Il giovane di Caltavuturo sta bene e manda un videomessaggio per ringraziare tutti. Gianluca Di Gioia, trentaquattrenne di Caltavuturo, era in coma dopo una terribile aggressione. Il ragazzo si trovava in vacanza in Asia quando è stato rapinato ed avvelenato. «Sto bene e adesso – ha detto Gianluca – riesco ad alzarmi dal letto. Certo non sono guarito ma, piano piano con la riabilitazione in un paio di mesi lascerò questa stanza d’ospedale per ritornare finalmente a casa. Voglio ringraziare tutti – continua – parenti, amici, ma soprattutto i tantissimi sconosciuti che mi hanno sostenuto in questi mesi prima con le donazioni per farmi ritornare a casa, e poi con i tantissimi messaggi di solidarietà che mi sono arrivati. Grazie a tutti.»

Il giovane trentaquattrenne si trovava in Thailandia quando è stato massacrato. Ancora dopo quasi due mesi non si conoscono nè i motivi nè gli aggressori. Gli amici ed il fratello avevano aperto una raccolta fondi per le cure mediche e per riportarlo a casa: in meno di ventiquattr’ore erano stati già raccolti oltre 100 mila euro. Insegnante di inglese, Gianluca Di Gioia, per gli amici “Il Digio”, è stato dipinto come un giovane generoso, sempre pronto ad aiutare tutti. Nato a Caltavuturo in provincia di Palermo, viveva con la famiglia a Venegono Inferiore (Varese). Si trovava in Laos in vacanza quando tra il 28 e il 29 agosto, dopo una violenta rapina è finito in coma.

Per il 34enne si era mobilitato anche il Comune di Caltavuturo, suo paese d’origine, che «Nel fare proprie le ansie e la speranza dei genitori di Gianluca – ha fatto appello con un post su Facebook – a tutti i cittadini affinché aiutino la famiglia a sostenere i costi elevati della degenza di Gianluca nella prospettiva di poterlo trasferire in Italia superata la fase critica che vede attualmente il giovane in condizioni di coma farmacologico.» L’amministrazione siciliana -riferisce inoltre – ha fatto anche la sua parte partecipando alla sottoscrizione.