Da Trapani, dove ha diretto la Procura da agosto del 2016, a Termini Imerese per prendere il posto di Alfredo Morvillo, che a sua volta lo sostituisce nella “Città del Sale e della Vela”.
Ambrogio Cartosio si è insediato nell’ufficio della Procura della Repubblica di Termini Imerese. Un ritorno a distanza di trent’anni. Qui aveva ricoperto il ruolo di Sostituto nel 1987, ottenuto il trasferimento da Torino, la sua prima sede, dove aveva prestato servizio per cinque anni nella veste di Giudice.

«Da Torino arrivai in un comprensorio dove si credeva nello sviluppo, nel miglioramento, si credeva nel lavoro e nel migliorare le condizioni di vita di tutti. I giovani avevano una speranza», ha affermato il magistrato nel suo discorso di saluto. «Non c’è quella situazione di speranza nel futuro che trovai nel 1987 quando arrivai a Termini Imerese», continua rammaricato. «Imparai tante cose a Termini Imerese – continua il Capo della procura – e da allora le cose sono profondamente cambiate in Sicilia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino cambiarono le cose, soprattutto nella lotta alla mafia. Con loro è diventata una cosa seria».

Terminata l’esperienza termitana Cartosio è stato trasferito a Palermo, alla Direzione Distrettuale Antimafia. Ebbe un maestro d’eccezione, Paolo Borsellino.
«Paolo Borsellino era già un mito agli occhi di molti di noi», ha dichiarato con una punta d’orgoglio il Procuratore.

Ambrogio CartosioPer circa vent’anni ha lavorato presso la Procura di Palermo, per poi raggiungere, come “Aggiunto” la Procura di Trapani. Da oggi ritorna «alle origini siciliane».

Con quale progetto? «Aprire la Procura della Repubblica e quindi gli Uffici Giudiziari, con l’accordo del presidente Lo Forti, al rapporto con la società civile. In particolare con le scuole. Nelle scuole si svolge un lavoro che produce i suoi frutti nel tempo, in termini di cultura anti mafiosa che della legalità». «Non trascurerò i rapporti con le amministrazioni locali, con la chiesa e soprattutto con la polizia giudiziaria. – continua Cartosio –  E poi con gli avvocati. Il lavoro del pubblico ministero ha una dignità perchè ci sono gli avvocati. Scuotono le certezze del magistrato. Il Pubblico Ministero deve essere capace di rivedere le proprie certezze. Non abbarbicarsi mai sulle proprie convinzioni. Sarebbe un grave errore».

Nel discorso d’insediamento Cartosio ha trovato spazio anche il rapporto con l’informazione: «l’opinione pubblica ha diritto di essere informata – ha dichiarato il Procuratore – ma dobbiamo tutelare anche chi è raggiunto da un provvedimento cautelare, unilaterale. Sarà poi un giudice, attraverso la sentenza a stabilire le responsabilità e l’eventuale colpevolezza. È necessario che i Pubblici Ministeri mantengano la massima continenza. Non seguire le lusinghe dell’apparizione sugli organi di stampa. Fanno fare carriera ma si rischia di costruirle sull’infamia gettata addosso a persone che nel tempo si potrebbero rivelare non colpevoli, quindi erroneamente dipinte».

«Assicuro di dare le informazioni necessarie – continua il nuovo Capo della Procura – e di garantire il diritto d’informazione, non saranno ammessi protagonismi ma sopratutto non sarà ammesso di infangare la reputazione delle persone».
Quello del processo mediatico, per Cartosio è diventata una «malattia sociale», secondo il Procuratore «devono essere i magistrati a farsi carico di arginare questo fenomeno terribile» ed alla fine di giudicare l’imputato non di certo i giornali o la televisione.

Effettivamente è un fenomeno che trent’anni fa non ha trovato a Termini Imerese, ma in compenso lasciando la Fiat di Torino ha trovato una soluzione di continuità, ritrovando lo stabilimento “fratello” termitano.

Le cose cambiano, in trent’anni lo stabilimento di contrada Tonnarella, per la «miopia della politica», come ha affermato lo stesso Cartosio, ha chiuso. In cambio però l’informazione, anche grazie a Falcone e Borsellino, è più libera ed ha sete di raccontare le storie, per sopravvivere.
Il tema è quello di non “infangare” l’imputato, che resta innocente fino all’ultimo grado di giudizio.

Al procuratore Cartosio vanno gli auguri di buon lavoro della nostra redazione.