Tra i comuni delle alte e basse Madonie è nata una nuova associazione,“Uniti per le Madonie”, con un obiettivo molto ambizioso: coinvolgere i cittadini locali nelle dinamiche politiche ed amministrative al fine di promuovere una cittadinanza consapevole, attiva e dinamica.
L’associazione, secondo quanto dichiarato dai promotori dell’iniziativa, è composta prevalentemente da giovani provenienti dai comuni del Parco delle Madonie.
Una prima manifestazione pubblica per presentare gli obiettivi dell’associazione è stata organizzata per il prossimo 10 novembre a Castelbuono.

Il Consiglio di Amministrazione è già stato costituito; ne faranno parte Luca Martorana (Castelbuono); Antonio Rocca (Pollina); Carmelo Giunta (Gangi); Pino Di Martino (Casellana Sicula); Serafino Amato (Campofelice); Stefano Marabeti (Polizzi Generosa); Franco Scancarello (Geraci Siculo).

Il presidente dell’Associazione sarà il giovane professionista Luca Martorana. Inoltre, è stata conferita la carica di presidente onorario all’imprenditore Antonio Mangia, il quale fornirà solamente il suo «sostegno morale all’iniziativa, senza parteciparvi in maniera attiva», come ha tenuto a sottolineare il patron di Aeroviaggi.

Per saperne di più abbiamo parlato con Franco Scancarello (foto in alto), membro del CdA e portavoce dell’associazione.  

Perché avete sentito la necessità di creare “Uniti per le Madonie”?
«L’associazione è nata con l’obiettivo principale di provare a sensibilizzare i cittadini, incoraggiarli ad interessarsi alla cosa pubblica, consentirgli di passare da semplice “suddito”, a protagonista attivo del proprio sviluppo».  

In che modo?
«Promuovendo lo spirito della trasparenza, della legalità e della partecipazione democratica, principi che al momento latitano nell’area delle Madonie».

Il vostro focus primario sono i giovani, una categoria sociale che negli ultimi anni si è allontanata sempre di più dalla politica. Come pensate di convincere proprio i giovani a partecipare a questa iniziativa?
«La situazione è nota a tutti: ogni anno migliaia e migliaia di ragazzi e ragazze siciliani lasciano le loro case per andare a cercare maggiore fortuna nel Nord Italia o all’estero. Noi vogliamo dare un contributo per bloccare questa emorragia, incentivando la creazione di nuovi posti di lavoro e l’apertura di nuove aziende da parte di giovani imprenditori. Nel nostro territorio sono presenti molti giovani professionisti che se valorizzati e spronati correttamente possono avviare la propria attività e stimolare l’occupazione».

Ed a convincerli a prestarsi alla politica…
«Vogliamo spingere questi stessi giovani a riavvicinarsi all’attività politica, e magari anche a candidarsi nei loro comuni. Purtroppo la classe politica madonita attuale non è sempre di alto livello, e c’è bisogno di forze fresche e idee nuove. L’anno scorso, alle elezioni di Petralia Sottana e Gangi si è presentata una sola lista. Questo accade perché manca il coraggio di mettersi in gioco e schierarsi contro i potenti. Noi invece vogliamo proporre il protagonismo di ogni cittadino, soprattutto di quelli preparati».

 Quali sono le vostre idee per lo sviluppo della zona delle Madonie?
«Noi vogliamo lottare per ogni questione, con l’arma del dialogo e del coinvolgimento, e mobilitando l’opinione pubblica quando necessario. Vogliamo soprattutto che si conoscano i fatti. Esiste una conoscenza distorta di quanto avviene nelle Madonie: si vuole far passare l’idea che si tratti di una zona tranquilla, da prendere come esempio pilota per tutte le regioni interne a livello nazionale, ma la realtà dei fatti è molto diversa. Nei prossimi mesi organizzeremo dei momenti di incontro più specifici, per far conoscere la vera situazione dei comuni delle Madonie».

Ci indica una delle vostre ambizioni?
«A dicembre prossimo lanceremo la nostra ambiziosa idea di riaprire i termini per la costituzione di nuovi consorzi di comuni in modo da realizzare la “Provincia dei Tre Parchi”. La nuova provincia, che andrebbe a ritagliare una porzione del territorio delle città metropolitane di Messina e Palermo, ha già raccolto l’interesse di 50 comuni dell’area dei parchi dei Nebrodi, delle Madonie e di Imera. I presupposti legali in termini di numero di abitanti e di continuità territoriale ci sono, quindi speriamo che la nostra proposta possa essere presa in considerazione».

Secondo quali criteri è stato scelto il consiglio di amministrazione?
«In base alla disponibilità di impegno. Si è dovuto pregare qualcuno di farne parte, anche perché si tratta di incarichi a titolo gratuito. Abbiamo cercato di inserire dei giovani professionisti, come il presidente Luca Martorana. A questi abbiamo voluto affiancare la maggiore esperienza politica ed amministrativa di altre figure, tra cui il sottoscritto, per assisterli ed indirizzarli».

Salta all’occhio l’assenza di donne nel consiglio…
«Purtroppo è così. Abbiamo provato a contattare diverse figure femminili per proporgli di prendere parte al consiglio di amministrazione, ma nessuna ha accettato per il momento. Adesso vogliamo allargare la base e far conoscere l’associazione in modo da attrarre altre adesioni, soprattutto da parte di donne e giovani. Al momento fanno parte dell’associazione una trentina di persone, ma speriamo che il numero possa crescere in fretta. Inoltre vogliamo costituire un comitato tecnico-scientifico, formato da 15/20 professionisti del territorio che ci possano dare un contributo effettivo nell’elaborazione delle iniziative future».

Avete ambizioni per le prossime tornate elettorali?
«Voglio precisare che l’associazione non ha nessuna finalità politica-partitica. Nessuno dei membri ha aderito perché ha intenzione di candidarsi, o di sostituire gli attuali amministratori. Anzi, qualora qualcuno dovesse candidarsi, verrebbe sospeso dall’associazione. Questo perché vogliamo mantenere una totale autonomia sia nei confronti delle amministrazioni pubbliche, che delle società private come So.Svi.Ma Spa».