A Palermo per sostenere la candidatura alla presidenza della Regione di Nello Musumeci, Stefano Parisi (nella foto in evidenza a sinistra) coglie l’occasione per incontrare, negli affollatissimi spazi dell’Astoria  Palace, le donne e gli uomini impegnati, in Sicilia, a radicare il movimento da lui stesso fondato, Energie per l’Italia: una “ricetta” liberale, popolare, riformista e federalista che nell’isola vede quale coordinatore l’ennese Ugo Grimaldi, un lungo passato politico con ruoli di punta  da parlamentare nazionale e assessore  regionale all’Ambiente, sempre nell’area del centro-destra.

A scendere in campo per Musumeci anche il generale dei Carabinieri Mario Mori, che ha aderito al progetto di Parisi.
Un progetto che,  per l’isola , si articola in pochi punti molto chiari: l’idea complessiva è quella di un programma di rilancio in grado di rimettere al centro, nel lungo periodo, il tema dell’attrattività territoriale, a partire dalle città e dalla salvaguardia urbanistica.

«Lo sviluppo deve partire dai quartieri – spiega l’esponente di centro-destra – con particolare attenzione alla tutela dei centri storici: negli ultimi anni, in tante città, si è persa la loro specificità per dare spazio ai negozi di generi alimentari e ai punti vendita del kebab : non esattamente la ricetta giusta per promuovere il turismo nei luoghi caratterizzati da patrimoni artistici ed architettonici di immenso valore».

Il riferimento è, ovviamente, rivolto a Palermo e all’intera Sicilia, «penalizzata, come il resto d’Italia, da un governo di centro-sinistra assolutamente inefficace e dannoso».

L’accusa al governo Crocetta, nello specifico, riguarda la manifesta incapacità, secondo Parisi, di puntare sulle potenzialità dell’isola, concentrate soprattutto nel settore agroalimentare e in quello turistico.

E sulla fiscalità di vantaggio, in particolare, Parisi ha idee molto chiare.
«Occorrerebbe estenderla a tutta la Sicilia e non a specifiche aree – suggerisce – e soprattutto non considerarla in alcun modo come un aiuto di Stato, bensì quale strumento per fare ripartire il territorio».

Anche sul fenomeno della desertificazione commerciale in atto nelle maggiori città dell’isola, Palermo in testa, Parisi non risparmia critiche al trend in atto, che privilegia i grandi centri commerciali: i negozi di vicinato vanno salvaguardati, individuando soluzioni regolamentate che, pur non ostacolando la nascita di nuovo poli per gli acquisti né le piattaforme web, consentano agli esercizi di continuare ad essere i punti di riferimento delle vendite nel territorio.

Da rivisitare anche le politiche regionali e comunitarie che, ad oggi, non si sono rivelate in grado di creare competitività per e tra i territori, favorendo l’esodo di tanti giovani lontano da casa.

«La Sicilia deve ripopolarsi – spiega Parisi – perché nessuna ipotesi di sviluppo potrà essere attuata se i giovani continueranno ad andare via».

E Musumeci è l’uomo giusto per invertire questo processo?
«Sì, lo è – risponde Parisi senza esitazioni – e lo dimostra la stima trasversale della quale gode: è un soggetto onesto e libero e sono certo che saprà imprimere un cambiamento nello scenario politico attuale ma anche nell’ambito del centro-destra».

Nessun problema, dunque, se le istanze della destra sociale tradizionalmente rappresentata dall’ex presidente della Commissione Antimafia all’ Ars non sempre coincidono con le idee liberali delle quali Parisi è espressione, anzi.

«Energie per l’Italia – spiega il leader del movimento – si propone di accogliere, al proprio interno, culture politiche diverse, all’insegna di una sintesi tra le sensibilità di riformisti, cattolici, federalisti e socialisti, accomunati dalla volontà di fare ripartire il Paese».

Non potrebbe essere altrimenti: lo stesso Parisi si è sempre professato di fede socialista sin da giovanissimo e il movimento da lui fondato annovera al proprio interno una componente socialista molto forte, rappresentata in Sicilia da Marco Craxi (nella foto in evidenza a destra), originario di Tortorici in provincia di Messina e segretario nazionale del Partito dei Socialisti Riformisti Democratici Liberali, contrapposto alla linea di Riccardo Nencini, attuale viceministro del governo Gentiloni.

Anche i socialisti siciliani “dissidenti” che fanno capo a Craxi, dunque, si schierano a fianco di Musumeci e auspicano una rinascita dell’ isola fondata soprattutto nella capacità di investire sulle risorse primarie, agricoltura in primis, e su una convinzione: è l’Italia ad avere bisogno della Sicilia, e non il contrario.

«Non ci riconosciamo nell’attuale compagine della sinistra, né a livello regionale né nazionale – spiega il segretario – e abbiamo individuato in Nello, e nelle sue capacità, le doti giuste per ridare alla Sicilia il ruolo che merita: l’isola è il granaio d’Italia e, da sola, può dare lavoro a tanti disoccupati».