«L’amore e le cure familiari, oltre al cibo sano e all’attività fisica e mentale, sono fattori determinanti per sopravvivere più a lungo». Lo ha affermato Michel Poulain, il demografo di fama mondiale in visita alla Casa Famiglia di Petralia Sottana, nel corso della giornata di studio degli archivi dell’anagrafe del comune di Petralia Sottana.
All’Ufficio anagrafe di Petralia il demografo, collaborato dalle ricercatrici del Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche e dal professore Calogero Caruso, ha ricercato alcuni dettagli sulla nascita e morte utili per lo studio sulla longevità nelle “Zone Blu” di Sicilia, ovvero quei territori dove vive il maggior numero di longevi rispetto alla media nazionale.

Poulain, docente francese emerito dell’Università di Tallin (Estonia), congiuntamente al professore Calogero Caruso, ordinario di patologia generale del Dipartimento di biopatologia e biotecnologia medica dell’Università di Palermo (Dibimed), condurrà uno studio sulla cosiddetta longevità estrema, argomento di cui in questi giorni abbiamo tanto parlato e che coinvolge la nostra testata come media partner del progetto.

Il Progetto di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) denominato appunto “Zone Blu” è finanziato dal ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca; l’obiettivo è identificare i fattori genetici ed ambientali per invecchiare in buona salute.

 

Nel pomeriggio del 6 novembre, dopo aver consultato l’archivio storico demografico comunale di Petralia Sottana, i due scienziati, accompagnati da una troupe televisiva francese, si sono recati nella Casa Alloggio per Anziani petralese per conoscere e intervistare gli ultracentenari che vi risiedono: la centoquattrenne Maria Macaluso e Maria Cerami, più giovane di un anno.

Maria Macaluso 104 anni«Ho messo una corda lunga alla mia vita, che mi ha permesso di andare avanti senza raggiungere ancora l’estremità», ha affermato con ironia la signora Macaluso (nella foto), vezzeggiata dalla figlia Gina.

Per un’altra ospite della casa, di “soli” novantaquattro anni, «alimentarsi con parsimonia, con cose semplici, soprattutto con ciò che la natura offre spontaneamente» è l’elisir per una vita lunga e sana; per la novantaduenne Lucia Sabatino, signora  la cui esistenza è stata segnata dalla morte della figlia tredicenne, la forza di vivere è invece data dal sostegno della fede.

Nonostante la grave perdita, Lucia non ha mai smesso di amare la vita; ancora oggi scrive e recita poesie, per «sostenere chi ha sofferto e per mantenere in esercizio la memoria».

Non hanno dubbi queste donne tanto forti da vivere un intero secolo ed anche oltre: il segreto della lunga e buona vita sulle Madonie sono l’amore verso la famiglia, l’abbandonarsi con fiducia alla fede e alla provvidenza divina, l’esercizio della memoria, ma anche l’alimentazione sana con prodotti naturali e biologici, seguita da una costante attività fisica, soprattutto se questa è praticata all’aria aperta, dunque ricca di ossigeno.

Ma anche il contatto con i giovani e l’allegria è “una pillola” di motivazione.
Lo sottolinea Carmela Messina, responsabile della Comunità Alloggio per Anziani “Matusalemme” di Petralia Sottana, ricordando come negli anni l’Acr (Azione Cattolica Ragazzi) il Servizio Civile e il servizio Osa abbiano dato vita a varie attività ludiche e di intrattenimento per rendere più piacevoli le giornate di chi vive nel centro.

Il termine “Zone Blu” è stato coniato proprio dal professor Poulain quando, nel 2004, lanciò una ricerca sulla longevità in Sardegna e, su una cartina, segnava in blu le zone di maggior interesse.

Oggi sul pianeta sono cinque le aree dove la gente vive bene e più a lungo: in Sardegna, nelle aree storiche della Barbagia e dell’Ogliastra, e nell’isola di Ikaria, in Grecia, in Giappone nelle isole di Okinawa, in Costarica nella penisola di Nicoya, e infine a Loma Linda, in California, nella comunità cristiana degli Avventisti del settimo giorno.

Le Madonie, statisticamente, sono un luogo di grande interesse per la ricerca internazionale. A fine 2016 l’anagrafe dei  28 comuni (alte e basse Madonie e valle dell’Imera), che la nostra redazione ha interpellato, ci ha confermato che vi risiedono 1791 ultra novantenni e ben 47 ultracentenari.

Anche per tale ragione il paesaggio madonita è oggetto di indagine, nel programma messo a punto dall’Università di Palermo.

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Nella foto in alto: Il gruppo di ricerca con la Signora Maria Cerami, 103 anni, di Petralia Sottana. 
Da sinistra: Michel Poulain, demografo e professore emerito presso l’università cattolica di lovanio; Ana Canelada, giornalista spagnola e collaboratrice del prof. Poulain; Giulia Accardi, nutrizionista e ricercatrice presso l’università degli studi di Palermo; maria Cerami, 104 anni; Anna aiello, nutrizionista e ricercatrice presso l’università degli studi di Palermo; Calogero Caruso, professore di patologia generale e coordinatore del progetto.

 

Intervista a Michel Poulain