Il 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a votare un referendum costituzionale per approvare o respingere la riforma della costituzione che porta il nome dell’attuale ministro Maria Elena Boschi, che ne è stata la promotrice insieme al governo di Matteo Renzi.
Dopo 20 mesi di lavori, il 12 aprile 2016 il Parlamento ha approvato la Legge per la Riforma della Costituzione della Repubblica Italiana. (La discussione in Parlamento è iniziata l’8 agosto del 2014. La Legge è passata tre volte alla Camera e tre volte al Senato).
Quello del 2016 è il terzo tentativo di modificare la nostra Costituzione.

Ricordiamo che nel 2001 fu riformato il Titolo V, mentre nel 2006 si tentò di approvare la Devolution che fu respinta al Referendum. Oggi ci viene proposta una riforma della Costituzione più radicale.
A 70 anni di Repubblica, si è sentita la necessità di modificare la Legge fondamentale del nostro Stato, in un momento storico particolare.
Iter legislativo, elezione del Senato, poteri del Governo, elezione del Capo dello Stato, abolizione del Cnel e competenze tra Stato e Regioni, sono i punti cardine della proposta di riforma cui gli oltre 50 milioni d’italiani sono chiamati ad esprimersi semplicemente barrando la casella SI o NO.

Rammendiamo ai nostri lettori il quesito su cui gli aventi diritto sono chiamati a rispondere:
“Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione» approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?”

Abbiamo chiesto ai Sindaci dei comuni, che seguiamo quotidianamente di fare un appello al voto ai propri concittadini e di spiegare, in pochi righi, le ragioni del SI o del NO.
Diversi hanno risposto alla domanda, altri per svariati motivi no.

francesco-todaroALIA,  Francesco Todaro: «Voto SI semplicemente perché oggi più che mai la nostra nazione ha bisogno di cambiare strutturalmente la gestione delle politiche amministrative, il sistema come noto blocca di fatto il raggiungimento degli obiettivi per tutti gli impedimenti burocratici e legislativi che nella sostanza non vanno più verso lo snellimento delle procedure. Cominciare a cambiare le cose potrebbe essere un inizio per attuare quegli indirizzi che porterebbero l’Italia ad essere al pari con le altre nazioni europee, consentendo di fatto la ripartenza sociale ed economica del nostro Paese».

 

 

filippo-dolce

ALIMINUSA, Filippo Dolce: «La mia posizione, nel rispetto del ruolo istituzionale che rivesto, è semplice. La nostra amata Italia ha bisogno di cambiamenti! Votare SI al referendum sicuramente è un cambiamento positivo perché da alle autonomie locali potere di rappresentanza in una delle due camere. Questo è un buon motivo per cui sono per il SI».

 

 

 

andrea-galboCACCAMO, Andrea Galbo: «Dopo 70 anni, è fisiologico che la costituzione venga modificata. Viviamo nel periodo della globalizzazione, bisogna ridurre i tempi di approvazione delle proposte di legge. Per facilitare e ridurre i tempi di discussione alla Camera ed al Senato occorre votare SI. Occorre votare Si perché Renzi è riuscito a costruire una nuova classe dirigente in grado di governare il Paese in modo moderno ed innovativo. Una classe dirigente discontinua con la vecchia nomenclatura che non è riuscita a fare le riforme e che adesso senza entrare volutamente nel merito si schiera per il No solo per fini politici ed elettorali. A me non piace lo status quo, auspico che la vittoria del Si sia l’inizio di una nuova era che dia rilancio all’azione politica parallelamente alla tanto attesa riforma elettorale che in tempi rapidi deve essere fatta per ridare una vera voce al popolo con il voto di preferenza».

