Buone notizie per gli operai forestali che hanno fatto istanza per la procedura d’infrazione per la violazione della normativa comunicativa 70 del 1999. La Commissione europea non ha archiviato l’istanza anzi si aspettano i tempi tecnici affinché la risposta venga tradotta in lingua italiana. E’ quanto fa sapere l’avvocato Angela Fasano che dal 2015 ha iniziato a costruire l’impianto del’istanza con un gruppo di operai forestali delle Madonie. Il gruppo negli anni si è ingrandito e ormai i ricorrenti sono oltre mille provenienti da tutta la Sicilia.
L’obiettivo è quello di far equiparare i forestali siciliani al personale docente che è stato stabilizzato della sentenza Mascolo del 26 novembre 2014, della Corte di giustizia europea.  In particolare per l’avvocato Fasano i forestali sono i lavoratori che hanno un triste primato: «Sono i dipendenti regionali con anzianità giuridica più antica d’Europa con anche 10, 20 o 30 anni di servizio sempre da precari. Se la Commissione europea dovesse accogliere l’istanza lo Stato italiano dovrà avviare un corretto piano di stabilizzazione o una misura sanzionatoria all’illegittima reiterazione dei contratti dei forestali. E i ricorrenti avranno anche il risarcimento dei danni», ha detto l’avvocato Fasano.

forestali
In realtà: «La stabilizzazione comporterebbe costi minori, perché ogni volta che gli operai entrano in cassa integrazione i costi lievitano – spiega Fasano – Finora non c’è stata una volontà politica di dare una stabilizzazione ai lavorarti siciliani della Forestale».
Intanto gli stessi lavoratori del comparto chiedono alla Regione di essere impiegati in modo più proficuo. Ma il mondo politico siciliano continua a fare orecchie da mercante.

Gli operai della forestale vorrebbero essere impiegati tutto l’anno anche per prevenire disastri idrogeologici e sottolineano che: «La Protezione Civile ha censito 12 mila aree a rischio e calcolato come il dissesto idrogeologico abbia causato 58 vittime negli ultimi 15 anni: per mettere in sicurezza l’Isola occorrono 3 miliardi. La provincia di Palermo ha 2.408 aree a rischio dissesto. Frane, alluvioni, letti di fiumi mai ripuliti, tutta la Sicilia è a rischio – precisano-  I lavoratori forestali potrebbero diventare le vere sentinelle dell’ambiente. Impiegati soprattutto per la manutenzione delle strade provinciali, comunali e statali. Ma potrebbero anche essere utilizzati per la  tutela, la salvaguardia, la prevenzione ed il controllo di parchi, riserve, spazi verdi di interesse pubblico, siti archeologici e turistici».