Accessibilità diffusa, rapporto interpersonale tra visitatore e ospite, tempo libero vissuto all’insegna della lentezza, conoscenza del territorio basata sull’attraversamento consapevole dei luoghi, ruralità e natura intese come elementi imprescindibili di equilibrio e consapevolezza identitaria. Sebbene non sia facile definire, in sintesi, la nozione di turismo relazionale, sono questi gli elementi che ne contrassegnano l’essenza, collocando questa speciale categoria dell’accoglienza in un ambito che, per forma e contenuti, si differenzia profondamente nell’approccio da tutte le altre forme di ricettività tradizionale.

In Sicilia, questo nuovo modello “partecipato” di turismo legato all’ospitalità sostenibile ha preso il via da circa un decennio: la prima forma concreta in tal senso è stata rappresentata dal cosiddetto “albergo diffuso” , al quale hanno
fatto seguito i tour dedicati alla riscoperta delle dimore storiche e gli itinerari religiosi e naturalistici incentrati sulla valorizzazione delle specificità meno note dell’isola, ovvero quegli angoli che non rientrano nell’ambito del mainstreaming e, dunque, del turismo di massa.

Anteprimista di questa tendenza, successivamente evolutasi anche nelle forme del turismo esperienziale, è stata, in Sicilia, un’associazione culturale che, nel tempo, ha fatto delle Madonie un polo dell’accoglienza relazionale integrata, tra iniziative di animazione territoriale, pellegrinaggi, cammini sensoriali, promozione delle specificità paesaggistiche, architettoniche, artistiche e gastronomiche dei luoghi del Parco. Si tratta di Itinerari del Mediterraneo, ai più nota come ItiMed, realtà nata nel 2007 a Palermo con l’obiettivo di costruire un sistema a rete di itinerari interculturali nei quali risulta fondamentale l’interazione tra pubblico e privato.

L'architetto Antonella Italia, alla guida di ItiMed

L’architetto Antonella Italia, alla guida di ItiMed

Dopo dieci anni di attività continuativa, il bilancio è fortemente positivo: non solo e non tanto per le innumerevoli iniziative realizzate e promosse, ma anche e soprattutto per avere centrato l’obiettivo di “attivare” territori dove la nozione di turismo relazionale era ancora sconosciuta. Lo “scossone” ha un nome, un cognome e una conoscenza del territorio che deriva da una professione, quella di architetto, nella quale uno degli elementi fondanti è il rispetto dell’elemento paesaggistico, necessario nella programmazione, nella progettazione e nella promozione delle risorse.

Antonella Italia, presidente di ItiMed, professionista palermitana di lungo corso – ha ricoperto anche il ruolo di consigliere dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della provincia di Palermo – è diventata, nel corso degli ultimi anni, un punto di riferimento per alcune amministrazioni madonite, particolarmente lungimiranti e sensibili nel comprendere il ruolo fondamentale che l’associazionismo può ricoprire nel settore turistico. Il “protocollo” inaugurato da ItiMed – fondato, per volere dello stesso presidente, sul coinvolgimento di una molteplicità di soggetti e sulla ruolizzazione di soci e collaboratori, agli antipodi, dunque, da modelli
organizzativi “accentratori” – ha funzionato talmente bene da determinare, nel territorio, una sorta di effetto domino, moltiplicazione in chiave virtuosa di buone prassi da seguire.

Al di là degli indubbi meriti di ItiMed, è possibile affermare come il turismo relazionale, nelle Madonie, corrisponda a una vocazione locale autentica , ovvero quella dell’accoglienza del visitatore secondo canoni legati all’ospitalità genuina; il resto, lo fanno una biodiversità di eccezionale interesse e borghi e luoghi che, in virtù della loro conformazione ed etnografia, si prestano felicemente alla fruizione “slow”. Più o meno intenzionalmente, nel corso degli ultimi anni, Petralia Soprana si è trasformata in una sorta di piccolo ma significativo avamposto del turismo relazionale isolano: già insignito del riconoscimento di “uno dei borghi più belli d’Italia”, negli ultimi mesi il borgo medievale è stato scelto anche dal colosso dello sharing home AIRBNB fra i Comuni che verranno valorizzati attraverso uno speciale progetto di comunicazione in collaborazione con MIBAC e ANCI.