domenico-giannopoloCALTAVUTURO, Domenico Giannopolo: «La riforma costituzionale accende un processo riformatore che dovrà portare a rinnovare dalle fondamenta questo Stato. – SI, ndr – Si tratta di estendere gli istituti democratici e partecipativi e al tempo stesso di introdurre nel nostro ordinamento il principio della responsabilità e della democrazia decidente. Il superamento del Senato attuale che svolge le stessissime funzioni della Camera e in sua sostituzione la creazione del Senato delle autonomie locali e regionali, visto da un sindaco ma anche da un comune cittadino, è l’esaltazione sul piano politico e istituzionale della funzione dei Comuni e delle Regioni nella struttura dello Stato. La chiarezza sull’articolazione delle competenze tra Stato e Regioni se da un lato sembra sottrarre prerogative alle stesse regioni, dall’altro lato con la creazione del Senato delle autonomie gliele riaccredita amplificate sul piano della sintesi, del protagonismo e dell’incidenza di un nuovo regionalismo.  Io credo che questa nuova configurazione delle istituzioni  parlamentari  potrà consentire a questo paese di traguardare l’obiettivo della modernizzazione e della semplificazione. Questa riforma di una parte della Costituzione ha una  incubazione più che trentennale; non cogliere adesso l’opportunità che ci offre questo referendum per cambiare in meglio lo status quo significa sostenere che questo paese è irriformabile. La legge elettorale esistente, l’italicum per intenderci, che non fa parte della pronuncia referendaria va adeguata per garantire rappresentatività politica e territoriale. Ma questa esigenza è ampiamente matura a prescindere dal referendum». 

massimo-battagliaCAMPOFELICE DI ROCCELLA, Massimo Battaglia: «Le ragioni per cui votare SI a questo referendum costituzionale sono molteplici e sono facilmente rinvenibili entrando nel merito della riforma. Anzitutto occorre dire che la riforma non tocca la prima parte della Costituzione, ossia i principi fondamentali dell’ordinamento repubblicano, che, al contrario troveranno compiuta ed effettiva attuazione proprio grazie a questo intervento riformatore. Inoltre, occorre precisare che incidendo sull’esercizio della funzione legislativa, attraverso il superamento del bicameralismo paritario, si metterà fine da un’eccezione tutta italiana in cui Camera e senato fanno esattamente la stessa cosa, in un rimbalzo di competenze, sicuramente obsoleto e farraginoso. Dall’altro lato, il nuovo Senato assumerà un’importante funzione di controllo sulle leggi di maggiore rilievo (ad es. le leggi costituzionali, leggi sui rapporti con l’Europa ecc.) e soprattutto assumerà un ruolo di rappresentanza delle autonomie locali, i cui rappresentanti sono legittimamente “eletti” dal popolo e “non nominati”. tutto questo comporterà un notevole risparmio di spesa, grazie all’abolizione delle indennità di 315 senatori, all’abolizione del CNEL ed all’eliminazione dei costi dei gruppi parlamentari e delle commissioni del Senato. Voto Si a questo referendum costituzionale perché ho fiducia nel futuro e nelle persone di buona volontà!»

antonio-tumminelloCASTELBUONO, Antonio Tumminello: «IO voto SI al Referendum perché il 4 Dicembre si vota per il Referendum Costituzionale ” Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”. Per inciso Legge già approvata dal Parlamento.
Non pensavo di dover votare per esprimere un giudizio sul governo Renzi… non pensavo che chi vota SI stesse dicendo Renzi Continua… e chi vota No .. Renzi vai via… Ma se è così, come molti dicono, considerato che ho sempre votato avendo ben chiare le diverse alternative… mi chiedo quale sarebbe l’alternativa al governo Renzi capace di fare arrivare più soldi ai comuni, almeno ai livelli del 2011, sbloccare i concorsi per i nostri giovani, ridurre i privilegi di molti funzionari, dirigenti e pensionati d’oro, garantire la sanità sul nostro territorio, pianificare livelli di investimenti per la nostra viabilità e la salvaguardia del territorio, garantire il personale a 78 giorni o 101 giornate dell’Azienda Forestale e stabilizzare, con legge speciale dello Stato, i nostri precari del Comune ..e mi fermo qui .. per non continuare… CHE IN CASO LA VOTO.
Comunque mi immagino che non si pensi che l’alternativa possa essere Sinistra Italiana insieme alla Lega Nord , a movimento 5Stelle e Forza Italia… Perché se fosse questa allora voterei nuovamente SI al Referendum. .. che infine ricordo a tutti è un primo passo per Cambiare Registro».

