Un itinerario inedito, adatto ai bambini e alle famiglie, che si snoda all’interno di uno scenario in parte intatto, alla scoperta di un antico patrimonio storico custodito nel piccolo borgo di Scillato, dove scorrono tutt’oggi le acque che convogliano fino a Palermo.

Al percorso, reso possibile grazie a un progetto di recupero dei luoghi – alcuni mulini, ancora visibili, conservano  l’aspetto originario – è dedicato l’evento “Il tesoro delle antiche vie d’acqua di Scillato”, fissato per il prossimo 17 novembre, organizzato da Giovanna Gebbia e Ileana Arceri, a cura della Cooperativa Terre di Carusi, in collaborazione con B&B Cas’Antica Soprana e Verso Est Casavacanza  e con il patrocinio dell’Ente Parco delle Madonie.

Il programma prevede il raduno dei partecipanti in piazza Aldo Moro, con possibilità di parcheggio nelle immediate vicinanze: l’itinerario guidato sulle vie dell’acqua e dei mulini, seguendo i canali Agnello e Gulfone, avrà inizio alle 10 : 30.

Alle 11 : 30 è prevista una visita presso il Museo dell’Acqua nel Mulino Paraturi dove sarà possibile assistere a una dimostrazione della lavorazione della zabbara, parola siciliana di origine araba che indica l’agave, una pianta dalle larghe foglie spinose con un’alta infiorescenza di fiori gialli a grappoli: con i fili estratti si realizzavano anticamente le corde.

Il percorso proseguirà con la visita al Santuario Maria Santissima della Catena alle 12:30 e con una degustazione di prodotti tipici madoniti e un pranzo dai sapori rurali.

L’iniziativa si concluderà alle 15 : 30 con una tappa ai giardini agricoli di Scillato. Per informazioni sull’itinerario – che include l’ ingresso e la visita al Museo e al Santuario, la degustazione e il pranzo – è possibile contattare i numeri 3394871621 e 389.4680659.

Borgo immerso nella campagna delle basse Madonie e ricco di sorgenti copiose che scaturiscono dalle pendici di Monte Fanusi, Scillato è una della cittadine più piccole del Parco: secondo alcuni, anche una delle più antiche e ricche di storia, le cui origini rimandano ai greci ateniesi che la fondarono dopo essersi insediati in loco.

Noto per l’abbondante presenza d’acqua per la quale divenne naturalmente luogo di costruzione di numerosi mulini, già citati in un documento del 1156, il piccolo centro, passando attraverso vari avvicendamenti storici, nel 1961 conquistò totale autonomia e, da frazione di Collesano, divenne a tutti gli effetti un Comune.

Scillato offre ai visitatori le suggestioni tipiche di un centro collinare, pieno di giardini e raccolto intorno alla piazza centrale e alla chiesa principale, dedicata a Santa Maria delle Catene, la patrona dei doganieri: una testimonianza rilevante della funzione di accesso dal mare verso la montagna che il piccolo centro, in passato come attualmente, svolgeva.