«Vi chiedo di aggiornare quest’assemblea al 27 aprile. Sono in corso delle interlocuzioni con il Governo regionale, aspettiamo che l’assessore si determini a venire sulle Madonie per spiegarci le ragioni delle scelte e come intende rimediare alle incongruenze del decreto, pubblicato in gazzetta lo scorso 14 aprile».
È la proposta avanzata, ed accettata all’unanimità, dal sindaco di Bompietro, Lucio Di Gangi, nel corso dell’assemblea dei sindaci che si è svolta ieri nella hall del nosocomio petralese.
Erano presenti diversi operatori sanitari, anche non in servizio, una folta rappresentanza della CGIL delle Madonie, i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e diversi cittadini (ancora pochi!) preoccupati per il futuro che la politica regionale ha riservato al “Madonna SS dell’Alto”.

Assenti i rappresentanti delle Istituzioni di Gangi, Blufi e Geraci Siculo, solo il presidente del Consiglio Comunale di Geraci Siculo ha fatto sapere di essere impossibilitato a presenziare per impegni istituzionali in agenda da tempo.
Nessun intervento registrato dei rappresentanti, attivi, del Partito Democratico delle Madonie, segno evidente della loro assenza.

Diverse le proposte snocciolate per sensibilizzare il Governo regionale a ritirare il decreto del 31 marzo scorso, avanzate prima dell’intervento del Sindaco di Bompietro, dall’occupazione dell’autostrada, allo sciopero fiscale, all’occupazione permanente della hall dell’ospedale, passando per quella di deporre le fasce tricolore dei sindaci nelle mani del presidente della Regione, o delle tessere elettorali ai sindaci. Lillo Cerami, un operatore sanitario che da sempre ha denunciato lo stato di abbandono del nosocomio ed esponente penta stellato delle Madonie, ha platealmente strappato la sua tessera elettorale dichiarandosi indignato di quanto sta accadendo.

Ancora una volta è prevalsa la mediazione e la prudenza, il prendere tempo per scongiurare le decisioni affrettate, anche perché qualunque azione di protesta deve essere sostenuta e portata avanti da un numero adeguato di “soldati”,  disponibili ad indossare l’elmetto ed a tenere il fronte per un numero imprevedibile di giorni e da quello che la storia ci insegna il motto è “armiamoci e partite”.

Nel corso dell’assemblea è passato un messaggio che rimandiamo con determinazione al mittente, al sindaco di Petralia Sottana, Santo Inguaggiato, il vero sconfitto della vertenza ospedale, che si trascina da circa un decennio.

Secondo il sindaco di Petralia Sottana la vera conquista sarebbe stata l’avere ottenuto la classificazione del Presidio Ospedaliero in “Zona disagiata”.
Questo status ha garantito il mantenimento del Pronto Soccorso, al contrario ci saremmo ritrovati con un Presidio Territoriale Emergenza (PTE), ovvero con un “ufficio”  che eroga servizi e prestazioni di urgenza ed emergenza nei casi in cui è possibile evitare il ricovero ospedaliero. Una guardia medica, attrezzata, aperta 12 ore con dei “pulmini” parcheggiati davanti la porta pronti a trasferire i pazienti presso l’ospedale più vicino con la disponibilità del posto.

Quasi, quasi, dovremmo ringraziare i latori di questo pensiero, quindi il governo regionale e l’assessore alla Salute, Baldo Gucciardi, per la grazia ricevuta.

Noi di MadonieNotizie.it non abbiamo intenzione di ringraziare nessuno anzi, al contrario, rilanciamo, ricordando che le Madonie sono incastonate in un Paesaggio che dista circa 70 chilometri dalla struttura ospedaliera più vicina e che se pur si potenziasse la rete dei trasporti (ambulanze ed elicotteri) il rischio resterebbe troppo alto. La vita delle persone non può essere sacrificata sull’altare della riduzione della spesa o delle scelte penalizzanti e scellerate.

La verità è che al momento le Asp, quindi i Dipartimenti delle stesse, dovranno eseguire pedissequamente le disposizioni contenute nel decreto e che l’Ospedale “Madonna SS dell’Alto” è stato letteralmente depredato di molti servizi fondamentali per la salute dei cittadini e degli avventori del Paesaggio.

Chi ancora disperatamente si ostina a sostenere il contrario e non ammette la sconfitta non potrà godere mai della nostra simpatia.
Questa testata da sempre ha denunciato l’incapacità della governance di difendere gli interessi del Paesaggio madonita e dei cittadini che coraggiosamente ancora vi risiedono.

Mentre a Roma si discuteva di ottenere qualche spicciolo a valere della Strategia Nazionale Aree Interne (una mera illusione!), che farà gongolare pochi soggetti ben “organizzati”, l’ospedale veniva depredato!

Tutto il resto è poesia e a nulla varranno i tentativi disperati di nascondere l’evidenza della sonora sconfitta. Tuttavia, il “furto” potrà essere riparato solo con la restituzione della “refurtiva” e non solo.
Il nosocomio di Petralia Sottana necessità di essere valorizzato seriamente ed urgono delle scelte politiche che facciano diventare attrattiva la struttura specializzandola in qualche branca.

Ci sono settori della chirurgia a livello nazionale che hanno delle liste d’attesa da lasciare senza fiato. La chirurgia della spalla per esempio. Ottimi chirurghi, siciliani, che operano in laparoscopia e che contribuiscono a far crescere altre realtà.

Ma non c’è solo la chirurgia della spalla o del gomito. Ogni parte del corpo ha una sua specializzazione. Quella del pene sarebbe di richiamo da tutto il bacino del mediterraneo e Petralia si trova al centro dell’universo.

Al momento non ci resta che aspettare gli sviluppi delle prossime ore ed auspicare che giovedì 27 aprile, alle 16, la hall dell’ospedale si riempi di utenti indignati, di attivisti del Partito Democratico e non solo.