giacomo-ilardoGRATTERI, Giacomo Ilardo: «Perché guardando ai contenuti della riforma, finalmente si  cambierà, segnando davvero un miglioramento. Con il superamento del bicameralismo paritario si renderà notevolmente più snella, più efficace e più aderente alle attuali esigenze l’attività del legislatore. Il nuova senato farà da raccordo tra la Camera dei Deputati e le Regioni e i Comuni e con l’Europa. Con la riduzione del numero dei senatori, da 315 a 100, con la rappresentanza significativa dei territori (il senato sarà composto da 74 consiglieri regionali e 21 sindaci) e con la riduzione rilevante dei costi della politica, il federalismo finalmente  e concretamente diventerà legge. Votare SI per superare l’instabilità politica italiana: 12 governi negli ultimi 20 anni! Votare SI per abrogare alcuni Enti considerati da tempo inutili, come il CNEL e le Province. Votare SI per migliorare e razionalizzare il riparto di competenze tra Stato e Regioni. No a 20 sanità e a 20 protezioni civili in Italia, no alla sovrapposizione delle competenze tra lo Stato e le Regioni per realizzare infrastrutture strategiche: su talune importanti problematiche occorre un livello decisionale centrale».

giuseppe-lo-verdePOLIZZI GENEROSA, Giuseppe Lo Verde: «Aspetto che il Ministro dell’economia tedesco mi faccia pervenire tramite sms l’indicazioni di voto per il referendum! Non vorrei sbagliare a votare».

 

 

 

 

giuseppe-minutillaSAN MAURO CASTELVERDE, Giuseppe Minutilla: «Perché voto NO: Perché nessun parlamento può riformare la costituzione a colpi di maggioranza; Perché toglie ai cittadini il diritto di eleggere i propri rappresentanti al rimanente SENATO (era meglio abolirlo del tutto); perché lede l’autonomia degli Enti Locali con l’accentramento dei poteri al centro, dovrebbe essere al contrario. Cambiando il quorum sulla elezione del Presidente della Repubblica, si favorisce chi governa e quindi il presidente sarebbe eletto non da un quorum qualificato ma dalla stessa maggioranza. Di  conseguenza  il Presidente non rappresenta più tutti gli italiani ma una parte».

 

salvatore-riniSCIARA, Salvatore Rini: «Possiamo votare NO o possiamo votare SI, il libero arbitrio nell’esprimere il nostro voto,  è il grande retaggio ricevuto dai padri della nostra democrazia. Io voterò SI perché dopo anni d’immobilismo è ora di dare una scossa al sistema, con modifiche Costituzionali, sostanziali e di sostanza, che  genereranno economie ma ancor di più daranno  stabilità ed autorevolezza alle Istituzioni, interventi straordinari in un momento storico straordinario. L’alternativa al SI? 1) aspettare le elezioni, istituire la bicamerale etc….. anni d’attesa in un contesto politico internazionale che si evolve con grande velocità. E poi con quale risultato? visto i precedenti delle tre Bicamerali, istituite in passato  (Bozzi, De Mita ed infine D’Alema), un buco nell’acqua. 2) art. 138 della Costituzione (procedura utilizzata per questa riforma 20 mesi di lavori parlamentari che il NO manderebbe in fumo),  l’articolo contempla un percorso, molto lungo, idoneo ad apportare grandi riforme al testo costituzionale ma a condizione che vi sia una precisa e coerente volontà delle forze politiche, cosa, a mio avviso, improbabile in questo Parlamento (visto che chi ha votato positivamente durante l’iter parlamentare adesso si schiera per il NO) men che meno  in quello futuro eletto con le regole attuali. L’essenza  della democrazia, ci obbliga a rimetterci alla volontà degli elettori, saranno, scusate saremo tutti Noi a decidere,  a prescindere da tutto rispetto per le posizioni d’ ognuno e che il voto sia un voto di coscienza ed…… in coscienza».

