I poliziotti del Commissariato Brancaccio di Palermo, hanno arrestato i fratelli Roberto e Salvatore Zora, 22 e 36 anni, residenti nel quartiere Brancaccio, poiché responsabili di, almeno, una rapina compiuta in danno della Farmacia Lo Nano. I due fratelli, all’interno del loro domicilio in via Campo, a poche decine di metri da quella farmacia, fino a due giorni fa, erano ristretti agli arresti domiciliari. Sembra che tale misura cautelare non abbia frenato la loro predisposizione a delinquere e non gli abbia impedito di percorrere quei cinquanta metri che separano l’abitazione dalla farmacia, luogo scelto per compiere una rapina. Il fratello più giovane, così come raccontato dai dipendenti della farmacia, avrebbe materialmente compiuto la rapina con un coltellaccio, appropriandosi del cassetto del registratore di cassa e portando via 150,00 euro e diverse monete, Salvatore Zora avrebbe, invece, con funzioni da “palo” atteso sull’uscio dell’esercizio vigilando sull’apertura della bussola.

A dare un impulso decisivo alle indagini è stata l’intuizione dei poliziotti che, associando la rapina della farmacia all’allarme lanciato dai braccialetti elettronici dei due fratelli, hanno deciso di effettuare un controllo presso la residenza dei Zora. L’intuizione si è rivelata esatta. Ad inchiodare i fratelli, le descrizioni dei testimoni della rapina, la visione delle immagini a circuito chiuso della farmacia, il ritrovamento a casa dei fratelli dei vestiti indossati dai rapinatori e, appunto, l’allarme di allontanamento dal domicilio registrato dal braccialetto elettronico in un orario compatibile con l’effettuazione della rapina. Ulteriori indagini sono in corso per attribuire ai fratelli Zora anche altre, recenti, rapine compiute con analoghe modalità alla stessa farmacia.

 

I poliziotti della Squadra Mobile di Palermo hanno arrestato Giovanni Rizzuto, 45enne pregiudicato palermitano di largo delle Rondini, poiché responsabile di una rapina in farmacia, assalto compiuto a mano armata, lo scorso 11 maggio. A Rizzuto è stato notificato il provvedimento della Custodia Cautelare in carcere, emesso dal Tribunale di Palermo. In pieno giorno, con in pugno una pistola, Rizzuto avrebbe fatto ingresso nei locali della farmacia, in via Villagrazia, ottenendo l’incasso giornaliero, quantificato in alcune centinaia di migliaia di euro. Prezioso, ancora una volta in tema di indagini su rapine ad esercizi commerciali, l’apporto fornito dalle telecamere di sorveglianza interne della farmacia.

Le telecamere della farmacia hanno, infatti, immortalato le fasi della rapina ma non il volto del rapinatore, precauzionalmente coperto da un cappellino con visiera. Gli agenti hanno ritenuto, quindi, di osservare l’esterno della farmacia anche in un lasso di tempo abbondantemente antecedente alla rapina ed hanno notato come un giovane centauro, con abiti uguali a quelli del rapinatore, fosse transitato dinanzi l’attività e ne avesse scrutato i movimenti interni. Era questa la fase preparatoria alla rapina. Quello stesso ciclomotore, è stato rintracciato in largo delle Rondini, poco tempo dopo la rapina; nel domicilio di Rizzuto, è stato trovato il vestiario del rapinatore; infine, la riconducibilità a Rizzuto, dell’unico accessorio indossato dal rapinatore e non ritrovato nel  domicilio di Largo delle Rondini, il cappellino con visiera, è stata accertata dalla visione del profilo Facebook del malvivente: qui il giovane aveva postato una sua fotografia proprio con quel cappellino. Sulla base di tali indizi, l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto di  applicare a Rizzuto un provvedimento restrittivo che i poliziotti della Mobile hanno eseguito.