Il piccolo Comune – le cui origini risalgono all’antica Petra, città fondata dai Sicani per difendersi dal nemico – ha conosciuto di recente un incremento dei turisti, attratti dalle atmosfere medievali, barocche e gotiche, dalle Chiese e dal Palazzo dei Marchesi Pottino di Echifaldo che ospita al proprio interno sontuosi saloni ottocenteschi, arredati e affrescati. Proprio attorno all’edificio, ItiMed ha realizzato una significativa azione di marketing territoriale del quale ha beneficiato l’intero comprensorio, declinando in termini concreti il concetto di turismo relazionale integrato: le visite guidate all’interno del Palazzo, che sorge proprio nel centro storico del borgo medievale di Petralia Soprana e risalente alla seconda metà del 1800, sono molto più che itinerari culturali, bensì vere e proprie esperienze conviviali e sensoriali.

Il percorso si snoda attraverso le stanze del piano nobile dell’antica dimora storica che, con il suo patrimonio storico e architettonico, può essere assunta quale emblema degli usi e dei costumi aristocratici siciliani in voga nelle
Madonie: un viaggio a ritroso nel tempo, per scoprire le suggestioni legate al vissuto dei borghi rurali fra il XVIII e il XIX secolo. Oltrepassando il portone del Palazzo, i visitatori vengono accolti dai volontari dell’associazione e condotti attraverso le stanze, che raccontano la storia e la magnificenza della famiglia; tra un calice di vino e pregiati biscotti locali, i partecipanti si ritrovano trasportati in luoghi e tempi lontanissimi, riattualizzati da una rappresentazione in miniatura.

È solo un esempio, ovviamente, ma offre la misura di un turismo a misura d’uomo, che restituisce ai visitatori la possibilità di attraversare, ammirare, respirare e sentire all’interno di una struttura architettonica di edifici e vicoli un “quid” raramente riscontrabile altrove. Una sensazione che il turista prova anche compiendo il cammino della Via Francigena per le montagne , un tratto di 113 km che attraversa il comprensorio madonita, toccando tappe di eccezionale valore storico, culturale e paesaggistico. Un altro esempio di turismo religioso e relazionale (www.viafrancigena.madonietravel.it) finanziato da MIBAC e dalla Regione Siciliana che vede la So.Svi.Ma. capofila: protagonisti i Comuni di Bompietro, Caccamo, Castelbuono, Gangi, Gratteri e Petralia Soprana e le associazioni Madonie Outdoor, ItiMed, Amici di San Felice e Sicilia Jacopea, congiuntamente a Migliazzo Viaggi.

Una felice commistione tra soggetti pubblici , privati e operatori economici che ha dato vita a uno dei progetti più interessanti degli ultimi anni, “La Via Francigena per le Montagne delle Madonie”: una celebrazione del passo lento,
del riequilibrio tra pensiero e azione, del bisogno di spiritualità e di ricerca interiore dei quali ogni uomo ha bisogno.
Il tema del recupero degli itineraria peregrinorum medievali nelle Madonie, congiuntamente ai cammini sacri e religiosi, rappresenta , sotto il profilo turistico, una risorsa relativamente recente per il comprensorio e si inserisce nell’ambito di un filone preciso, quello del turismo naturalistico, che registra un forte incremento di fruitori, anche per via del progressivo miglioramento dei servizi offerti.

