Alcuni la chiamano, non proprio carinamente, “la principessa della sinistra”, espressione che allude alla sua estrazione familiare di certo non proletaria, in apparente contrasto con le istanze che porta avanti, sia in qualità di avvocato – si occupa di diritto civile e del lavoro – che nell’ambito delle scelte politiche, sempre orientate alla difesa degli ultimi e dei senza voce.
Sonia Spallitta, classe 1970, originaria di Agrigento e palermitana d’adozione, ha trasformato la distanza siderale dai poveri e dai disagiati in un punto di forza della propria esperienza politica, osservandoli da un altro orizzonte visuale : lei di sinistra lo è davvero, e basta sbirciare sul suo profilo di facebook per rendersi conto da che parte sta, a parole come nei fatti.

«La mia professione e la mia militanza politica – spiega – sono due facce del mio impegno». Un impegno che la vede in corsa per il ruolo di deputata all’Assemblea Regionale Siciliana nel collegio di Palermo quale espressione del Partito di Rifondazione Comunista, nell’ambito del quale ricopre il ruolo di dirigente regionale, a sostegno del candidato alla presidenza Claudio Fava.

Sinistra – sinistra, dunque, all’insegna della discontinuità più assoluta sia con il Megafono del presidente della Regione uscente Rosario Crocetta che con la classe dirigente del PD responsabili, secondo Sonia Spallitta, “della condizione disastrosa in cui versano scuola, lavoro, sanità, formazione e utilizzo del territorio in Sicilia”.

Per l’esponente di PRC, infatti, Crocetta non avrebbe di certo operato meglio dei suoi predecessori Totò Cuffaro e Raffaele Lombardo. Una valutazione che, formulata da una strenua oppositrice della destra come lei, assume ancora di più il valore di una bocciatura senza appello, anche alla luce di fenomeni drammatici come la progressiva desertificazione della Sicilia da parte di giovani e giovanissimi che abbandonano l’isola per studiare e cercare lavoro altrove.

«Claudio Fava è il candidato ideale per cambiare lo stato delle cose – afferma – anche perché è la sua storia personale a parlare per lui, a partire dalla vicinanza che ha sempre dimostrato nei confronti dei soggetti più deboli» .

Categorie che figurano anche in cima all’agenda politica della candidata, che illustrerà il proprio programma elettorale domenica 15 ottobre a partire dalle 19:00 a Palermo, presso gli spazi di Luci e Calici, in via Sammartino 121.

«Il mio progetto – spiega – è in linea con quello della lista nella quale sono candidata, “Cento passi per la Sicilia”: lavoro, legalità, contrasto a tutte le forme di corruzione sia nella pubblica amministrazione che in politica, salute, tutela dell’ambiente e massima attenzione verso i soggetti diversamente abili» .

Senza dimenticare la cultura (“uno strumento di crescita che rende la popolazione consapevole”) e la formazione ( “non quella fine a se stessa, bensì orientata a formare operatori che siano necessari sul territorio”), congiuntamente alla volontà di illustrare agli elettori, non soltanto a quelli tradizionalmente progressisti, che la sinistra non può identificarsi con le “solite” battaglie, ma che deve essere in grado di sposare istanze trasversali, seppure nella fedeltà ai principi che la ispirano.

Al di là dei risultati elettorali – è oggettivamente difficile prevedere la conquista della presidenza della Regione per Fava – si ritiene comunque soddisfatta per avere dato il proprio contributo alla ricostruzione della sinistra radicale.

«Il nostro – spiega – è anche un progetto di recupero rispetto all’astensionismo che si sarebbe verificato nell’elettorato laddove non vi fossero state alternative a Crocetta e a Fabrizio Micari».