L’ospedale “Madonna Santissima  dell’Alto” di Petralia Sottana resta al centro della preoccupazione del personale sanitario e dei sindaci. Un po’ meno della popolazione madonita che ha dato, ingenuamente, mandato alla politica di garantire il diritto inderogabile all’assistenza sanitaria che gli spetta.
Ma abbiamo motivo di credere che ci sia un rigurgito d’orgoglio tra la gente, almeno dalle segnalazioni che riceviamo, comincia a levarsi un sussulto d’orgoglio che dovrebbe fare prendere coscienza a tutti che l’ospedale è vero che si trova, grazie ad una precisa scelta politica avallata dall’assessore alla Salute Baldo Gucciardi, in zona disagiata, ma è pur vero che lo stesso non può diventare un  “ospedale disagiato”, considerato tale ormai da tempo.

Nel coso di una partecipata assemblea di medici di famiglia, sindaci e amministratori, personale sanitario in servizio presso il nosocomio, il direttore generale dell’ASP di Palermo, Antonio Candela, ha confermato quanto aveva anticipato nei giorni scorsi, anche alla nostra redazione.

«L’offerta sanitaria dell’ospedale “Madonna dell’Alto” di Petralia Sottana si arricchirà dal prossimo primo marzo – ha dichiarato il direttore – con l’introduzione della funzione di Ortopedia in “elezione”. Gli utenti delle Madonie avranno la possibilità di sottoporsi ad una serie di interventi senza doversi spostare in altri nosocomi».

Per rafforzare l’importanza dell’impegno profuso si è fatto accompagnare dai verti dell’azienda e dai due primari che condivideranno questa esperienza dai contorni ancora da definire. Giuseppe Petta e Giovanni Lo Sicco, responsabili dei reparti di Ortopedia di Termini Imerese e dell’Ingrassia di Palermo.

Ecco cosa faranno.
Dal primo marzo, le due equipe di medici che si alterneranno settimanalmente a Petralia Sottana: eseguiranno interventi delle patologie del piede (come ad esempio l’alluce valgo), di seconda istanza post-frattura, della mano e interventi in artroscopia.
A detta di Petta si dovrebbero eseguire interventi di ernia discale, anche con il laser.
Ai due primari si dovrebbe aggiungere anche il responsabile della divisione di ortopedia di Partinico, Vito Martorana.

«La funzione di ortopedia in elezione – ha aggiunto Candela – verrà realizzata in piena integrazione con l’ambulatorio territoriale e con la Divisione di Chirurgia dell’Ospedale. Divisione della quale si “sfrutteranno” i posti letto per le brevi degenze necessarie agli interventi».

L’entusiasmo di Candela, è stato ridimensionato quando gli operatori del presidio presenti in sala hanno ribadito che le “cose” proposte in quell’occasione già si eseguivano da anni e con brillanti risultati.
Attività chirurgica svolta da sempre ma sconosciuta dal direttore sanitario dell’azienda, Giovanna Volo ch’è “caduta dalle nuvole” nel percepire il legittimo risentimento dei chirurghi e del personale, oltre che dei medici di famiglia, presenti in sala.

La Volo non ci ha entusiasmato. Come può entusiasmare un direttore sanitario che non conosce l’attività che si svolge a casa propria?

Tuttavia la Volo e l’instancabile Candela, a cui riconosciamo un sincero attaccamento “a Petralia”, non sono gli interlocutori giusti.
Il vero interlocutore di questo Paesaggio, rispetto al potenziamento del “Madonna SS dell’Alto” è il Governo regionale, rappresentato dall’assessore Baldo Gucciardi a cui va il merito di avere “posizionato” l’ospedale di Petralia Sottana in “zona disagiata”.
“Classificazione” che ha messo in salvo l’intera area d’emergenza del nosocomio, in caso contrario, per semplificare, sarebbe diventata una “guardia medica” al servizio del distretto sanitario.

Purtroppo, anche in questo settore la strategia politica messa in campo non ha dato i frutti sperati. Incapacità? Ingenuità? Altro? Non ci interessa!
Ai nostri lettori ed al Paesaggio madonita necessitano dei servizi essenziali a corredo di quelli che già ci sono.

Il reparto, o come lo si vorrà chiamare, di ortopedia è di fondamentale importanza. Altro che “interventi in elezione”, che dureranno giusto il tempo della disponibilità di incentivi economici da elargire all’equipe che opererà a Petralia in dei giorni ancora da definire.

Oltre all’ortopedia, nelle forme che si vorrà ma che nella sostanza operi ogni giorno, al “Madonna dell’Alto” serve la funzione di cardiologia. Ovvero dei medici integrati nella già presente e perfettamente funzionante  unità complessa di medicina.

Allo stesso modo l’assessore Gucciardi, a cui riconosciamo la capacità di definire un futuro certo a questa imponente ed essenziale struttura madonita, non potrà che valutare, insieme alla struttura assessorile di cui dispone, positivamente anche la possibilità di dare uno dei tanti indirizzi specialistici all’attività chirurgica del nosocomio.
Conosciamo chirurghi ben disponibili a trasferirsi a Petralia se gli verrà garantito di «lavorare serenamente».

Il direttore sanitario dell’ASP, nel corso del suo intervento ha più volte ribadito ai medici di famiglia ed ai presenti che devono “abituare” i propri assistiti a raggiungere altre strutture, in funzione della nuova rete ospedaliera, per farsi curare.
A parte che ci viene difficile comprendere le motivazioni per cui i madoniti sono costretti a spostarsi altrove per farsi curare e il resto del mondo non può venire a Petralia per le stesse ragioni.

Tuttavia, una cosa vogliamo dirla alla dottoressa Volo, che ha tenuto più a farci sapere del suo curriculum che del resto.
In redazione avevamo una mascotte, un asino. Purtroppo le ristrettezze economiche del giornale non ci hanno permesso di acquistare il foraggio. Una persona del luogo, che ha preso in prestito il suo ragionamento, ci ha consigliato di metterlo a dieta. «‘Nsignatici a ‘un farlu manciari», (insegnategli a non farlo mangiare).
Ingenuamente abbiamo seguito il consiglio del “saggio”. L’asino ha imparato a non mangiare ma quando è entrato nella “rete” è morto.