Anche per Seneca, filosofo oltre che politico romano, “nulla è eterno e solo poche cose sono durevoli”. Nell’impero romano, s’intende. Nel paesaggio madonita alcune “cose” devono durare a tutti i costi.
“Cose”, “atteggiamenti” e persone per certi versi erano diventati “intoccabili”. Non se ne doveva parlare. Tutto scorreva sotto traccia. In silenzio.
Da qualche tempo la propaganda è stata messa un po’ in ombra e si è cominciato a diffondere anche “quello che qualcuno non vuole che si sappia”.

Ultimamente la “stampa locale” si “sarebbe prodigata in lunghi e farneticanti articoli sulla legittimità delle procedure adottate e sulle violazioni di legge ancora una volta compiute (sic!)”. Lo scrivono Pietro Macaluso, presidente dell’Unione dei Comune “Madonie” e Alessandro Ficile, presidente dell’Agenzia di Sviluppo delle Madonie, in una nota congiunta (clicca qui per leggerla) indirizzata ai comuni dell’area interna, ai sindaci ed ai consiglieri comunali.
I due reclamano: “le scuse ufficiali ed un forte mea culpa” da parte dell’ex sindaco di Castellana Sicula, Pino Di Martino e da “un organo di stampa”, non meglio identificato. Tuttavia, sarebbero consapevoli che le scuse non arriveranno mai.

Riteniamo che nessuno debba scusarsi, né il sindaco né la stampa, perché ognuno ha svolto il suo ruolo: il sindaco ha sollevato il problema ed ha voluto vederci chiaro per tutelare i cittadini che rappresentava (comportamento assolutamente legittimo) (clicca qui per leggere esposto dell’ex sindaco Di Martino); l’organo di stampa ha raccontato minuziosamente ai lettori quanto stava accadendo.
La stampa (a qualsiasi livello, anche locale) ha il preciso dovere di informare i lettori di quanto accade. Nella circostanza specifica ci risulta che abbia fatto il suo lavoro, ha raccontato senza veli, con linguaggio diretto, ma non si è mai sostituita alle autorità preposte al giudizio.

scuse-ufficiali

Le scuse sono doverose quando si commettono errori, quando ai lettori viene data una notizia errata, non veritiera. Ma il giornale, indicato  dai sottoscrittori della lettera,  non deve nessuna scusa, perché non ha commesso errori e non ha dato notizie false. Forse “l’organo di stampa” ha detto che il parere dell’assessorato era negativo? Forse ha tracciato circostanze false? Quando e quali?

Se ciò fosse accaduto, prime delle scuse si doveva riparare all’errore pubblicando una rettifica. Invece non c’è nulla da rettificare. Quello che è accaduto è un fatto grave, non inventato dalla stampa, ma sollevato dal primo cittadino di Castellana Sicula.

Piuttosto è stato esercitato il diritto di cronaca e di critica, garantito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, nulla di più. Garanzie che, purtroppo, molti dimenticano o usano a propria discrezione.

Tuttavia, ci piacerebbe leggere l’ incondizionata presa di distanza, da parte di Ficile e Macaluso, sulla vicenda dello Statuto del Consorzio turistico Cefalù-Madonie-Himera. Atto approvato da ventuno consigli comunali e stravolto in fase di sottoscrizione dinanzi al notaio, senza avere preventivamente informato i consessi consiliari.
Sempre sullo stesso Ente, sulle firme false apposte per conto di Antonio Mangia e Angelo Miccichè.  Fatti raccontati da noi a seguito di denunce delle parti interessate alle autorità giudiziaria.

Auspichiamo un loro intervento sull’acquisto delle quote della Società “La quinta essenza Srl” di Polizzi Generosa. Oltre 30 mila euro che a breve leggeremo come perdita sul bilancio della SoSviMa spa rappresentata da Ficile (i soci dell’Agenzia avrebbero solo ratificato la scelta).
Sul credito che vanta il Gal Isc Madonie dal Consorzio Produttori Madoniti (risulta che Ficile è ancora il vice presidente) , oltre 165 mila euro, al netto degli interessi dovuti, a seguito di un investimento presso il Forum di Palermo.
Chi pagherà questi debiti?

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Vorremmo che faceste luce anche sul bilancio 2014 della SoSviMa spa. Agli atti, dell’Agenzia di viale Risorgimento, al 31 dicembre di quell’anno, risulta la delibera dell’Unicredit che autorizzava di protrarre un mutuo di diversi milioni di euro da dieci a dodici anni?

Queste circostanze e queste domande, alcune delle quali, abbiamo già sottoposto alla vostra attenzione per via ufficiale (richiesta di accesso agli atti via Pec, non riscontrata oramai da troppo tempo) sono pure da ascrivere tra i “farneticanti articoli”?.

Anche noi dovremmo fare un “mea culpa”, secondo quanto affermato da Macaluso e Ficile, per avere divulgato il contenuto di una riservata amministrativa, indirizzata al Prefetto di Palermo, da parte della commissione prefettizia che al tempo amministrava il Comune di Polizzi Generosa. “… questa Commissione qualora dovesse permanere in carica alla scadenza del mandato conferito al predetto Ficile (si legge, ndr) non mancherà di svolgere ogni consentito intervento affinché il conferimento di tale carica sociale non sia rinnovata al predetto, ma opportunamente conferita a qualificato soggetto scevro da qualunque controindicazione…”. Macaluso e Ficile su questa grave affermazione cosa hanno da obiettare? È “farneticante” anch’essa?

Non vi chiediamo di prendere una posizione sulla dubbia legittimità della costituzione dell’Unione dei Comuni, denominata “Madonie”.
Quella la conosciamo bene. Si fonda su di un parere (clicca qui per leggerlo) dell’ufficio ispettivo dell’Assessorato alle Autonomie Locali che, di fatto, non si è espresso nel merito della questione.

Ma una cosa è certa “nulla è eterno”. Macaluso dal prossimo mese non dovrebbe essere più il presidente dell’Unione e Ficile, a cui riconosciamo l’onesta intellettuale, prenderà atto che le “farneticazioni” non possono essere classificate come un “accanimento” ma legittime critiche, quindi dovrebbe mettersi da parte.
La sua opera ventennale, da quanto ci risulta, ad oggi non ha portato posti di lavoro e ricchezza. Anzi negli ultimi anni i processi di desertificazione del paesaggio madonita si sono accentuati.

Ficile, alla guida dell’Agenzia di Sviluppo, secondo la nostra “farneticazione” è durato abbastanza e non c’era bisogno di scomodare Seneca.

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