Furto nell’area portuale di Termini Imerese. I quattro Crest apposti sulla lapide commemorativa, in particolare quello dell’’ANMI, quello della M.M. Capitanerie di Porto, quello dell’Autorità Portuale e quello della Città di Termini Imerese, in ricordo dell’’equipaggio termitano del sommergibile “Sebastiano Venerieo” scomparso, sono stati rubati. E non è tutto: vandalizzato anche il monumento ai caduti del mare che si trova nella villa della Marina che alcuni anni orsono l’ANMI, sezione di Termini Imerese, con uno sforzo finanziario non indifferente fece costruire in onore di tutti i caduti del mare. Il monumento è stato deturpato con una bomboletta di vernice con una scritta sblasfema sul marmo. 

Nel lontano 1925 durante delle importanti manovre aereo/navali il “Sebastiano

Veniero”,  sommergibile della Regia Marina Militare, incidentalmente entrò in collisione con la nave mercantile Carpena e affondò con tutto il suo equipaggio. Per anni non si scoprì il punto esatto in cui avvenne la tragedia. Il relitto venne ritrovato nel 1994 dal nostro Enzo Maiorca durante una delle sue tante immersioni.

Pochi mesi dopo la tragedia il comitato patriottico della città di Termini Imerese volle apporre una lapide commemorativa a ricordo dell’’equipaggio del sommergibile scomparso e che la costruenda banchina del porto fosse intitolata “Sebastiano Veniero”. La lapide in marmo venne posta alla radice della banchina e lì per decenni ricordava gli uomini del Veniero morti con l’affondamento del sommergibile.

Probabilmente negli anni ottanta, durante i lavori di ristrutturazione del porto, la lapide scomparve e per anni lo scrivente cercò di rintracciarla per farla rimontare al suo posto. Tali ricerche non ebbero esito positivo, nessuno ha mai saputo dare una spiegazione su dove fosse finita.

Passò altro tempo e nel frattempo non trovando più l’originale cercai di far apporre una nuova lapide. Dopo varie vicende, un paio di anni fa, con l’aiuto dell’’ANMI (Associazione Nazionale Marinai d’Italia) sede di Palermo che si occupò della logistica, ANMI di Termini Imerese appena ricostituita, con l’ Autorità Portuale che finanziò tutte le spese, Beppe Giallombardo, ex Ufficiale della M.M. abbiamo realizzato il bozzetto della nuova lapide con inciso il nome di tutti i membri dell’equipaggio.

Soddisfatto, orgoglioso e commosso, finalmente la nuova lapide venne posizionata e benedetta all’inizio della banchina. Adesso, dopo la nostra segnalazione del furto e dell’atto vandalico,  sono in corso le indagini.