“L’asino come animale da fatica perfetto è un ricordo del passato”. Secondo la tradizione ed il pensiero di Cinzia Romani, de Il Giornale.it.
A leggere questo assunto l’animalista Enzo Rizzi avrà gongolato. Rizzi qualche giorno fa ha pubblicato una foto, retrodatata, di un’asina scivolata a terra, mentre svolgeva il servizio di raccolta differenziata presso il Comune di Castelbuono (Pa).
Impietoso il suo commento all’immagine:“A #Castelbuono questo è il “modo” di fare la raccolta differenziata. (….) Denunceremo i responsabili e li porteremo in Tribunale, ve lo prometto. Se queste immagini indignano anche te, #Condividi”.

Lo sfogo di Rizzi sui social, ripreso dalla stampa nazionale, ha scatenato una bufera contro il sindaco; una querelle che avrebbe messo in discussione l’immagine della cittadina, faticosamente costruita dalla comunità castelbuonese.

Il maldestro messaggio ch’è passato sarebbe stato quello che a Castelbuono gli asini vengono trattati male. Cosa che di fatto non corrisponde al vero.
Di questi esemplari, che fino ad una decina d’anni fa quasi scomparivano dai libri di scienze se a Castelbuono non fossero stati “riabilitati”, sono in venti ad essere impiegati per la raccolta differenziata.

Ogni giorno in servizio se ne incontrano sei, solo nella fascia oraria mattutina; lavorano per cinque ore. Mentre a turno, gli altri 14 riposano all’interno delle stalle, mantenute nel rispetto della severissima normativa vigente. Certamente non godono dell’ospitalità di un resort stellato, ma dai ragli che si odono interpretiamo che il morale della colonia è alto. Mangiano bene, bevono acqua fresca e godono di ottima salute.

L’esempio di Castelbuono andrebbe esportato in tutti i Comuni del Parco delle Madonie e dell’hinterland. Il loro uso è ad impatto ambientale zero!
È utile ricordare, a quanti hanno approfittato della “svista” di Rizzi che questo animale, simile al cavallo, è stato addomesticato dall’uomo principalmente come mezzo di trasporto per cibo e merci.
Si tratta di un amico dell’uomo che lo ha aiutato per secoli nelle fatiche quotidiane e, grazie alla sua mansuetudine ed alla sua forza, è stato utilizzato per trainare carichi pesanti.

Il “cavallo del povero”, nel caso specifico di Castelbuono, sarebbe “costretto” dal conduttore a trasportare al massimo 50-60 kg, come ha confermato al Corriere della Sera, il sindaco, Mario Cicero.

Certo qualcuno vorrebbe il ciuchino in giro per la capitale della Contea dei Ventimiglia ad intrattenere gli ospiti, come nel film Shrek e che venisse nutrito con ciambelle, lasagne e torte o con gamberetti allo spiedo. Tuttavia, quella della raccolta differenziata non è la trama di un film prodotto dalla DreamWorks Animation.

Magari i “sindacati” invocheranno la riduzione dell’orario di lavoro, cinque ore di attività, in compagnia del conduttore, su e giù per le vie di Castelbuono potrebbero essere tante (cosa volete che siano a confronto di altri “asini” che per vivere faticano oltre 8 ore al giorno e che preferirebbero una vita da ciuchino castelbuonese).

Cicero ha avuto il merito di assegnare all’asino (posto in quiescenza) un nuovo ruolo, quella dell’operatore ecologico. L’auspicio è che altri centri madoniti possano presto adottare il virtuoso sistema di raccolta dei rifiuti urbani.

Ma ci chiediamo una cosa.
Quando nel 1999 l’asino è stato ripreso da Prodi per diventare parte integrante del simbolo dei Democratici, perché nessuno si è indignato?