L’estate sta finendo (è finita) ed un anno se ne va…”. E con essa potrebbe svanire anche la speranza di una buona sanità al servizio del paesaggio madonita. Volendo parafrasare una strofa della canzone dei Righeira.
In spiaggia di “ombrelloni non ce ne sono più”, tuttavia,  si è risvegliata la politica locale.
I nove sindaci madoniti finalmente hanno deciso di scrivere un accorato appello al Ministro della Sanità, Giulia Grillo, facendole ricordare, tra l’altro, la “sua posizione in merito al punto nascita (PN) di Petralia Sottana, manifestata fermamente all’indomani della chiusura”.
Come per dire, “cara Giulia non facciamo che ora da Ministro hai cambiato posizione al riguardo?”.

A volte abbiamo l’impressione che in tanti facciano finta di non capire in capo a chi sono le competenze per la concessione della deroga alla riattivazione del punto nascita di Petralia Sottana.
È vincolante il parere del comitato nazionale percorso nascite, composto anche dai rappresentanti delle società scientifiche di anestesia, ginecologia e neonatologia
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Per dirla tutta. I loro associati non vogliono correre il rischio di lavorare in ambienti non sicuri. Ovvero dove la “manualità” è al di sotto dei cinquecento parti l’anno.
Tuttavia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce sicuro un PN con almeno mille parti l’anno. Dal punto di vista dei costi (motivo per cui sono stati chiusi inesorabilmente tutti i piccoli PN) attivare un centro per 500 parti costa quanto attivarne uno per 1000 nati.

Abbiamo motivo di ritenere che ancora una volta i sindaci hanno sbagliato il tiro, mettendo in campo una strategia arrugginita ed a tratti patetica. Non ce ne vogliano, ma veramente si può iniziare un ragionamento su un argomento messo in soffitta?
A nostro modo di vedere andava chiesto al Governo di prevedere incentivi economici a sostegno della mamma, “costretta” a partorire in ospedali con punto nascita attivo. Una diaria giornaliera per due persone e per un numero ragionevole di giorni permetterebbe alle coppie madonite di trasferirsi nei pressi dell’ospedale che accoglierà la nuova vita.

Se pur carica di contenuti importanti, la missiva dei sindaci sarà “bollata negativamente”, anche se consegnata da fidati luogotenenti siciliani.
Al ministero l’argomento PN fa venire l’orticaria. Per la burocrazia di Lungotevere Ripa è una questione superata. Chiusa.

Giulia Grillo

Piuttosto andava focalizzata l’attenzione sull’assoluta necessità di specializzare e potenziare l’industria (l’unica del paesaggio) sanitaria nel comprensorio madonita.
Senza usare mezzi termini, così come sono stati usati nella lettera: “l’ospedale può svolgere missioni aggiuntive che costituirebbero fattore aggiuntivo di questo territorio”. Ma il potenziamento è prioritario ed essenziale, non certo aggiuntivo.

Il “Madonna SS. dell’Alto” di Petralia Sottana, e tutto il paesaggio madonita – rappresentato dall’indotto –  ha bisogno di avere assegnata una specialità a valenza regionale/mediterranea.
MadonieNotizie.it lo sostiene da sempre e continuiamo ad esserne fermamente convinti.

Per rendere comprensibile il nostro pensiero, il sistema sanitario può essere paragonato alle parti del corpo umano, ognuna specializzata in una determinata funzione. In tal modo, ogni “pezzo” è utile ed indispensabile al contempo.

Scrivevamo, per esempio, di puntare, anche, sulla chirurgia della spalla o del gomito, in Italia ci sono centri specializzati che hanno delle liste d’attesa da lasciare senza fiato.
Ci siamo spinti oltre, provocatoriamente (ma non troppo!), sulla possibilità di diventare un punto di riferimento regionale/mediterraneo nel settore della chirurgia intima, maschile e femminile.

Individuata la specializzazione – fermo restando una chiara e convinta volontà politica del governo regionale, che al momento risulta essere latitante – attorno ad essa dovranno ruotare i servizi essenziali per gli utenti madoniti (e non solo, bravi medici diventano “un’attrattiva” duratura e senza confini).
Ovvero, la riattivazione di “tutte le specialità ed i servizi necessari a risolvere le situazioni d’emergenza urgenza, non trasferibili, ed a garantire adeguati livelli di assistenza”, come hanno chiesto al Governo regionale i consigli comunali dei nove comuni e come previsto dall’atto aziendale sottoposto dal Direttore Generale dell’ASP di Palermo, Antonio Candela,  agli 82 sindaci nel lontanissimo aprile 2017 in quel di Corleone. Atto Aziendale approvato all’unanimità da tutte le componenti istituzionali interessate. Condizione mai verificatasi nell’Azienda palermitana. 

Servizi operativi (incondizionatamente, ed h24) nel settore ginecologico, ortopedico, chirurgico (compatibile con un basso livello di rischio legato alla mancanza di un unità complessa di rianimazione. Niente neurochirurgia, per dirla tutta) e della medicina diagnostica.
Per non parlare del potenziamento del polo riabilitativo (già operativo brillantemente nella Residenza Sanitaria Assistita e nel reparto – a cinque stelle – di riabilitazione, convenzionato con Villa delle Ginestre).

Senza dimenticare il potenziamento del pronto soccorso. È proprio l’area di emergenza il nodo nevralgico di una buona servizio sanitario e dove realmente si salvano le vite.

Sogni ad occhi aperti? Assolutamente no. Il layout è in essere ed il suo perfezionamento è contenuto nella nuova rete ospedaliera al vaglio del ministero.  Occorre il personale, ch’è in fase di assunzione attraverso gli strumenti della mobilità, stabilizzazione e dei concorsi.

Tuttavia, non basta. Il completamento della pianta organica deve essere “condito” dalla volontà del professionista di restare a lavorare in questo fazzoletto di terra “sconosciuta”.
Il vero compito della politica non è quello di espletare le procedure e di avviare al lavoro il personale sanitario (medici ed infermieri), piuttosto creare le condizioni affinché lo stesso lavori in ambiente sereno e soprattutto credibile.

Sindaci e comitato pro ospedale (da sempre in prima linea per la difesa del diritto alla salute dei cittadini madoniti), intanto, chiedono al Ministro Grillo di “salire” a Petralia.

Speriamo che del “dell’Alto” e della Grillo non ci resterà solo “una fotografia”, per dirla come i Righeira e dal punto di vista elettorale, per il ministro (M5S), il canticchiare : “è tutto quel che ho – foto della Grillo, ndr – ma stanne pur sicura io non ti scorderò”, alle prossime elezioni.