L’Unione dei Comuni “Madonie” è nata. Non c’è niente da festeggiare.
Questa testata giornalistica da anni denuncia, a tutti i livelli Istituzionali, che in questo Paesaggio i concetti di legalità e legittimità, oltre che di opportunità, sembrerebbero essere diventati degli optional. Le leggi verrebbero, secondo il nostro punto di vista, interpretate a piacimento, il caso del Consorzio Turistico e del bilancio della SoSviMa 2014 sono alcuni dei fatti che abbiamo raccontato in questi anni. L’ultima in ordine di tempo è proprio la costituzione dell’Unione dei Comuni, denominata “Madonie”.

Avevamo scritto che, fin dal primo momento, la procedura adottata per la definizione dell’iter ha dei contorni poco chiari, come molte altre che accadono a queste latitudini, nel caso specifico la legge regionale  15 del 4 agosto 2015, che riordina gli Enti di area vasta, all’articolo 41, specifica che: “è fatto divieto ai comuni di istituire nuove entità,  comunque denominate, ivi compresi gli organismi di cui agli articoli 31 e 32 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per l’esercizio associato di funzioni, fatte salve quelle previste per legge nonché le convenzioni per l’espletamento di servizi”.

Questo articolo di legge, per i sindaci di Alimena, Aliminusa, Caccamo, Castelbuono,  Collesano, Gangi, Gratteri, Isnello, Montemaggiore Belsito, Pollina, San Mauro Castelverde, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Blufi e Bompietro, ha avuto il sapore dell’acqua minerale gassata: bollicine.
Non è bastato l’appello a fermarsi del sindaco di Castellana Sicula, Pino Di Martino, che in una missiva, consegnata prima della sottoscrizione dell’ATTO COSTITUTIVO, si soffermava sulla “violazione di quanto prescritto dall’articolo 41 della legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015”.
Il primo cittadino di Castellana Sicula ha firmato l’atto costitutivo, afferma nella nota, in “ottemperanza al mandato ricevuto dal Consiglio Comunale”.

Chi scrive, nella mattinata di sabato,  ha inviato un SMS a tutti i primi cittadini invitandoli a prendere tempo ed a informarsi meglio con degli esperti “terzi”.
Siete in procinto di sottoscrivere l’ATTO COSTITUTIVO  DELL UNIONE DEI COMUNI, DENOMINATA “MADONIE”, vi chiedo di soprassedere al fine di meglio comprendere l’importante passo che ARBITRARIAMENTE state facendo fare ad un Paesaggio (Territorio) ignaro di cosa sta realmente accadendo. (In coscienza, quanti dei vostri concittadini conoscono la SNAI?). Otto di Voi sono a scadenza di mandato e lasceranno in “eredità” uno strumento che le altre aree SNAI non hanno accettato ivi compreso altri comuni dell’area delle Madonie (Geraci Siculo, Polizzi Generosa, Caltavuturo e Sclafani Bagni, ndr). Uno strumento, quello dell’Unione,  che stride, tra l’ altro con il dettato normativo, nel caso specifico la legge regionale  15 del 4 agosto 2015, che riordina gli Enti di area vasta, all’articolo 41, specifica che: “è fatto divieto ai comuni di istituire nuove entità, (…..). Mi risulta che gli atti sarebbero corredati da “fior di pareri” chiesti a “giuristi e avvocati”, ci farebbe piacere avere contezza di pareri PRO VERITATE, scritti e redatti su carta intestata, che affermino che la legge in questione non è applicabile a queste latitudini. Per il resto tutto questo è animato da “tecnici” che devono ancora spiegare che responsabilità hanno sulla vicenda delle firme false e dello statuto taroccato del Consorzio Turistico, del bilancio 2014 della SoSviMa (ancora il sindaco Di Martino attende riscontro a delle precise richieste) e su molte altre questioni che hanno portato perdite economiche  irreparabili a società da Voi partecipate. E poi c’è la questione dell’informativa al Prefetto di Palermo da parte della Commissione Straordinaria di Polizzi Generosa. Questo Paesaggio può lo stesso attrarre finanziamenti con altri strumenti, altrettanto legittimi, senza passare da IMPOSIZIONI che hanno il tenore di atteggiamenti che tutti RIGETTIAMO.
Vi invito a riflettere ed a consultare, a stretto giro, esperti TERZI, al fine di evitare l’ELUSIONE di alcune norme per raggiungere un fine sostanzialmente IMPOSTO! Vi ringrazio per l’attenzione e rimango fiducioso di un riscontro concreto al presente messaggio. Con sincera  stima.

Questo messaggio invece ha avuto il sapore della Schweppes. Per tutti. Compreso, immaginiamo, per chi era presente, inopportunamente, all’atto della costituzione senza averne nessun titolo.
Tutto questo sarebbe finalizzato all’attuazione della Strategia Nazionale Aree Interne. Uno degli strumenti che dovrebbe attirare finanziamenti comunitari.

Questa sarebbe una scelta di “portata storica” e la neo costituita è stata salutata come “la più grande d’Italia”. La nuova Unione è infatti è la prima per numero di Comuni che hanno aderito, “per la qualità e lo spessore delle funzioni dei servizi trasferiti e associati oltre che per i principi federativi posti  a fondamento della stessa”.

Belle parole, condivise anche dagli otto sindaci che rappresentano elettori che verranno chiamati a breve al rinnovo degli organi Istituzionali, alcuni dei quali ricandidati. Sindaci, alcuni, non tutti per la verità, teleguidati e per certi versi incapaci di prendere posizioni controtendenza, come quelle che ha preso Di Martino.

Anche le mense tipiche, al tempo, sono state presentate come una panacea. In tutta Italia si parlava dell’esperienza salutare di alcune scuole del Paesaggio madonita. Peccato che nella cambusa di una di queste sarebbe stato trovato dell’olio di palma e che, in molte, la tipicità e genuinità sbandierata è rimasta relegata nei comunicati stampa e nelle relazioni “poetiche” diffuse.

I 16 sindaci, che apprezzate nella foto, la vigilia di San Giuseppe hanno brindato alla nuova Unione dei Comuni “Madonie”.
Noi rivolgiamo una preghiera al Patriarca: “Facci la grazia di illuminare la mente degli elettori e di guidare la loro mano, dentro la cabina elettorale, affinché facciano delle scelte illuminate”. Che siano, “scevre da qualunque controindicazione”. Amen.