Gandolfo Zafonte è un artigiano meccanico di Castellana Sicula. Da oltre vent’anni è impegnato nel settore terziario alle porte del Parco delle Madonie.
Ha deciso di investire acquistando un fabbricato in contrada Passo l’Abbate allo scopo di allargare la quadratura dell’officina e per spostarsi dal centro abitato.
La burocrazia lo ha sottomesso per mesi in quanto sarebbe stato necessario verificare, con strumenti adeguati, anche il rumore emesso dall’attivazione del ponte sollevatore. Il tutto certificato da un tecnico professionista.

Finalmente all’inizio di marzo Zafonte è riuscito a trasferirsi nei nuovi spazi ed il 18 marzo si è rivolto alla Tim-Telecom per il trasferimento dell’utenza telefonica presso la nuova sede.

Ancora oggi il servizio telefonico e di internet, fondamentale per la verifica della disponibilità dei pezzi di ricambio ed il relativo ordine, non è stato attivato e la beffa è che all’utente è stata recapitata la bolletta del periodo in cui non avrebbe usufruito del servizio. In tutto questo, quotidianamente, altre compagnie lo chiamano al cellulare offrendogli «soluzioni più convenienti», a detta di Zafonte.
«Un incubo, impossibile lavorare in quest condizioni», afferma l’artigiano.

Il titolare dell’officina ha inviato una foto in redazione dove si evince chiaramente che lo stabile era già servito da utenza telefonica e ci ha riferito che il tecnico di zona della Telecom avrebbe fatto già dei sopralluoghi e rassicurato gli Uffici competenti che non necessitano opere di palificazione, trattandosi di una zona “non censita”, ovvero fuori dal centro abitato. Rassicurazione che  non sarebbe stata ancora recepita, o interpretata, dal collega “virtuale”, almeno per noi.

Una cosa che potrebbe essere risolta in pochi minuti,  giusto il tempo di allineare in centrale il vecchio numero al nuovo ufficio dell’artigiano.
Et voilà, il gioco sarebbe fatto.