Eccellenza Reverendissima,
ho appreso del Suo incontro con gli amministratori e i rappresentanti delle società partecipate delle Madonie, tenutosi nei giorni scorsi a Cefalù.
Ho molto apprezzato la Sua sincera disponibilità ad affrontare le annose questioni che investono il lembo di terra in cui opera la Chiesa cefaludese. Qui da tempo non si vedeva un Pastore che, oltre a pregare per le anime affidateGli, si preoccupa anche delle cose terrene, con grande pragmatismo.

Le nuove generazioni hanno bisogno di parole nuove e di speranza. Hanno bisogno soprattutto di testimoni illuminati e di amministratori che elaborino progetti “nobili, puliti, onesti”, per usare le parole da Lei indirizzate ai giovani nel corso del Suo accorato intervento.
Hanno bisogno di “cacciare via la rassegnazione” per investire sul loro futuro utilizzando le risorse culturali, naturalistiche e tecnologiche che il paesaggio (territorio) madonita offre.

È molto forte il Suo appello a favorire la “cultura dell’incontro”, così come l’invito agli amministratori a rendersi disponibili “all’ascolto”, a “dialogare con la storia e con il presente senza rimanere immobili”. Un appello che scuote le coscienze.

Tuttavia, quando ho appreso che Ella ha proposto ai rappresentanti dei Comuni e degli Enti presenti la brillante iniziativa del “laboratorio della speranza” in contrapposizione alla rassegnazione della nostra gente, mi sono rammaricato.

Eccellenza, quando mi ha dato l’onore di ascoltare, in udienza privata, il mio pensiero sulla fantasiosa gestione di questo territorio, ho riposto nel mio Vescovo grande fiducia.
Le ho chiesto di verificare la “mappa concettuale” che Le ho consegnato (e ripropongo in basso, aggiornata ad aprile 2018) consultando, per confermare o confutare le mie tesi, il sindaco dirimpettaio alla finestra del suo studio privato.
Spero che l’abbia fatto, perché la “comunità politica” che aveva davanti non è “riuscita a donare” a questo meraviglioso paesaggio nessuna prospettiva e Le posso assicurare che non sente “fortemente, come una madre, il peso della sua colpa”.

Che speranza può dare chi ha governato per oltre vent’anni questo territorio (il territorio si “governa”, il paesaggio si amministra, secondo il mio modesto punto di vista) pensando principalmente all’esaltazione del proprio ego ed all’auto referenziazione, rispetto a chi dall’esterno ci guarda con stupore (perché non conosce i retroscena), oltre che ad elargire incarichi a parenti e amici?

Quali dovrebbero essere gli ispiratori della “nuova mentalità” che Ella auspica nel “laboratorio della speranza”? Coloro i quali si riuniscono per discutere sulla “mission e sugli assetti da dare agli organismi sovra comunali in previsione dei rinnovi” dei Consigli di Amministrazione delle società partecipate?
Chi ha applicato regole machiavelliche per tirare dritto e in barba alla legalità ed alla legittimità degli atti? Chi ha favorito incarichi prima ai parenti e poi agli amici? Chi è oggetto di informative indirizzate al Prefetto di Palermo?

Oppure, chi ha fallito miseramente nel pianificare strategie di sviluppo che hanno portato allo spopolamento ed alla desertificazione di un intero paesaggio, nonostante quest’ultimo sia stato destinatario di ingenti quantità di finanziamenti?

Eccellenza, so che Le hanno consegnato il carteggio che riguarda la Strategia Nazionale Aree Interne (Snai), chieda pertanto ai Suoi parroci ed alle comunità che rappresentano se sono stati coinvolti nella fase di preparazione della “strategia”, se hanno partecipato alla redazione del preliminare e se hanno contezza della “sfida del futuro” che si appresterebbero ad affrontare.

Chieda, non me ne voglia, se hanno condiviso i “processi di innovazione istituzionale e di governance intercomunale per  promuovere nuove reti di partenariato finalizzate a rafforzare le capacità di resilienza e di sviluppo del sistema territoriale”; chieda agli amministratori se tutto l’iter che ha portato alla definizione della strategia è lineare , “pulito e onesto” oppure se si tratta di una titanica impostura che non porterà posti di lavoro stabili se non la spartizione di risorse che appagheranno le desiderata di alcuni sindaci e di consulenti da tempo in attesa di condividere i 187 mila euro destinati allo “scouting per la progettualità, coordinamento attuazione, monitoraggio e open government della strategia”.

La magistratura, per delle inspiegabili ragioni, in alcuni casi ha lasciato correre ma in cuor mio spero che non faccia lo stesso la Santa Romana Chiesa, degnamente rappresentata dalla Sua persona.

Chi ha tolto la speranza al popolo madonita deve farsi da parte, anche se non vuole mollare, costi quello che costi. I resilienti madoniti (giovani, adulti o anziani che siano) hanno bisogno di una nuova primavera per “uccidere ogni forma di rassegnazione”, altro che speranza.
Solo così il Vescovo di Cefalù,  visitando quel che rimane del  “paradiso” in cui viviamo, potrà sentire parole di speranza e non “parole di tristezza” che ha avuto modo di ascoltare dal primo giorno in cui si è insediato.

Eccellenza, siamo stanchi di vedere i nostri giovani andare via (i dati che ha pubblicato Madonie Press ci preoccupano), di non potere programmare per i nostri figli un futuro nel luogo dove sono nati e cresciuti, di vedere morire gli anziani che “portano via la memoria” e di non potere contare bambini che nascono, in qualsiasi punto nascita e dopo qualche giorno ritornare nelle loro case incastonate in meravigliosi centri storici.

Ecco perché noi di Madonie Notizie da anni invochiamo una nuova governance illuminata e che abbia una Vision che, come ha affermato Lei, faccia sognare i portatori sani della “profezia”: le giovani generazioni.

Con sincera stima ed incommensurato affetto.

Vincenzo Lapunzina
Editore di Madonie Notizie