Vincenzo Lapunzina, editore di MadonieNotizie.it, che nei giorni scorsi aveva annunciato la propria corsa all’Assemblea Regionale Siciliana nella lista “Il Megafono-Lista Crocetta”, collegata al candidato alla presidente della Regione Fabrizio Micari, subito dopo la presentazione delle liste nelle 9 circoscrizioni provinciali ha scelto facebook per comunicare alla collettività le ragioni che lo hanno indotto a rinunciare alla candidatura.
Trenta minuti sofferti, anche sul piano emotivo, per spiegare una scelta che forse a qualcuno è apparsa anomala: chi conosce, invece, la storia personale di Lapunzina e le azioni che, negli anni, ha condotto sul territorio madonita, di certo avrà formulato riflessioni diverse.

“Non leggerete il mio nome sulle liste elettorali – spiega – perché ho preferito privilegiare la mia dignità, che sarebbe venuta meno laddove avessi scelto di confluire nella lista “Micari Presidente” dove compaiono nomi riconducibili a soggetti che, se del tutto apprezzabili sotto il profilo umano, non ritengo possano essere espressione di alcun impegno politico né tanto meno dei valori dei quali io mi sono fatto sempre portavoce”.

Il Megafono scompare, dunque, e Lapunzina, che del movimento fondato da Crocetta si considerava, per sua stessa ammissione, l’esponente del paesaggio madonita – l’ex candidato non aveva mai nascosto la volontà di candidarsi per portare al parlamento siciliano le istanze delle aree montane, per le quali ha condotto battaglie che hanno visto il coinvolgimento e l’interesse di politici di tutti gli schieramenti  – non risparmia critiche al sottosegretario di Stato Davide Faraone, colpevole, a suo dire, di avere permesso a Leoluca Orlando, abilissimo nel “monetizzare” il proprio ruolo di presidente dell’ANCI Sicilia e forte di una riconferma per nulla sofferta quale sindaco di Palermo, di gestire l’intera vicenda legata anche alla scelta del candidato presidente.

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Nessuna critica, bensì una semplice constatazione, che tocca anche il senatore Giuseppe Lumia e, soprattutto, lo stesso Crocetta, protagonisti di una sorta di “bagatto”: uomini politici che hanno dovuto mettere da parte l’ego, ed il peso elettorale,  per fare confluire i propri consensi all’interno di “Micari Presidente”, atteso che Leoluca Orlando, sponsor principale della “sfida gentile” di  Fabrizio Micari,  non sarebbe riuscito a definire “liste di peso” in tutte le nove circoscrizioni e di fatto si sarebbe defilato.

“Ho firmato da un notaio la mia adesione al Megafono – precisa – e, dopo qualche giorno, mi è stato chiesto di firmare per Micari Presidente: cosa che ho fatto, senza avere la possibilità, però, di consultare  i nomi degli altri componenti della lista, non proposti da Crocetta, tenuti ben nascosti dal sottosegretario Faraone”.

Voci di corridoio, successivamente rivelatesi fondate, però, davano nella stessa compagine Giuseppe Ferrarello, ex sindaco di Gangi: un politico di lungo corso che, secondo Lapunzina, avrebbe sempre avuto obiettivi diversi dai suoi (“lui parla di territorio, io di paesaggio”).

Una candidatura di Lapunzina nella stessa lista dell’ex cuffariano, dunque, sarebbe stata fin troppo confliggente con una storia personale e politica agli antipodi.
Da qui, la decisione di archiviare il progetto di una candidatura: “Ferrarello è tra i nomi della lista con il simbolo ‘Micari Presidente’, la dignità prima di tutto”. Concetto che ha più volte ribadito nel video messaggio.

“Non avrei potuto aderire ad un simile sacrificio – spiega – in considerazione del fatto che una candidatura rappresenta già di suo, un sacrificio anche sul piano personale”.

Molto critico nei riguardi dell’attuale scenario politico isolano, l’editore stigmatizza anche quello che è accaduto dalla parte opposta, ovvero la decisione di tagliare fuori l’avvocato Gaetano Armao dal listino del candidato alla presidenza per il centrodestra Nello Musumeci : una scelta errata, perché “Armao è un uomo di valore e di cultura e forse l’unico vero conoscitore delle potenzialità dello Statuto, quindi della condizione di autonomia della Regione Siciliana”.

Una stoccata, infine, “alla sinistra attuale e ai suoi intellettuali, nonché la scelta di inserire nel “listino” di Micari persone quali Antonio Rubino, esponente del PD e collaboratore dell’onorevole Antonello Cracolici: nulla da eccepire sotto il profilo umano – sottolinea Lapunzina – ma non credo la sua storia parli di battaglie politiche significative. A dire il vero nemmeno quella di molti altri che si sarebbero ritrovati nel listino quali figure di prestigio”.

Non manca un’attestazione di stima a Crocetta che “congiuntamente a Romano Prodi, è stato l’ultimo politico di sinistra della storia recente ad essere eletto democraticamente dal popolo, ambedue bistrattati dalla componente politica di cui fanno parte”.

IL VIDEO MESSAGGIO

 

 

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