Non bastava la polemica sul “valore” degli asini tra il sindaco di Isnello e quello di Castelbuono, ora si aggiunge pure quella dello “sfoglio delle Madonie”.
Calci e torte in faccia, quindi. Pare che la pax politica madonita stia sfuggendo di mano ai “guardiani” dell’ovile. Tutto è partito dall’inserimento di un dolce tipico, prodotto da anni dal titolare del bar Aspromonte, nell’elenco dei prodotti a Denominazione di Origine Comunale (De.C.O.) di Petralia Soprana.

Si tratta dello “Sfoglio delle Madonie” (del bar Aspromonte), che ha ottenuto la carta d’identità e la residenza ufficiale in quel di Petralia, in corso Umberto I n° 89 : secondo l’autoregolamentazione locale, s’intende.

Lo sfoglio petralese da ora in poi verrà prodotto ufficialmente secondo un disciplinare di produzione approvato dal Comune e nel quale sono riportate tutte le informazioni relative al prodotto che vanno dalla storia alla lavorazione, passando per la provenienza degli ingredienti e la preparazione.

L’imprimatur è stato dato da una commissione presieduta dal sindaco, Pietro Macaluso e da Giampiero Lodico (settore agro-alimentare), Salvatore Ruvutuso (settore gastronomico), Giovanni Nicolosi (settore turistico), Salvatore Bongiovanni (igienico sanitario) e Santo La Placa, responsabile della De.C.O. locale.

Le intezioni sono buone: «salvaguardare dalla globalizzazione che ci sta uniformando anche nell’alimentazione», ha affermato primo cittadino.

Il sindaco di Polizzi Generosa, Pino Lo Verde, dal canto suo, facendosi portavoce dei pasticceri polizzani, pur «condividendo» l’idea del suo collega, si sentirebbe «derubato» (e lo ribadiamo, interpretando i sentimenti dei “suoi” artigiani).

Secondo i polizzani il tentativo del Comune di Petralia Soprana lederebbe «una chiara e storica tradizione del Comune di Polizzi Generosa».
Secondo il sindaco Lo Verde «il tentavo di rubarci lo sfoglio di Polizzi si cela dietro diverse contraddizioni che si possono leggere nel disciplinare di produzione e commercializzazione di questo fantomatico sfoglio».

Dal nome, “U sfuogghiu da Soprana”, così è conosciuta la specialità petralese, declinato nel disciplinare in “Sfoglio delle Madonie”, deriverebbe, altresì la mancanza di chiarezza, pare, nelle origini storiche che non verrebbero ben indicate nel disciplinare stesso approvato da Macaluso.

Il sindaco di Petralia Soprana non perde tempo a replicare e si è dichiarato «rammaricato per la polemica che si è innescata», ha tenuto a precisare che il “suo” dolce sarebbe «diverso da quello prodotto a Polizzi Generosa».

«Questa distinzione – chiosa Macaluso – potrebbe andare a vantaggio del prodotto polizzano che non può essere confuso con quello realizzato a Petralia Soprana».  «Lo sfoglio di Polizzi Generosa è un dolce tipico di quella realtà e tale rimane», parola del sindaco di Petralia Soprana.
Polemica chiusa, ripuliamoci il viso.

Tuttavia, resta aperta una questione che si trascina da anni. Qualche anno fa, nel corso della trasmissione televisiva “Buongiorno Regione”,  una persona intervistata avrebbe “osato” affermare che a Castellana Sicula si produceva lo “Sfoglio delle Madonie”.
Il presidente pro tempore del  “Consorzio per la tutela e la valorizzazione” del dolce tipico polizzano (di concerto con l’amministrazione comunale pro tempore) nato per difenderne la tipicità e autenticità del prodotto, si premurò recapitare una lettera di fuoco, una sorta di diffida ad accostare le origini e le modalità di preparazione a luoghi diversi da Polizzi Generosa.

Legittimo. Ma ci chiediamo tutti a gran voce. Le monache benedettine polizzane nel 1600, in onore del loro santo fondatore,  iniziarono a produrre questo dolce dal “sapore deciso e pieno”, che racchiude un ripieno “generoso” a base di tuma fresca di pecora.
Dopo oltre 400 anni è possibile che questa “pecora” venga ancora “annacata” e nessuno si adoperi per puntare ad un riconoscimento nazionale o europeo di questa specialità?

 

Ricetta per la preparazione dello “Sfoglio”

Ingredienti & preparazione

Per 8 persone

Impastate velocemente 500 gr di farina 00 con 125 gr di strutto e altrettanto zucchero, 2 tuorli, un cucchiaio di miele, ½ bicchiere di latte e un pizzico di sale.

Preparazione

Ricavate una palla che lascerete riposare al fresco.
Grattugiate 500 gr di tuma fresca e fatela colare bene affinché perda l’acqua.
Tagliate a scagliette 100 gr di cioccolato fondente e riducete in cubetti 100 gr di zuccata candita.
Montate a neve 2 albumi; impastate la tuma con 200 gr di zucchero, unitevi gli albumi, il cioccolato, la zuccata e un cucchiaino di cannella in polvere.
Dividete la pasta in due parti, una delle quali un po’ più grande; stendetela in sfogli e usate quello più largo per rivestire fondo e bordi di una tortiera, precedentemente unta d’olio, di circa 26/28 cm di diametro.
Versatevi il ripieno, ricoprite con l’altro foglio di pasta ed infornate a 180° per circa mezz’ora.
Fate raffreddare bene, poi sformate e spolverate di zucchero a velo con un’ombra di cannella.

Accompagnate con un Pantelleria  Moscato  spumante, dal profumo gradevole ed aromatico molto fruttato con note agrumate, e dal sapore piacevolmente dolce.