Riflettori della scienza puntati sulle Madonie, candidate ad essere indicate come la sesta “Zona Blu” del pianeta, zone cioè dove è presente un alto tasso di ultranovantenni in buona salute. I geni, il cibo o l’ambiente? Qual è il segreto per vivere a lungo? Tematiche che sono state aperte martedì scorso alla conferenza stampa per la presentazione del progetto promosso dall’Università degli Studi di Palermo dal titolo “Prin – Zone Blu”.

Le altre zone si trovano a Okinawa in Giappone, a Loma Linda in California, a Nicoya in Costa Rica, a Icaria in Grecia e nella provincia di Nuoro, in Sardegna.

Un progetto nato dalla volontà del demografo di fama internazionale Michel Poulain e che ha coinvolto le università italiane di Palermo, Sassari, Salerno, Napoli e Calabria per studiare aspetti diversi del fenomeno in relazione alle singole competenze delle università.
Aspetti legati alla genetica, allo stile di vita e alla dieta, nonché ad ipotetici fattori complici per il raggiungimento di questa età “estrema”.

«Il lavoro è molto complesso e non si può arrivare a un risultato preciso in una serie di giorni – ha affermato il professor Poulain alla presentazione del progetto -. Il nostro gruppo sta analizzando ogni piccola zona e in ciascuno si è recata nei municipi, dove ha avuto accesso ai registri. Abbiamo valutato e considerato la cifra di persone che in un certo lasso di tempo hanno raggiunto i 90 anni di età. Metteremo poi i dati ottenuti a confronto quelli delle zone blu e solo in quel momento si potrà verificare se l’idea è esatta o meno.»

«Si tratta di “biologia positiva” – spiega Calogero Caruso, professore ordinario di patologie generale e coordinatore nazionale del progetto, nel corso della conferenza stampa -, un neologismo scientifico coniato per comprendere attraverso i fenotipi positivi quali sono i meccanismi  che permettono di non ammalarsi di alzheimer, aterosclerosi, parkinson, infarto o altre patologie. Ebbene, un 10% dei centenari ha avuto il cancro. Ciò che si vuole scoprire è quali sono le strategie per resistere a questo tipo di malattie. Sulla base dei primi risultati di Petralia Sottana, Geraci Siculo e Isnello faremo le ricerche e proseguiremo negli altri 27 comuni.»

Una grande opportunità per le Madonie, e la Sicilia, sia da un punto di vista scientifico che economico. Questi luoghi, infatti, vengono sponsorizzati dalla rivista “National Geographic” e sono meta di turisti che visitano quei luoghi per carpire i segreti della longevità: «Il giornalista americano Dan Buttler, ha messo il marchio nelle “Zone Blu” nella Costa Rica – continua il professore Caruso – dove vende dei prodotti e favorisce il turismo. Il territorio di certo sarebbe rivalorizzato, catturando interesse culturale, ma anche gastronomico per vedere come effettivamente vivono i centenari. Pensiamo ad esempio ai prodotti tipici. Si pensi all’olio o alle mandorle siciliane come “elisir di lunga vita”.»

«Sono qui per testimoniare l’orgoglio legato a questa ricerca – afferma entusiasta Girolamo Cirrincione, ordinario di chimica farmaceutica e pro-Rettore alla ricerca dell’UniPA -. Il fatto che le Madonie possano rientrare tra le zone blu m’inorgoglisce perché sono un madonita “acquisito” dato che ho spostato una madonita e in famiglia ci sono, e ci sono stati, cinque o sei ultranovantenni. In luoghi come questi, un po’ isolati, ci sono due tipi di vantaggi. La velocità della vita che è completamente diversa, non c’è stress. E poi ci sono le pietanze locali: basta dare un’occhiata ai reports per capire a cosa si va incontro mangiando i cibi importati dalle multinazionali.»

Prossimo appuntamento è fissato al 20 novembre a Castellana Sicula, dove è previsto un incontro operativo con le varie amministrazioni municipali coinvolte e tutti i partner del progetto, per definire al meglio i dettagli e i ruoli all’interno dell’operazione. Nel territorio dei  comuni che si faranno coinvolgere delle alte e basse Madonie e della valle dell’Himera, saranno effettuati degli screening (prelievo del sangie e delle urina) agli ultra novantenni nati e residenti, oltre ai prelievi ai figli dei centenari.
Infine, alle persone coinvolte, sarà somministrato un questionario sullo stile di vita. L’operazione si concluderà con l’osservazione delle ricercatrici (che tanto si stanno spendendo per questo progetto) e degli studenti nei singoli comuni.

Partner del progetto, tra gli altri di cui si attende un riscontro, sono: l’Asp, la Città Metropolitana di Palermo e la centrale operativa del 118 di Palermo, media partner  le testate giornalistiche on line BlogSicilia e MadonieNotizie; quest’ultima, nello specifico, avrà il compito di coordinare la seconda fase progettuale, ovvero quella che prevede il coinvolgimento ed il coordinamento dei comuni e delle operazioni riguardanti lo screening degli ultranovantenni che acconsentiranno di partecipare allo screening.

 

 

Video della conferenza stampa

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