La paura fa…settanta. Anzi 62. Tanti, infatti, saranno i deputati che andranno a sedere a Sala d’Ercole con la nuova distribuzione dei seggi che prevede la riduzione dei deputati da novanta (tanti quanto sono stati fino alla legislatura attuale) a settanta, otto dei quali arriveranno dal listino del presidente eletto e dal migliore secondo classificato fra i candidati alla presidenza.
Una nuova legge elettorale che fa tremare tanti deputati che rischiano di non essere riconfermati e che rende complessa l’elezione anche per quelli politicamente ed elettoralmente più forti. Candidati presidente a parte quella per conquistare uno scranno a sala d’Ercole sarà una battaglia dura e difficile, senza esclusione di colpi e che vedrà certamente cadere vittime eccellenti e consumarsi amare e sonore delusioni, che manderà in fumo carriere politiche e nuove aspirazioni.

La cura dimagrante applicata a Palazzo dei Normanni risale alla legislatura precedente quando, in piena “era Monti”, mentre soffiava forte il vento dell’anti-casta, le sforbiciate a Consigli comunali e Regioni non risparmiarono alcun ente.
Solo le due Camere hanno mantenuto invariato il numero di parlamentari: 950.

In quota percentuale i tagli hanno riguardato i nove collegi: quello più significativo riguarda Palermo e Catania che ne perdono quattro, ma è significativo anche il meno tre di Messina e meno due di Trapani. Gli altri collegi sono stati ridotti di un seggio.

In sintesi la nuova Ars vedrà sedici deputati eletti nel Palermitano (contro i 20 che attualmente siedono in Aula), 13 nel Catanese (contro gli attuali 17), otto nel Messinese(erano 11), sei nel collegio di Agrigento (contro i sette di oggi), cinque nel Siracusano ed in provincia di Trapani (erano rispettivamente sei e sette), quattro nell’area ragusana (contro i cinque dell’attuale legislatura), tre nel Nisseno e due ad Enna (rispettivamente quattro e tre attuali).

In questa analisi, sviluppata dall’ufficio elettorale della Regione, sono quattro fra i 62, i seggi che dovranno essere assegnati con i migliori resti e che vengono individuati nei collegi di Agrigento, Palermo, Ragusa e Siracusa. In pratica si elegge un rappresentante all’Ars ogni 80692 residente censiti al 2011.

Sembrerebbe risolta anche l’interpretazione del cosiddetto “effetto trascinamento”: in pratica chi scriverà il nome di un candidato all’Ars o indicherà il solo partito automaticamente estenderà il proprio voto al candidato presidente della coalizione a meno che  non esprima una diversa preferenza in modo inequivocabile, barrando il nome di un altro candidato governatore.

(Articolo di Manlio Viola e Francesco Lamiani – blogsicilia.it)