La Scelta, una band di Roma formatasi nel 2006, festeggia quest’anno dieci anni di attività. La loro musica parla lingue diverse, attinge dal ricco sottobosco italiano, guarda all’Europa e va a curiosare in giro per il Mediterraneo. Nel febbraio 2008 si classificano secondi al Festival di Sanremo 2008 con il brano “Il Nostro Tempo” nella categoria “Giovani”.

Nel 2014 si consolida la collaborazione con Ron: il brano “Sing In The Rain”, con cui l’artista partecipa al Festival di Sanremo di quell’anno, è firmato da Mattia Del Forno, voce e pianista del gruppo. A febbraio 2015 inizia un lunghissimo tour che vede La Scelta e Ron insieme sul palco per otto mesi.

Un filo rosso li unisce alle Madonie, il primo settembre 2015 hanno chiuso assieme a Ron i festeggiamenti della patrona di Alimena, con un concerto bellissimo e partecipato. Inoltre il chitarrista Emiliano Mangia è originario di Geraci Siculo ed è imparentato con il magnate del turismo siciliano Antonio Mangia.
Nell’autunno dello stesso anno Ron affida a Mattia la produzione del suo nuovo disco, “La Forza Di Dire Sì”, contenente 24 duetti con grandi artisti della musica italiana da De Gregori a Jovanotti. Il disco esce a marzo 2016 ed i proventi i vengono devoluti ad AISLA.

Abbiamo intervistato Mattia Del Forno, autore de “L’ottava meraviglia”, il pezzo che Ron quest’anno interpreterà al Festival di Sanremo.

Mattia, come nasce la tua passione per la musica?
«Io sono un autodidatta, suono da quando avevo sei anni e non ho mai studiato musica. Sono il secondo di tre fratelli e figlio di un operario e di una maestra, in casa non c’erano soldi in più per comprare il pianoforte. Allora ricordo che mi allenavo sul tavolo e sui banchi di scuola…disegnavo le note e facevo finta di suonarle. Ma è stato mio padre a trasmettermi questa passione, lui suonava la chitarra e quando la tirava fuori in occasioni di festa era un piacere ascoltarlo. Poi alle scuole medie al posto del flauto ebbi in regalo una piccola tastiera a pile e iniziai a suonare ad orecchio…a 18 anni iniziarono le serate nei locali, i primi gruppi, i villaggi turistici e misi da parte i soldi per comprare il pianoforte e da lì non mi sono più fermato. Poi è arrivata La Scelta e il successo a Sanremo…»

E la tua passione per la scrittura?
«La devo al mio professore di italiano del liceo, un uomo straordinario con la passione per Pasolini…ci ha aperti alla lettura inedita di scrittori del ‘900, letture non convenzionali che hanno spalancato in me nuovi orizzonti. Poi la scrittura come la musica è una grande passione».

Parlaci dell’esperienza sanremese del 2008 e della tua band…
«E’ stata un’esperienza meravigliosa…ci siamo classificati secondi e poi è arrivato anche il successo del nostro primo album, tra le canzoni ricordo La grande danza, un vero e proprio inno alla vita e alla gioia, Il nostro tempo e Due punti distanti che ho scritto ispirandomi al libro: “Arcodamore” dello scrittore Andrea Di Carlo. Una storia in cui il protagonista si innamora di una musicista trovando in un baule una lettera che lei rivolgeva al suo amore immaginario. All’inizio aprivamo i concerti di Ron e anche quelli dei Tiromancino…poi Rosolino ci chiese di suonare con lui e la chiave di volta fu un concerto a Firenze nel 2012 quando ci chiamarono al Festival Generazioni a confronto e ci scelse…da lì nacque l’idea del tour. Ma la Scelta ha anche vita autonoma e ci capita spesso di fare concerti in giro per l’Italia».