“Mio figlio probabilmente perderà l’anno. Sono pronta a denunciare quei funzionari della Città metropolitana di Palermo che bloccano, nonostante le direttiva dirigenziali, la ripresa del servizio di trasporto per gli studenti disabili delle scuole superiori”. Queste le parole, rilasciate a BlogSicilia da Rosalia Tripi, madre di Ivan, uno dei circa cento studenti disabili che da quattro mesi non possono più andare a scuola a causa della sospensione del servizio di trasporto. Tutta colpa della mancata applicazione da parte dell’ufficio politiche sociali dell’ex Provincia che ha disatteso la direttiva del segretario generale Salvatore Currao di ripristinare il servizio di trasporto al termine delle vacanze di Pasqua. Domani le scuole riapriranno ma Ivan e gli altri studenti disabili rimarranno ancora a casa.

Oltre il danno al beffa, perché questi studenti, se non gli sarà consentito a breve di riprendere a seguire le lezioni, non raggiungeranno il numero di giorni scolastici necessari a concludere l’anno scolastico e ottenere la promozione alla classe successiva.

Ivan e sua madre oggi hanno protestato, al fianco degli assistenti igienico-personali e degli altri familiari degli studenti, sostenuti dal sindacato Slai Cobas di Palermo, davanti al portone di ingresso dell’Ars dove intanto è ripresa la discussione sui servizi da garantire ai disabili siciliani.

Un altro capitolo della vicenza riguarda proprio glia assistenti igienico-personali che a causa della legge delega del governo nazionale sul sostegno che di fatto li cancella dal mondo del lavoro. Quindi  circa 2000 lavoratori precari di tutta la Sicilia, con venti di servizio, rischiano di trovarsi disoccupati e con il loro profilo professionale cancellato per legge.

Claudio Porcasi