Era il 2 novembre del 2013 quando il Sakalash (espressione che indica la libertà da qualsivoglia forma di oppressione, secondo un antico idioma del popolo zingaro Kalash) aprì per la prima volta i battenti a Palermo, presso la sede di via Ugo Bassi, nella zona del Borgo Vecchio.

Sono trascorsi sei anni e oggi la realtà associativa, molto attiva sia sul fronte della tutela dei diritti umani che nell’ambito della difesa degli animali di tutte le specie, celebra il sesto compleanno, mantenendo inalterati quei valori che, nel tempo, l’hanno connotata come uno dei gruppi più attenti, a Palermo, alle tematiche afferenti l’iniziativa e la responsabilità individuale e la cooperazione tra soggetti liberi.

Il nero e il rosso sono, da sempre, i colori che contrassegnano il Sakalash, e simboleggiano rispettivamente la negazione  e la rabbia: no assoluto all’idea di nazione che pone gli esseri umani in una condizione di conflittualità e di assenza di coesione e unità, indignazione per i crimini compiuti in nome del potere, delle pretese e delle ipocrisie.

Il nero simboleggia altresì la nozione di lutto per le vittime innocenti delle guerre e dello sfruttamento in ambito lavorativo, ma anche la determinazione e la volontà di cambiare: un suolo fertile che nutre nuova vita, che si rinnova e che si riproduce.

Il rosso è il colore simbolo del fuoco: passione, azione, vitalità, radiosità e amore, ma anche dell’ira della grinta e della rabbia che tutto trasforma.

Alle 16:00 le celebrazioni avranno inizio con Virginia Dessì e Claudio Abu Sara, che illustreranno la loro esperienza di viaggio nel campo di Makhmoura, nel Kurdistan iracheno.
A seguire, un corso di cucina rom, cena sociale e laboratorio per creare insieme la martorana, dolce tipico della festa dei morti.

L’evento si terrà in via Alfredo e Antonio Di Dio 3, presso lo spazio anarco-comunitario Kaos.