Gli itineraria peregrinorum nelle Madonie sono ormai considerati parte integrante dell'offerta turistica

Gli itineraria peregrinorum nelle Madonie sono ormai considerati parte integrante dell’offerta turistica

 

Non esiste più soltanto il celeberrimo Cammino di Santiago di Compostela: i cammini sacri, in Sicilia, da qualche anno hanno conquistato una precisa dignità nel panorama turistico, sebbene di nicchia, ancora una volta grazie al lavoro spontaneo di soggetti privati attivi sul territorio, quali associazioni culturali, guide escursionistiche, parrocchie e gruppi scout, che hanno dato vita a vere e proprie reti composte dai soggetti di tutti i cammini tematici che si svolgono nell’isola.

Percorsi di tipo escursionistico che, naturalmente, si differenziano rispetto alle festività devozionali legate al culto dei Santi e presenti nei calendari delle varie comunità: le Vie Sacre in Sicilia (www.viesacresicilia.it) sono infatti cammini naturalistici che, pur traendo spunto dal Cammino di Santiago, sono soprattutto contrassegnati dal presupposto della pratica di valorizzazione turistica dei luoghi attraversati. Nelle Madonie, esistono parecchie opportunità di vivere esperienze di itinerari da percorrere: tra essi, il cammino ispirato alla nobile famiglia dei Ventimiglia, una delle più importanti della Sicilia, a cura della cooperativa Silene e Kabbabe Trekking, che si snoda da Geraci Siculo a Castelbuono , lungo le testimonianze dei rifugi della religiosità che accoglievano viandanti e fedeli.

Protagoniste assolute e maestose sono la natura madonita e le Chiese che si incontrano durante l’itinerario : quella di San Cusimano , dedicata ai Santi Cosma e Damiano e quella di Santa Maria della Cava, entrambe di epoca medievale.
A Petralia Sottana, invece, è possibile percorrere il “Sentiero della Pace”, a cura del CAI, che conduce al Santuario della Madonna dell’Alto, a quota 1.800 metri; il tratto distintivo del cammino è dato dall’incontro tra la spiritualità arcaica della montagna e la religiosità che permea i luoghi, richiamando, con semplicità, le gesta di montanari e pellegrini, promotori di un messaggio di pace, fratellanza e dialogo tra i popoli.

Una vera e propria full immersion nel comprensorio è, invece, quella proposta da Madonie Outdoor che organizza “Il cammino sulle vie dei Santuari delle Madonie” , lungo circa 80 km quasi tutto all’interno del Parco Regionale delle
Madonie: si parte dal Santuario dello Spirito Santo a Gangi e , dopo avere attraversato i Santuari di Madonna dell’Olio a Blufi, Madonna dell’Alto a Petralia Sottana e Madonna delle Nevi a Piano Battaglia, si arriva al Santuario di Gibilmanna a Cefalù.

L’associazione “Amici di San Felice”, invece, ha ideato un cammino lungo un giorno sui passi del Beato Guglielmo Gnoffi, che si snoda dal Castello medievale di Caccamo fino a giungere all’Eremo di San Felice , da lui edificato nel 1300, nella Riserva Naturale Orientata di Pizzo Cane, Pizzo Trigna e Grotta Mazzamuto; sempre nel territorio di Caccamo, Kakkabe Trekking propone il Cammino di San Teotista, itinerario che ripercorre le orme del monaco
basiliano vissuto nel IX secolo , compatrono della cittadina dominata dal Castello, che sorge su una collina nella parte più antica del paese.

La Sicilia medievale e misteriosa, invece, è al centro dei “Cammini e trazzere mediterranee” a cura di ItiMed: un progetto storico, culturale ed escursionistico che offre la possibilità di partecipare a trekking urbani alla scoperta di aneddoti e storie riguardanti i cavalieri e i pellegrini; sulle tracce di questi ultimi, si visitano la Chiesa di Santa Cristina la Vetere a Palermo, Piazza Armerina in provincia di Enna e la via Francigena madonita.

