Tutte le “ emergenze” al 5 novembre 2018 sono identiche – in realtà sono ancor maggiori – a quelle al 5 novembre 2017. Si confidava in Musumeci che, da sempre dentro la politica siciliana ed in particolare addentro il contesto dell’ ARS , avesse ben programmato gli interventi per avviare gradualmente a soluzione tutte le usuali incompiute siciliane.
Tuttavia, leggendo il suo programma elettorale l’impressione era della solita superficialità e banalità ma si era giustificata quella improvvisazione con il comportamento morbido ed accomodante che deve avere il politico per acquisire i consensi.

Ed invece quella sprovvedutezza era autentica e Nello Musumeci sconosceva integralmente le situazioni che si apprestava a governare, unitamente all’Assemblea Regionale Siciliana.

E così erano e rimangono allo status quo tutte le emergenze: il rapporto Stato/Regione Siciliana, la gestione dei rifiuti e delle acque, le stabilizzazione nella P.A., la gestione dei fondi comunitari, la viabilità e le infrastrutture (grandi incompiute comprese, che sono veramente troppe), la situazione finanziaria degli Enti Locali.
Potremmo continuare per altre centinaia di “battute” ma sarebbe stucchevole ampliare il già ampio elenco delle ben note “emergenze” alle quali i siciliani ormai hanno fatto l’abitudine.

Se ancora alligna in questi attori della politica regionale un minimo di dignità e di rispetto per i siciliani e la propria terra, interrompano la legislazione. Il futuro non potrà essere peggiore rispetto ai governi di Lombardo e di Crocetta ma così, almeno, si alimenta la speranza che i siciliani, che abbiamo motivo si credere, non hanno più.

A noi siciliani è rimasta la nostalgia di essere stati governati da Giuseppe Alessi, Pier Santi Mattarella e Rino Nicolosi, grandi presidenti. Musumeci è ancora in tempo, a condizione che nei prossimi giorni lasci la tavola imbandita “agli spiriti” dei suoi predecessori.
Magari gli porteranno consiglio per cambiare repentinamente rotta. Forse un giorno lo annovereremo tra i grandi di questa terra di Sicilia.