Su ottanta soggetti che hanno ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito dell’operazione “Black cat” sei posizioni sono state stralciate. In particolare, si tratta di Nicola Filippone, assistito dall’avvocato Sergio Burgio del foro di Termini Imerese, a cui la Procura di Palermo, nella persona di Ennio Petrigni e Bruno Brucoli, ha stralciato la posizione. E’ stata così avanzata la richiesta di archiviazione. “Il Filippone – ha affermato l’avvocato Burgio – si è trovato suo malgrado coinvolto nell’ambito di tale complessa e delicata inchiesta a seguito di un brevissimo colloquio (circa 4 secondi), avvenuto nel 2012, alle 11,50, casualmente lungo il corso principale di Trabia con il Vallelunga Antonino. sergio-burgio Il Filippone ha chiesto tramite la difesa di essere interrogato dal dottore Petrigni, al quale ha spiegato le ragioni della sua frase dimostrando di non essere assolutamente coinvolto in nessuno dei fatti oggetto di imputazione e che riguardano altri soggetti e soprattutto nella singola imputazione allo stesso contestata. Il PM ha ritenuto più che valida la difesa del Filippone, accogliendo la memoria difensiva, stralciando la sua posizione e avanzando richiesta di archiviazione (interrogatorio del 16 febbraio 2017)”. 

Le altre cinque posizioni stralciate riguardano: Luigi e Salvatore D’Amico, Antonio Corradino, Nicola Marino (tutti difesi dall’avvocato Giuseppe Minà) e Francesca Madonia (assistita dall’avvocato Gianfranco Raimondo).

Sono settantaquattro i capi ed i gregari da mandare a giudizio, da Trabia a San Mauro Castelverde, passando per Caccamo, Polizzi Generosa e altri paesi delle Madonie. Un colpo pesantissimo che arriva dalla Direzione distrettuale antimafia alle cosche della fascia costiera e montana, nella parte orientale della provincia. Dopo il blitz “Black Cat” si va verso il processo.