Tra i cammini dell’anima che coinvolgono le Madonie, un posto di rilievo è occupato da “La via dei Frati” , che si snoda lungo strade provinciali e sterrate, trazzere e sentieri montani per 173, 2 km da Caltanissetta a Cefalù: i partecipanti percorrono a piedi l’entroterra siciliano, toccando tappe quali Blufi, Castellana Sicula, Polizzi Generosa , Petralia Sottana, Petralia Soprana, Gangi, Geraci Siculo, Castelbuono e Isnello fino a Gibilmanna; in ciascuna di esse è possibile trovare luoghi di accoglienza e ospitalità in linea con lo spirito dei Frati questuanti che, per secoli, dai conventi maggiori si spostavano nelle campagne remote per raccogliere le oblazioni da portare ai confratelli, secondo un “rito” che si svolgeva con grande umiltà e all’insegna della condivisione con le persone più povere e bisognose. Chi volesse saperne di più, può consultare il sito www.leviedeifrati.wordpress.com.

Il turismo relazionale, in altri casi, si esprime anche attraverso la riscoperta delle attività commerciali locali e la degustazione di prodotti tipici. Ne sa qualcosa Pierfilippo Spoto, originario di Sant’Angelo Muxaro, in provincia di Agrigento, titolare di una società di servizi turistici, la Val di Kam, della quale da qualche tempo i fruitori non sono soltanto gli italiani, bensì anche gli stranieri. Dalle Madonie ai Monti Sicani, un filo ideale unisce le attività organizzate da Spoto con le iniziative messe a punto da ItiMed: in comune, ci sono le escursioni naturalistiche e la volontà di realizzare compiutamente quel turismo fondato sul dialogo che si configura, appunto, come relazionale e, perché no, emozionale, fondato su un’accoglienza che si trasforma in un’occasione di socialità e scambio tra chi arriva e chi riceve.

Le due realtà hanno da poco intrapreso una partnership che, di certo, consentirà di mixare opportunamente le rispettive esperienze, congiungendo due aree dell’entroterra di straordinaria bellezza e creando, di fatto, una tipologia di ospitalità e di esperienza veramente unica, che mette insieme cucina, albergo diffuso, storia, archeologia, arte, botteghe artigianali e negozi di vicinato, dove il turista può sentirsi a casa, sebbene lontano dal luogo di residenza. La stessa filosofia che anima “La Casa del Pittore di Petralia” , primo knit b&b siciliano e luogo dell’anima dove il visitatore viene accolto in un ambiente in stile rustico – elegante.

Uno scorcio della Casa del Pittore a Petralia Soprana

Uno scorcio della Casa del Pittore a Petralia Soprana

 

Qui, tra marmellate fatte in casa, dolci tipici come lo sfoglio madonita, pane caldo e biscotti alla cannella di produzione locale, odori e sapori di montagna e la possibilità di dipingere ad acquerello scorci di paesaggi mozzafiato, si realizza concretamente, la nozione di turismo relazionale, complice Antonella Italia, straordinaria padrona di casa perfettamente a suo agio tra tedeschi, australiani, russi, inglesi, olandesi e…palermitani.

Biscotti e marmellate fatte in casa per gli ospiti della Casa del Pittore

Biscotti e marmellate fatte in casa per gli ospiti della Casa del Pittore

 

La storia di Vittorio Cerami, il pittore al quale il bed and breakfast è ispirato, incuriosisce non soltanto gli stranieri ma, più in generale tutti coloro che sono attratti dal magico connubio tra modernità e passato storico che il luogo offre. Tra i vicoli, lungo i sentieri del Parco, in bicicletta fra le borgate lungo il fiume, i visitatori possono assaporare la pienezza della ruralità e di un’accoglienza familiare difficilmente replicabile.

La Casa del Pittore è il primo knit b&b siciliano

La Casa del Pittore è il primo knit b&b siciliano