Qualche giorno per smaltire le tossine della campagna elettorale e per lasciarsi alle spalle qualche polemica di troppo, comprese quelle delle ultime 24 ore, poi il presidente Nello Musumeci e gli alleati cominceranno a entrare nel vivo del confronto sulla squadra di governo, sugli assetti della coalizione e sulle prime cose da fare rispetto al programma. “Se ne comincerà a parlare dalla prossima settimana” spiega una autorevole fonte di Forza Italia. C’è tempo quaranta giorni per prendere le decisioni, anche se Musumeci non intende certamente arrivare a ridosso della costituzione formale della nuova Assemblea regionale, che si insedierà ai primi di dicembre.

Dovrà, comunque, aspettare la proclamazione per poter prendere possesso della macchina amministrativa regionale e cominciare a fare sul serio. Questo non avverrà prima della fine della prossima settimana. la Corte d’Appello dovrà confermare l’elezione e proclamare il Presidente e solo dal giorno seguente Musumeci potrà insediarsi a Palazzo d’Orleans, ricevere le consegne e prendere possesso della funzioni. Per il momento, dunque, il presidente eletto si è ritirato in campagna nella sua Miltello Val di Catania e ci resterà fino a domenica o forse anche a lunedì.

Poi inizierà le consultazioni nella coalizione e la procedura per prendere possesso delle funzioni. In prima istanza sarà lui ad avere tutte le deleghe che poi distribuirà agli assessori. Chi saranno i dodici assessori regionali di Nello Musumeci? Il mondo della politica si interroga su questo nei giorni che ci separano dalla proclamazione. Il toto assessori impazza anche se da ieri ha lasciato spazio a una nuova polemica sugli impresentabili dopo l’arresto del neo eletto deputato Cateno de Luca a Messina. Sul fronte prettamente politico le indicazioni che riguardano la composizione della giunta ci sono, anche se parziali. C’è da comprendere se Musumeci le rispetterà in toto o in parte e a cosa dirà di sì e cos’altro di no.

Innanzitutto c’è Gaetano Armao designato vice presidente ed assessore all’economia in base ad un accordo pre elettorale. Le sue indicazioni fanno parte del programma di governo del candidato che ha vinto le elezioni e ieri ha già parlato di operazione verità sui conti della Regione. Il secondo nome è quello di Roberto Lagalla. Qui l’accordo non è chiarissimo anche se il successo della lista Popolari e Autonomisti, seconda forza della coalizione, dovrebbe essere tale da non lasciar troppi dubbi sulla nomina dell’ex Rettore di Palermo ad assessore alla sanità o, in alternativa, all’istruzione anche se lui preferisce la prima ipotesi.

Ci sono, poi, le proposte avanzate dai partiti durante la campagna elettorale. Sempre i Popolari e Autonomisti avevano messo sul piatto il nome di Mariella Ippolito, farmacista e presidente provinciale di Federfarma a Caltanissetta. Da Forza Italia era venuta, poi, l’indicazione di Giuseppe Guaiana, ex consigliere provinciale di Trapani. Da comprendere chi sarà, invece, l’assessore designato da Lega e Fratelli d’Italia, mentre Musumeci potrebbe portare con se in giunta Giusy Savarino così come durante una manifestazione aveva invitato alla collaborazione al governo Totò Cordaro. Fin qui sette assessori probabili e cinque ancora da scegliere.

Infine c’è l’aspirazione di Gianfranco Miccichè che vorrebbe tornare a fare il Presidente dell’Ars. Di nodi da sciogliere per la formazione, però ancora ce ne sono davvero tanti. un passo alla volta, senza fretta e con prudenza istituzionale sembra essere il mantra di Musumeci. Ma gli aspiranti sono tanti e le pressione che arriveranno a Musumeci saranno consistenti. un nome che circola è quello di Antonio Scavone al posto della Ippolito. In lizza a Palermo ci sarebbe anche Alessandro Aricò il cui rapporto anche personale con Musumeci non è un mistero per nessuno. e poi tanti altri nomi meno probabili ma che vengono spesi forse per cercare di indirizzare poi altrove con la scusa di aver ‘rinunciatio’ a questo o a quello.

Fonte: Manlio Viola – BlogSicilia