Simulazione di reato,  il fascicolo del sindacalista Vincenzo Liarda arriva sulla scrivania di un altro magistrato. Cambia giudice e l’udienza viene “mandata” a novembre.
Oggi (17 luglio) doveva svolgersi in una delle aule penali del Tribunale di Termini Imerese il processo nei confronti di Vincenzo Liarda, sindacalista antimafia della Cgil e presidente del Consorzio sviluppo e legalità delle Madonie, ma è stato tutto rinviato al 9 novembre perché il fascicolo che vede imputato Liarda, accusato dalla stessa Procura di Termini Imerese perché avrebbe “confezionato” una lettera intimidatoria indirizzata a lui stesso, é stato assegnato ad un nuovo Giudice, Luigi Bonacqua.
L’imputato oggi non si sarebbe presentato in Tribunale, ha delegato i suoi legali.

Vincenzo Liarda dovrà chiarire la sua posizione in merito ad una delle ultime lettere intimidatorie che ha ricevuto, la quale portava la sua stessa impronta. Liarda non avrebbe potuto mai toccare quella lettera perché sarebbe stata la stessa moglie a consegnarla ai Carabinieri ma, dopo le perizie in quella lettera sarebbe uscita fuori un’impronta sospetta e, così, la Procura lo ha indagato di rispondere dell’accusa di simulazione di reato.

A seguito di indagini condotte dai Carabinieri della compagnia di Petralia Sottana, su una delle missive gli investigatori del Ris di Messina hanno trovato una sua impronta.

Il sindacalista da sempre si professa innocente e vittima di un errore giudiziario. Liarda da quando ha iniziato la sua battaglia per il riutilizzo del feudo Verbumcaudo, confiscato al “papa” della mafia, Michele Greco, avrebbe ricevuto una ventina di minacce tra lettere e veri e propri raid, dall’auto imbottita di bottiglie di alcool con l’obiettivo di incendiarla, al danneggiamento della sua casa di campagna.

Nei mesi scorsi in prefettura a Palermo si è tenuto un incontro, sollecitato da tempo da Liarda, tra il Prefetto e i sindaci delle Madonie che hanno aderito al Consorzio sviluppo e legalità e questo per agire in fretta e rendere il feudo Verbumcaudo un vero simbolo dello sviluppo economico nel territorio delle Madonie.

Ai sindaci è stato chiesto di accelerare l’iter per la costituzione della nuova cooperativa che dovrebbe essere composta da giovani del territorio a cui verrà affidata la  gestione del feudo. (clicca qui per visionare il bando)