“Cinque minuti di visibilità”.
Questa è un’espressione dell’onorevole Magda Culotta, deputato del Partito Democratico e sindaco di Pollina, una frase ormai divenuta ricorrente in certi ambienti quando si scrive di alcuni fatti che accadono in questo Paesaggio.

Una frase rivolta a quei giornali che osano scrivere di cose che non sono direttamente connesse a risultati raggiunti dai politici oppure alla promozione di eventi. Ebbene quando i giornali si pongono degli interrogativi, quando inducono i lettori alla riflessione, allora vengono accusati  di cercare “solo visibilità”, di essere giornali “polemici” e magari che scrivono quelle cose perché “ci brucia”. Ma “ci brucia” cosa?

La risposta è che ci brucia raccontare le cose che accadono, di commentarle, di portare all’attenzione dei nostri lettori cose che altri non dicono, per le più svariate ragioni.

Il nostro obiettivo non è solo quello di raccontare quanto è bello il tal sindaco o quanto è bravo quell’assessore, né possiamo limitarci ad invitare i lettori a partecipare ad un evento piuttosto che ad un altro.
La vera mission di questa testata è quella di raccontare “quello che qualcuno non vuole che si sappia”, cari lettori, “il resto è propaganda”.

Fino ad oggi abbiamo cercato di farlo. Collezionando “nemici” ed incassando azioni di discredito che, ahimè, taluni personaggi hanno posto in essere nei nostri confronti, in diversi ambienti, anche giudiziari.

“Ma siamo ancora qua, eh già!”, parafrasando la strofa di una canzone di Vasco Rossi, a spronare i nostri lettori all’azione.

“Sfogliando” il Paesaggio non mancano gli spunti di riflessione. In questi anni ve ne abbiamo raccontate tante di storie.
Quelle che più ci hanno creato sgomento sono legate alla presenza di Alessandro Ficile alla guida dell’Agenzia di Sviluppo, nonostante l’Ufficio della Commissione Straordinaria, (che ha amministrato il Comune di Polizzi Generosa), abbia inviato una riservata amministrativa al Prefetto di Palermo nella quale si sono impegnati a “svolgere ogni consentito intervento affinché il conferimento di tale carica sociale non sia rinnovata al predetto, ma opportunamente conferita a qualificato soggetto scevro da qualunque controindicazione”.

Per non parlare del rinvio a giudizio del presidente Consorzio Madonita per la Legalità e lo SviluppoVincenzo Liarda, a cui è stato affidato un simbolo della lotta alla mafia, ovvero il feudo di Verbumcaudo, che fu del “papa” della mafia.
Liarda il 17 luglio, avrebbe dovuto rispondere dell’accusa di simulazione di reato, ovvero di fatti legati agli atti intimidatori cui è stato destinatario.
L’udienza è stata rinviata al 9 novembre in quanto è cambiato il Giudice.

Per motivi di opportunità questi due legali rappresentanti, di importanti “agenzie” dovrebbero farsi da parte. Ma nessuno dei soci, ovvero i sindaci, che rappresentano i rispettivi comuni nelle due compagini, ha avuto il coraggio di chiederglielo o di “svolgere ogni consentito intervento” affinché si possa procedere ad altre nomine.

Opportunità. È un termine usato solo nel senso di “condizioni appropriate favorevoli al concretarsi di un’azione”, non in quello dell’essere opportuno.

Certamente non è opportuna la condizione che si è verificata a Gangi.
Sembra che la locale Banca di Credito Cooperativo abbia risposto ad un Offerta Pubblica d’Acquisto da parte del Comune, o viceversa.

Nei fatti accade questo: il Sindaco, Francesco Migliazzo, eletto alle ultime amministrative, risulta essere, secondo il sito della Banca e la conferma del direttore, il vice direttore generale dell’Istituto, ad oggi legittimatamene in servizio.

Il presidente del Consiglio Comunale, Roberto Domina, è dipendente della Banca ed la neo capo gruppo del Civico Consesso, Giovanna Farinella è dipendente della Banca.

Uno dei membri del Collegio sindacale è il fratello del Vice Sindaco di Gangi, ed un membro del Consiglio d’amministrazione, cooptato circa un anno fa, a seguito delle dimissioni di un amministratore è molto vicino all’ex sindaco di uno dei Borghi più Belli d’Italia, al tempo vice di Migliazzo.

Negli ultimi dieci anni le cose non sono poi state così diverse, Migliazzo, già responsabile dell’ufficio fidi della Banca, ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio e Domina quello di capo gruppo.

L’articolo 51 della costituzione salvaguardia l’accesso agli “uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza”, non lo mettiamo in dubbio, ma in questo Paesaggio, in nome della “salvaguardia” di tutto e tutti, accadono cose che non ci quadrano. Per niente.

Per il resto teniamo a sottolineare l’importanza che ha sul Paesaggio anche la BCC di Gangi e quello che ha generato in termini di prosperità, fin dalla sua costituzione, oltre al grande impegno della Direzione e della governance dell’Istituto, che si sono succedute.
Ma l’ingerenza, di una sull’altra non la vediamo di buon auspicio.

A questo punto il sindaco Migliazzo, come ci ha anticipato, ci oscurerà dalla sua rubrica o non risponderà alle nostre istanze, almeno non ci darebbe la precedenza, preferendo altri.

Ci siamo abituati.
Pensate, abbiamo chiesto, a ragione, al presidente della SoSviMa spa, informazioni sui rapporti che ha intrattenuto con l’Irfis in merito all’acquisto del parco fotovoltaico, quindi  i nomi dei funzionari e dei tecnici esterni.  Oltre 6 milioni di euro di prestito erogato dall’Istituto regionale all’Agenzia di Sviluppo delle Madonie, che la comunità madonita (a sua insaputa e rischio) dovrà restituire in 10 anni.

L’abbiamo fatto il 30 giugno scorso. Ancora niente, Ci ha cancellato anch’egli dalla sua rubrica di posta elettronica certificata?