«Noi abbiamo il voto pulito, gli altri vincono con bambini prodigio che riescono a ottenere 20mila voti dal nulla». Ha attaccato così Luigi Di Maio ieri Luigi Genovese, finito nel mirino dei 5 Stelle, dopo il record di voti che gli ha permesso di sbarcare all’Ars nella lista di Forza Italia. E mentre Carlo Sibilia ha chiesto un intervento della magistratura e Nello Musumeci, parlando di impresentabili ha detto che “ormai appartengono all’archivio” Luigi risponde senza scomporsi: il suo unico obiettivo è fare il bene cosa che, come che va ripetendo, “i Genovese hanno sempre fatto” per la Sicilia e la sua Messina, dove ha ottenuto in particolare ben 18 mila voti.

Nipote dell’ex senatore Luigi Genovese, pronipote del più volte ministro Nino Gullotti e figlio di Francantonio Genovese, condannato a 11 anni in primo grado in un processo relativo a un’inchiesta sui finanziamenti alla formazione professionale, Genovese junior ha solo 21 anni, ma la politica sembra scorrergli nelle vene sin da bambino. Inizia gli studi alla facoltà di Giurisprudenza alla Luiss e, ad oggi, è uno dei candidati più votati nell’Isola. Annoverato tra gli “impresentabili”, per via delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il padre, durante tutta la campagna elettorale, non si è mai fatto scoraggiare. Un atteggiamento serafico di fronte alle critiche che sembrano non colpirlo. Al contrario, pare lo abbiano rafforzato. E vittoria fu.

Ma è lecito domandarsi quale sia stata la ricetta di successo del giovane incensurato considerando il fatto che i primi passi in politica li ha mossi dall’altro lato della barricata, nel Pd, partito che qualche anno fa si è lasciato alle spalle, transitando insieme al padre, nelle fila opposta di Forza Italia.

Da una parte all’altra insomma, ma ciononostante il piccolo Genovese si prepara a fare il suo ingresso ufficiale in politica portando avanti i propri valori di “Visione, energia e attitudine verso ciò che sarà” come scrive lui stesso sulla propria pagina Facebook.