Il “rimborso canone fognario e di depurazione condominio contrada corvo Serra Vaccara” in favore della moglie del sindaco, il pagamento dei debiti di un’associazione culturale, i “contributi a famiglie bisognose” privi di documenti giustificativi, l’affidamento ad una ditta della manutenzione delle rete informatica. Queste alcune tra le spese contestate dalla Procura regionale della Corte dei Conti, guidati da Gianluca Albo, all’ex sindaco di Caccamo Desiderio Capitano, condannato a pagare, per danno erariale, poco più di 630 mila euro e 30 mila euro per il danno d’immagine provocato.

L’indagine era scattata a seguito di una serie di anomalie e irregolarità contabili segnalate dalla nuova amministrazione comunale da cui sarebbe emerso che Capitano sindaco dal maggio 2007 al maggio 2012, si è appropriato di denaro pubblico con mandati di pagamento senza alcuna autorizzazione e giustificazione. Condannati insieme a lui anche l’ex responsabile finanziario del Comune madonita Giuseppe La Rocca che dovrà risarcire 474 mila euro e l’ex consigliere comunale Michele Geraci 2.800 euro in solido con Capitano e La Rocca. Una sentenza che non è definitiva e sarà certamente appellata.

«Vanno considerati la gravità del comportamento illecito tenuto dal sindaco – si legge nella motivazione della sentenza emessa dal collegio presieduto da Luciana Savagnone – che ha disposto in più occasioni dei fondi comunali, prescindendo da ogni regola e procurando vantaggio a una pluralità di persone, tra cui la propria moglie e un consigliere della maggioranza, così significativamente discostandosi dai canoni ai quali egli avrebbe dovuto obbligatoriamente ispirarsi.»

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