Petralia Soprana piange uno dei suoi figli dediti alla comunità del borgo: Antonio Macaluso è deceduto, colpito da infarto fulminante mentre nella tormenta di neve portava qualcosa di caldo alla sorella Rosalia, a poca distanza da casa sua. Due turisti hanno dato subito l’allarme ma i soccorsi sono stati inutili. Parla dell’ex custode della chiesa del Loreto, Enzo Orlando, un ex compagno di scuola.

«Una volta,  circa quattro o cinque anni fa, venni a Soprana per girare un filmato sul Borgo e cercavo di riprendere quanto più potevo. Sicché mi recai anche all’interno della chiesa di Loreto e feci delle riprese all’interno ed anche in sacrestia. Ebbene,  non sapevo che Antonio fosse il custode – racconta Orlando -. Malgrado l’amicizia che ricorreva tra noi (questo per raccontare del grande attaccamento che aveva verso la chiesa di Loreto) quasi mi riprese per aver fatto questo filmato senza alcuna autorizzazione. Quando poi capì che il tutto era dettato anche dal mio amore verso le cose di Soprana non disse più nulla. Ricordo che allora feci anche una piccola offerta per la chiesa».

«E ancora – continua Orlando – quando venni quell’agosto a Soprana e mi vide vestito di bianco con un cappello a larghe falde dello stesso colore mi disse che somigliavo al Piattellaro di Soprana, un certo Albanese che era basso come me e a volte indossava un cappello simile. Io me la presi a ridere… Antonio era sempre un tipo ironico e divertente, sempre umoristico, con la battuta pronta. Ci fu una volta infatti che organizzai a Petralia Soprana, presso la società operaia, una mostra di pittura dove esponeva un mio amico, un certo Giorgio Ravazzolo. Ebbene,  dopo aver sistemato i quadri, l’amico mio che aveva la chiave dei locali chiuse la porta, cominciò a lamentarsi dicendomi: “Così se io voglio leggere il giornale non posso entrare?”, perché lui era solito insieme ad altri ad andare lì di mattina o durante il pomeriggio a trascorrere del tempo e a discutere con altri membri dell’associazione, leggere insieme il quotidiano. Quindi, per non dispiacerlo, anche se la sua era solo una battuta sarcastica, ho provveduto subito a fargli aprire il locale».
«Sono dispiaciuto, ci sono rimasto molto male quando ho appreso la tragica notizia  – ha concluso Orlando -, mi mancherà molto il suo modo di fare, il suo ricordo e la nostra amicizia vivranno sempre in me».

 Pietro Puleo, un altro amico che lo conosceva,  ex sindaco di Petralia Soprana, ha commentato: «Avevamo un bel rapporto di amicizia, di condivisione e di identità politica, talvolta critica e contraddittoria. Ho trovato in lui un punto di riferimento negli anni in cui ho svolto il mio ruolo di sindaco del comune di Petralia Soprana, con il suo sostegno e le sue critiche costruttive. La Chiesa era aperta ad ogni tipo di esperienza e di collaborazione, per merito di don Calogero, ma anche di Antonio che si metteva sempre a disposizione. Con lui ho condiviso anche qualche sua amarezza ed incomprensione, che lui mi ha manifestato con assoluta pacatezza, nonostante il suo apparente carattere irruento ma certamente di buon cuore, perché succede di avere delle divergenze di pensiero ma ciò certamente, non toglie la stima e la buona considerazione  di una persona. Il mio infatti è un bel ricordo».

Si unisce anche il ricordo di Vittorio Federico, l’attuale sacrestano della chiesa Madre, dedicata ai Santissimi Apostoli Pietro e Paolo, con cui in passato ha collaborato l’ex custode: «Sono ancora incredulo che Antonio Macaluso non ci sia più, l’avevo incontrato il giorno dell’Epifania, voleva sapere dov’era la celebrazione della Santa Messa – viste le condizioni meteo, ndr. Era in perfetta salute… poi la tragica notizia della sua scomparsa. Durante i funerali nella chiesa del San Salvatore, in un clima di rispettoso silenzio, abbiamo tutti ascoltato la commossa omelia dell’arciprete, don Salvatotore Mocciaro, in cui ha ricordato il giorno del suo arrivo da vice-parroco a Petralia Soprana, il 10 ottobre del 1970 e commosso ricordava la calda accoglienza ricevuta dalla comunità e dallo stesso Antonio, ricordando le sue battute simpatiche ed ironiche insieme a un riconoscimento ed apprezzamento particolare per i tanti anni spesi come custode dei Santi Cosma e Damiano nella chiesa di Loreto. Un uomo dedito al lavoro e alla famiglia, fino al suo ultimo giorno di vita. Ha poi concluso l’omelia affidando la sua anima ai Santi Cosma e Damiano affinché lo accolgano nella gloria dei Santi nel Paradiso».

I sopranesi tutti, oltre ad Enzo Orlando, Pietro Puleo, Vittorio Federico e padre Mocciaro, sono vicini con la loro amicizia alla famiglia del compaesano recentemente scomparso.
In momenti così tristi e drammatici emerge l’affetto solidale di una comunità, specialmente in un piccolo paese quale Petralia, con persone rispettose e generose d’animo.