Con una stringata nota indirizzata al primo cittadino, Giuseppe Lo Verde, Domenico Francesco Dolce si congeda da collaboratore. Dolce, lo scorso ottobre, era entrato in giunta in sostituzione di Fabio Marabeti ed aveva ricevuto delega per seguire le questioni riguardanti la cultura, le tradizioni e l’identità, la rete museale, le politiche di promozione culturale e turistica, l’arredo urbano ed il delicato settore della polizia municipale, che di consuetudine i sindaci avocano a sé.

Dolce, iscritto al Partito Democratico, aveva accettato la proposta di Lo Verde entrando in contrasto con il gruppo consiliare di minoranza, “Polizzi Insieme per viverla – Marabeti Sindaco”, di cui faceva parte.
Questa mattina ha rimesso l’incarico “a garanzia della mia onorabilità e della mia storia politica e di amministratore”, scrive nella lettera.

Secondo l’ex assessore sarebbero venute meno le condizioni per “svolgere con serenità e spirito di collaborazione” le gravose deleghe che il sindaco gli aveva affidato al momento del giuramento.

Tuttavia, al Palazzo di Città questa rinuncia si aspettava da tempo. Secondo alcune indiscrezioni Dolce non riusciva a tenere il passo rispetto alle deleghe onerose ricevute da Lo Verde.
Dolce ritorna, dunque, a sedersi tra i banchi del consiglio comunale: sicuramente verrà accolto da “figliol prodigo”, nonostante la sua scelta sia stata pesantemente criticata dalla minoranza dell’assise polizzana.

Dopo quella di Domenico Dolce, l’altra “assenza” che imbarazza  Lo Verde sarebbe quella dell’assessore all’Urbanistica, Ambiente e Lavori Pubblici, Giuseppe Traina che, nel periodo di commissariamento del Comune è stato nominato sovraordinato dell’ufficio tecnico.
Pare che l’Ufficio stia vivendo un momento di sbandamento in quanto mancherebbe una guida politica, presente sul campo.

Settembre è il nono mese dell’anno, momento giusto per far nascere una nuova e duratura compagine amministrativa.