La vertenza per la riapertura del punto nascita di Petralia Sottana “è una battaglia fatta soltanto per gli operatori sanitari e non per le partorienti”. Smentite dai sindaci le fantasiose affermazioni di un alto dirigente della Regione.
“Le affermazioni di Mario La Rocca sono irrispettose del ruolo di un livello istituzionale dello Stato e del sacrificio di chi in quel ruolo opera per portare avanti un territorio in grandi difficoltà”. Si legge in una nota che il primo cittadino Leonardo Neglia sottoscrive per conto dei suoi colleghi madoniti, impegnati nella vertenza del potenziamento del nosocomio nonché la richiesta di deroga sul punto nascita, chiuso dal 31 dicembre 2015 ed attivo solo per parti indifferibili, quindi urgenti.

La precisazione era indispensabile dopo quanto riferito pubblicamente dal  dirigente generale del dipartimento della pianificazione strategica dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana, Mario La Rocca.

L’audace dirigente è intervenuto a Palermo sulle nuova rete ospedaliera, nel corso del XIII congresso regionale dell’Associazione Ostetrici e Ginecologi ospedalieri italiani (AOGOI) “Stili di vita e salute della donna mediterranea”, La Rocca, forte della sua vicinanza all’onorevole Alessandro Aricò, esponente di punta di Diventerà Bellissima – il movimento del presidente Musumeci – e del ruolo apicale che ricopre a Piazza Ottavio Ziino, si è lasciato andare in affermazioni “folkloristiche”. Così le definiscono nella nota i nove sindaci del Distretto Sanitario 35, cui è incastonato il presidio ospedaliero “Madonna SS. dell’Alto” di Petralia Sottana.

Nel video pubblicato su Facebook e visionato da migliaia di utenti si vede La Rocca, divagare sulle chiusure dei punti nascita al di sotto dei 500 parti, ed affermare “Quelli con la fascia tricolore – riferendosi ovviamente ai sindaci – devono farsene una ragione non si può tornare indietro rispetto all’evoluzione dell’erogazione dei servizi”.

“Una battaglia – secondo il funzionario – che viene condotta con sempre minore incisività”. Lasciamoglielo credere. 
Tuttavia, il culmine dell’esibizione di La Rocca si è consumato quando, certo della sua “immunità” diplomatica, avrebbe fatto cenno alla rassegnazione dei sindaci.
I primi cittadini, secondo il burocrate, avrebbero ammesso “a  mezza bocca che la loro non è una battaglia fatta a favore delle partorienti ma semplicemente una battaglia fatta nell’interesse degli operatori della sanità che sono quelli che ogni tanto gli portano 1, 2, 3, 4 10 voti…”.

La Rocca, con contento del suo “intreccio” di dichiarazioni, avrebbe messo in bocca ad “uno dei sindaci delle Madonie” un’affermazione ardita: “ma io che le devo dire – racconta nel corso del suo intervento – ho dovuto fare l’intervento e le chiedo scusa ma me lo chiedono perché c’ho gli ostetrici, gli infermieri che non si vogliono spostare”.
Questo fantomatico sindaco sarebbe intervenuto a favore della deroga sul punto nascita nel corso dell’audizione della VI Commissione sanità dell’ARS tenutasi a Petralia Sottana lo scorso 4 luglio e si sarebbe pure “scusato” con il dirigente della Pianificazione Strategica. Fantascienza.

La “gola profonda”, al cospetto del direttore, avrebbe messo pure in discussione il grado di fiducia delle donne madonite le quali, sempre secondo la fantasiosa ricostruzione di La Rocca, “100, 150, 200 puerpere l’anno – a punto nascita aperto, ndr – andavano a partorire nelle cliniche private palermitane”, scegliendole al glorioso reparto di Ostetricia e Ginecologia petralese. Cosa che di fatto non è vera. 
Insomma le donne madonite, ha affermato alla qualificata platea, avrebbero “compreso che non è più possibile partorire a casa”.

I sindaci con la nota del 26 ottobre scorso, indirizzata all’Assessore Ruggero Razza e per conoscenza allo stesso La Rocca “esprimono il proprio disappunto”, rilanciano sulle “ragioni di una battaglia” e per far valere, con forza, “il diritto alle prestazioni ospedaliere in un’area disagiata”.
Atteggiamento che contraddice palesamene la “minore incisività” paventata da La Rocca.

La smentita più clamorosa contenuta nella lettera riguarda le “confidenze” che uno dei nove sindaci avrebbe fatto in privato “o a mezza bocca” al direttore.
“Nessuno – afferma Neglia –  ha ritrattato rispetto alle richieste ufficiali riguardanti l’ospedale e il punto nascita”.

Insomma i sindaci madoniti, tutt’altro che dormienti, hanno stigmatizzato il comportamento dell’alto dirigente reo di avere utilizzato “presunti colloqui privati per smentire prese di posizione pubbliche o per sostenere le proprie tesi” e rilanciano con determinazione: “confermiamo l’aspettativa del territorio circa la deroga ministeriale per la riapertura del punto nascita” e rimangono in attesa di conoscere “la data della presenza”, presso il nosocomio petralese, “dell’assessore Razza e del presidente Musumeci”.

Presenza che Musumeci non ha ancora garantito, nonostante la richiesta sia stata inviata da settimane. Eppure il Governatore si è recato a Bompietro,  sabato 29 settembre, in occasione della Sagra dei Sapori d’Autunno.

Possibile che la partecipazione ad una sagra sia più importante del diritto alla salute? 
In politica è tutta questione di scelte. La politica sceglie di farsi rappresentare da La Rocca, di partecipare ad un evento ludico e di snobbare un invito importante qual è quello formulato da “quelli con la fascia tricolore” per affrontare questioni vitali: il diritto alla salute della popolazione madonita.

Evviva il folklore. Non quello studiato dal medico palermitano Giuseppe Pitrè, ma il “folklore” della politica, che ci vuole subalterni ad essa.