano nella città metropolitana, provando a mettere in discussione le dicotomie centro/periferia ed inclusione/esclusione.

«Mediterraneo Antirazzista è un “pretesto minimo” per creare interazione – ha detto Salvatore Cavaleri – e per sfatare quel luogo comune che dice che le periferie sono i luoghi dove si raccolgono gli istinti più bassi. Centinaia di associazioni fanno un lavoro quotidiano faticosissimo per promuovere percorsi di emancipazione».

E proprio il torneo di Mediterraneo Antirazzista è frutto di uno (e insieme mille) di questi lavori: un torneo calcistico  inclusivo, che si oppone pacificamente a tutti i dispensatori di odio portando lo sport in luoghi che prima erano discariche, portando il calcio e la gioia in spazi che prima erano terra di nessuno.

Infatti i tornei finali di Palermo si disputeranno al Velodromo, dal 13 al 16 giugno. Prima di questa ultima sfida ci saranno però altre tappe (LEGGI QUI IL PROGRAMMA) in luoghi che sono tornati a vivere grazie alle associazioni e ai residenti.

Un’iniziativa che invita a comprendere cosa sono le “invasioni” tanto brutalmente sponsorizzate. Proprio a questo proposito il tema della dodicesima edizione è “Invasione di campo!”: tutti i cittadini sono invitati a diventare degli “invasori”, trovando a questo link il form da compilare.

«Creare dinamiche di flussi che creano una nuova geografia urbana» è l’obiettivo finale di Mediterraneo Antirazzista. Al termine del torneo palermitano, Mediterraneo Antirazzista insieme ai Mondiali Antirazzisti, che vengono generalmente disputati in Emilia Romagna, si spostano, a giugno, a Riace per supportare il forte impegno e la metodologia adottata da Mimmo Lucano nella direzione dell’inclusione sociale.