La cittadina normanna di Cefalù nei giorni di venerdì 11 e sabato 12 agosto ospiterà  a piazza Cristoforo Colombo nel Lungomare, a partire dalle ore 19, l’undicesima edizione della Sagra “Ra Pasta a Taianu“, piatto tipico del luogo. La manifestazione, organizzata dal Centro di Cultura Polis Kephaloidion di Cefalù, nel corso di questo decennio, è diventata un appuntamento culturale importante per i cefaludesi e non solo, essendo principalmente dedicata ad un piatto antico che, ancora oggi, fa parte delle pietanze tradizionali. Questa ricetta si è soliti prepararla in occasione della festa del Santissimo Salvatore, protettore di Cefalù che ricorre dal 4 al 6 agosto. Un evento che, oltre ad essere apprezzato e gustato da ogni partecipante, permette a tanti cittadini di rivivere le tradizioni gastronomiche cefaludesi, facendole anche conoscere altrove.

Come si prepara la pietanza?

Il termine “Taianu” deriva dall’ arabo “taio”, con cui si indicava la creta che realizzava il recipiente di terracotta, usato per la cottura della pasta. Una pasta che viene preparata a strati, con la carne sfilacciata a mano e cotta nel pomodoro, come un ragù. Si aggiungono poi le melanzane, prima fritte e poi sfilacciate, ed il pecorino. Si creano così dei veri e propri strati e, di volta in volta, la pasta viene maneggiata. Il condimento, non appena è cotto, viene posto nel fondo della pentola di terracotta con la pasta.

La cottura è naturalmente a legna e sul coperchio della pentola si posizionano dei carboni ardenti. In tal modo, la pietanza viene cotta contemporaneamente da sopra e da sotto, come se fosse in forno.

Negli anni sono nate diverse varianti di questa antica ricetta, ma la versione originale prevede comunque due tipi di carne: manzo e agnello. I mutamenti hanno riguardato appunto la carne: alcuni non usano più l’agnello, e aggiungono la carne tritata; oppure il tipo di formaggio, usando la mozzarella, che non era prevista nella versione originaria. Per quanto riguarda la cottura, non è più a legna, e i recipienti non sono più quelli di terracotta.

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