Serve un’interazione tra servizi ospedalieri e territorio, è in estrema sintesi quanto emerso nelle due giornate di convegno “Percorsi di integrazione Ospedale-Territorio”, tenutesi a Petralia Sottana, il 12 e 13 ottobre, presso i locali EXMA.
All’iniziativa, inserita in una progettualità più ampia che il dottore Carlo Cottone, ha inteso denominare “Madonie Salute”, hanno partecipato, 90 operatori sanitari (medici e infermieri); all’Exma si sono dati appuntamento gli attori protagonisti della sanità del paesaggio madonita, quindi del Distretto 35. Medici ospedalieri, ambulatoriali (ex Inam) e di famiglia (si è registrata una massiccia partecipazione, erano rappresentati tutti i comuni).

Particolarmente apprezzate le “Letture magistrali” dei professori Salvatore Paterna, Salvatore Corrao, Calogero D’Elia e Domenico Cipolla, come pure l’esposizione dei relatori nelle sezioni di cardiologia, geriatriaBPCO (Broncopneumopatie croniche ostruttive), neurologia e chirurgia.
Gli organizzatori dell’iniziativa hanno dato spazio anche all’informazione sulla salute e fake news in sanità,  in considerazione del fatto che, secondo una ricerca del Censis, nel 2017 oltre 15 milioni di italiani si sono rivolti al “doctor Google”, di cui 8,8 mln sono risultati vittime di fake news.

«A conclusione di questo evento, – ha dichiarato Carlo Cottone, co-responsabile scientifico dell’iniziativa – che ho voluto insieme all’amico Calogero Di Maio, esprimo, la mia soddisfazione per il consenso avuto dai colleghi del territorio madonita che hanno saputo cogliere in questa occasione un momento di reale integrazione e prendere lo spunto per rilanciare in collaborazione con l’Ospedale, nuove iniziative che scuotano le menti e che mettano al centro il paziente con una regia unica e non parcellizzata nelle singole figure degli “attori” sanitari».

 

Cottone, Di Maio (co-responsabile scientifico dell’iniziativa) e tutti gli operatori presenti hanno ragionato, oltre che sulla complessa gestione del paziente affetto da cronicità, su quello che potremmo definire il fondamentale obiettivo dell’attuale sistema sanitario: l’integrazione ospedale – territorio, per l’appunto, dove al centro ci sono gli utenti che, in tutte le fasi della loro vita, hanno bisogno di servizi assistenziali più o meno elevati (post-acuti con un elevato rischio di ri-ospedalizzazione, dei pazienti cronici ) ed un’educazione all’autocura.

Forte la richiesta emersa dalla “tavola rotonda”, prevista a conclusione del convegno,: “si concretizzi l’interazione fra Servizi Ospedalieri e Servizi Territoriali”, che dovrà attuarsi in armonia con le complesse normative nazionali e regionali (bisogna tenerne conto e farne virtù) e che non potrà esimersi di mettere al centro le complessità dei bisogni di salute del cittadino.
Ovvero, dell’utente/cliente (secondo la carta dei servizi) che dovrà essere educato a diventare protagonista del processo di erogazione dei servizi e di come funzionano.

Tuttavia, per raggiungere l’optimum bisogna partire dalla “casella di partenza”, come il gioco dell’oca, ovvero dalla formazione permanente degli operatori – invitati autorevolmente dal professore Paterna a leggere almeno (!) un’ora al giorno -.
Solo così si potranno individuare criticità ed al contempo trovare soluzioni possibili che migliorino il sistema e non lascino da solo l’utente che per le più complesse motivazioni (anche drammatiche) si rivolgono al sistema sanitario, nell’infinitamente piccolo rappresentato, in prima battuta dal medico di base, che lo dovrà accompagnare dentro una struttura non disconnessa.

La sfida è imponente e la politica rema contro queste piccole realtà. Intanto il “Madonie salute” è partito. Voghiamo tutti in un’unica direzione allora, altrimenti la due giorni di Petralia è servita solo per i 9 crediti formativi ECM.

 

 

 

A Petralia Sottana gli stati generali delle patologie croniche