giuseppe-leoneSCLAFANI BAGNI, Giuseppe Leone: «Voglio dire perché io voto NO sul tema della costituzione, che sarà  oggetto principale del referendum che tra qualche giorno siamo chiamati per andare votare. C’è chi vuole cambiare molti  articoli.  A questi signori che vorrebbero  modificare la Costituzione gli dobbiamo ricordare che l’Italia è, e deve restare,  una Repubblica democratica fondata sul lavoro, ed è compito di ciascuno di noi difendere questi principi basilari e, soprattutto, applicarli e attuarle. Dobbiamo evitare di chiudere gli occhi dinanzi ad episodi che denotano disprezzo per le regole e per le istituzioni di garanzia. Chi l’ha scritta conosceva la dittatura, perché l’aveva vissuta sulla propria pelle e ci ha voluto avvisare di non ricadere in questo errore, per cui il nostro comportamento deve sempre andare nella direzione di difendere la dignità delle altre persone. Aiutare chi è in difficoltà, aumentare le nostre conoscenze, per costruire una società migliore di quella che ci hanno lasciato i nostri Padri. Voglio  ribadire che la Costituzione è la nostra bussola e che bisogna guardare al modo con cui i Padri la scrissero. Certo, non ci nascondiamo che la Costituzione ha bisogno di aggiornamenti e adeguamenti che la rendano più aderente alla modernità dei tempi e alle mutate condizioni sociali e civili. È necessario che essa indichi la strada nella quale inserire gli impegni a cui siamo chiamati per rispondere a nuove sfide: la globalizzazione dei mercati, i flussi migratori, le innovazioni tecnologiche, il cambiamento radicale del mercato del lavoro; negli indirizzi economici, negli stili di vita.  Ma essa rimane una guida, un punto di riferimento inalienabile. È compito delle istituzioni, anche in momenti di particolare difficoltà economica e sociale, come quelli che viviamo, soprattutto in tali circostanze sarebbe necessario sostenere tutto ciò.  No: perchè la costituzione si cambia insieme alla minoranza; No: perchè non finisce il bicameralismo paritario, pittosto inizia un bicameralismo pasticciato; No; perché i poteri delle autonomie locali sono ridotti, già i comuni vivacchiamo  e non abbiamo assolutamente autonomia nell’agire quotidianamente, si pensi dopo  una vittoria  non augurabile  del SI; NO:  perché sono arrabbiato, perché pensano solo alla riforma e ad oggi, a distanza di quasi due anni, il comune di Sclafani Bagni è isolato, a causa della SS 120 chiusa al transito, la Sp 24 non se ne parla, SP 53 scomparsa a causa di un movimento franoso,  non esiste  di aggiustarla,  il pilone di Scillato non si è ancora realizzato ecc. ecc».

Sindaci a cui è stata inviata la domanda:
ALIA, ALIMENA, ALIMINUSA, BLUFI, BOMPIETRO, CACCAMO, CALTAVUTURO, CAMPOFELICE DI ROCCELLA, CASTELBUONO, CASTELLANA SICULA, CEFALÙ, CERDA, COLLESANO, GANGI, GERACI SICULO, GRATTERI, ISNELLO, LASCARI, MONTEMAGGIORE BELSITO, PETRALIA SOPRANA, PETRALIA SOTTANA, POLIZZI GENEROSA, POLLINA, RESUTTANO, SAN MAURO CASTELVERDE, SCIARA, SCILLATO, SCLAFANI BAGNI, TRABIA,VALLEDOLMO