Il prossimo 13 gennaio il tribunale di Termini Imerese emetterà la sentenza relativa al processo sulle truffe alle assicurazioni. Si conclude, pertanto, sia pure in primo grado, il processo per associazione a delinquere, in cui inizialmente erano coinvolti, quali promotori Silvio Domenico Napolitano Silvio, Giovanni Billeci, Santo Daniele Piampiano, Benedetto Luigi, Giuseppe Turturici, Fabio Sciortino e Giovan Battista Salvo. Nella fase iniziale sono state applicate le misure cautelari ad alcuni indagati, poi in alcuni casi subito revocate dopo gli interrogatori di garanzia.

Si contestava un accordo criminis finalizzato ad ottenere illeciti rimborsi dalle compagnie di assicurazione ed in particolare dalla Milano Assicurazioni con l’ausilio del perito della Milano Assicurazioni (che ha patteggiato la pena all’udienza preliminare) e, secondo l’accusa, con la compiacenza di un agente assicuratore della Milano Assicurazioni. Si confezionavano sinistri falsi e si ottenevano ingenti risarcimenti danni non dovuti.
Le indagini muovono dalle denunce delle stesse compagnie di assicurazioni che si sono insospettite per l’alto numero di sinistri denunciati.
Sono stati disposte intercettazioni telefoniche che costituiscono, nella maggioranza dei casi dei soggetti coinvolti, gli unici atti di accusa.
Singolare è stata anche la posizione di tale A. B., che nell’ambito di tale indagine viene accusato di avere spacciato sostanza stupefacente, non meglio identificata, a un soggetto che si trovava agli arresti domiciliari.
Gli atti di accusa sono costituiti da alcune intercettazioni telefoniche che rivelano una serie di contatti telefonici intercorsi dall’utenza intestata a A.B. e a quella intestata a un altro soggetto che durante le telefonate però chiamava A. B. con altro nome e non c’era altra prova di tipo classico, quale per esempio un appostamento o un controllo di polizia, che potesse dimostrare che l’interlocutore fosse davvero A.B., titolare dell’utenza e soprattutto se effettivamente veniva consegnata sostanza stupefacente.
Il PM ha chiesto 4 anni di carcere per A.B., mentre l’avvocato difensore, Sergio Burgio, ha chiesto l’assoluzione.
Anche per Napolitano Giovanni è stata chiesta l’assoluzione, accusato di truffa assicurativa.
Il PM ha formulato le sue richieste, chiedendo per quasi tutti gli imputati l’assoluzione perché il reato si è estinto per intervenuta prescrizione.
Un processo lunghissimo, 51 imputati, pochissimi rinvii per impedimenti dei difensori, mentre invece numerosi rinvii per assenza dei giudici o perché il collegio giudicante veniva cambiato per trasferimento dei giudici e ogni volta era necessario ricominciare il processo, atteso che le difese non prestavano il loro consenso a che venissero acquisiti al fascicolo tutti gli atti processuali e le prove già raccolte dinanzi ad altro collegio.
Singolare anche la posizione di Napolitano Giovanni, adesso emigrato in Belgio, che veniva rinviato a giudizio assieme ai 50 coimputati. Ma con un’eccezione procedurale del suo avvocato, veniva stralciato e ritornava di nuovo in procura perché era stata omessa la contestazione del reato nei suoi confronti. Salvo poi, dopo essere stato trattato da altro giudice, veniva nuovamente riunito in corsa con il processo principale.